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Skagerrak o Kattegat

Ciaobici Isola Fano


Skagerrak o Kattegat ?

emozioni di Lupo Solitario in Danimarca


Mi apprestai a trascorrere l’ultima notte in territorio Danese da solo in una comoda camera a 4 letti mentre il cielo si ricordò di scaricare l’umidità accumulata durante la bella giornata e lo fece con violenza.

Quella notte stentai a prendere sonno e nel dormiveglia cercai di fissare l’attenzione su quella che poteva essere stata la parte più interessante del viaggio, ma non riuscivo più a capire quale fosse; invece si concatenarono i pensieri che mi avevano bersagliato confusamente durante il giorno ….

 “Skagerrak o Kattegat?...Skagerrak o Kattegat? …

 Sul “ramo” sfoglio le onde, provenienti da mari opposti, che si infrangono una contro l’altra disegnando la fragile lingua di sabbia di Grenen. M’ama o non m’ama ?…. M’ama o non m’ama?  Ma come si fa ad amare il Vento, che spesso contrasta il nostro andare; la Pioggia, che ti sferza, t'inzuppa e rende tutto così grigio; il Mare, gelido, che scarica sulle spiagge sterminate, luccicanti meduse; le Ore Cinque della sera quando tutte le attività chiudono e non puoi godere del ventre pulsante delle città; le Piste ciclabili, spesso mal segnalate, che ti conducono, si a scoprire zone deserte e incontaminate, ma che ti mettono di fronte al peggiore dei tuoi incubi: il panico. Ma come si fa a non amare il Vento, che gonfia gli aquiloni nel cielo costellandolo di colori che si riflettono negli occhi dei bambini; la Pioggia, che pulisce l’aria ridefinendo i contorni del paesaggio; il Mare autoritario, impetuoso, dolce, che urla o sussurra la sua voce; le Ore Cinque della sera, quando puoi divenire padrone del tutto alla ricerca di angoli preziosi da imprimere nella mente; le Piste ciclabili, pavimentate o sterrate che si svolgono dolcemente sotto le ruote nel rispetto della morfologia di una duna, di una campagna, accompagnati da un terrapieno o un canale.  Ma come si fa a non amare gli strati di nuvole che ci sovrastano; sono nuvole di libertà che ti invitano a sdraiarsi sull’erba dal verde intenso, riportandoti indietro con i ricordi.

 

Skagerrak o kattegat ?

 m’ ama o non m’ama ?

 Sul “ramo” sfoglio le onde ….”

 

Mi avvicinai alla costa raggiungendo la ciclabile sotto la continua minaccia della pioggia fino a quandocioabici-light un vento dal mare spazzò le nubi ed il sole prese il sopravvento. Ero completamente solo in un ambiente campestre canalizzato tra un canale ed un terrapieno che mi separava dal mare. Subito entusiasta, poi sempre meno, sopraffatto da una certa preoccupazione dovuta alla mancanza di uscite e dalla distanza dei tetti delle rare case. Proseguii in questa situazione per circa 15 Km su sterrato reso fradicio dalla pioggia notturna, rincuorato solamente dalla visione saltuaria, sulla sommità dell’argine, dell’isola di Romo sempre più vicina. Finalmente con un urlo liberatorio salutai l’incrocio con la Romovej e, rincuorato, proseguii nella medesima direzione e situazione ambientale verso il confine. A Hojer spesi le ultime Corone in salmone e birre ed affrontai il lungo rettilineo che accompagnò la conclusione della bella esperienza ciclo-turistica Danese.

Chi è Enzo Pellegrini

Commenti   

+2 #1 Lupo Solitario 2012-12-31 09:38
Non e' necessario avere doti particolari per prevedere la pioggia in Danimarca … il sole e' solamente una presenza occasionale e benvenuta; ma la vera padrona e LEI ….. il cielo diventa plumbeo, il mare si ammanta di uno scuro nebbioso, i colori si uniformano e allora non rimane che adottare la tecnica della Luna e del Sole … quando LEI arriva ci si ripara , ci si nasconde se si puo', ma spesso con la Luna ancora visibile nel cielo c'e' anche il Sole e viceversa, e allora si cerca di convivere perche' il nostro Viaggio deve continuare perche' questa e' la Danimarca ...
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