Mamo per gli amici. Nato nel 1978 in provincia di Bergamo dove tuttora risiede e lavora come cuoco. Un’anonima tappa del giro d’Italia e un incontro fortunato hanno fatto nascere in lui la passione per il ciclismo prima, e per il cicloturismo poi. La Palazzolo - Sondrio del giro 1992, la prima corsa, le prime biciclette, acqua, freddo e visi sofferenti per vedere a fatica del professionismo. L’album fotografico di un amico che, nel 1985 si fece quarantacinque giorni in bici in giro per l’Europa, tra campeggi, incontri e libertà gli hanno invece fatto capire il gusto di viaggiare in bicicletta.
La bicicletta come stile di vita, passione, quasi dipendenza. Mezzo di trasporto per raggiungere il posto di lavoro e compagna di ogni evasione dall’ordinario. Cicloviaggia in solitaria da diversi anni, considerando la cosa come un’opportunità di crescita e approfondimento. Conoscere la storia, la cultura e le usanze dei paesi attraversati diventano quasi un obbligo. Confrontarsi con realtà diverse, grazie alla bicicletta è una grande opportunità che decide di sfruttare appena possibile. “Non esistono diversità, ma solo tante normalità, prendere un aereo per catapultarsi in una spiaggia a 1000 km non è viaggiare, percorre metro dopo metro le strade e i sentieri di altri paesi rappresentano, per me, l’essenza del viaggio”. Io certamente non posso dargli torto. Si dice appassionato di politica e montagna, dedica il suo tempo libero alla lettura di saggi e racconti di viaggio, a consultare mappe e a sognare nuovi viaggi, “ma non chiedetemi una ricetta di cucina o informazioni simili, preferisco dialogare su qualsiasi altra cosa”. Socio dell'associazione “ Il cicloviaggiatore” collabora con questo sito dal 2012 con la pubblicazione dei suoi racconti viaggio. Buona strada Mamo.