• slide1
  • slide2
  • slide3

Assicurazione, ancora sconosciuta?

Prima della partenza

Assicurazione,

ancora sconosciuta?

 

Sottovalutata, spesso ignorata, l'assicurazione per viaggio all'estero deve assumere una importante componente nella progettazione anche per il cicloturista.

A casa nostra, un po' per mentalità acquisita un po' spinti dalla pressione dei media, mettiamo sotto tutela assicurativa, oltre al patrimonio anche molte nostre attività. In primis quella sportiva quella che potrebbe arrecarci il maggior danno fisico. Più un paese è civilizzato, tanto più ricorre alla copertura assicurativa. Spesso il nostro benessere assicurativo lo troviamo confezionato già nella quota che versiamo per iscriversi ad una associazione sportiva. Spesso altre nostre polizze assicurative prevedono la copertura delle 24 ore per infortuni. Il più delle volte le nostre polizze non sono utilizzabili per danni recati o subiti all'estero. Il cicloviaggiatore, che viaggia spesso all'estero, deve avere una precisa idea: l'assicurazione durante la sua ciclo-vacanza. Paesi con consuetudini sanitarie diverse dal nostro possono trasformarsi in trappole in caso di danni. Non è solo una caduta e successivo trauma, ma potrebbero essere pure le cause sanitarie legate al cibo e all'acqua, all'aria e al clima. Così anche furto o perdita documenti rappresenterebbero rallentamenti alla propria vacanza con danni evidenti. Tutte condizioni che costutuirebbero spese aggiuntive non preventivate. Anche se il servizio sanitario di certi Paesi ppuò essere ben organizzato, quasi mai si esce dalle stanze di un ospedale o di una clinica senza aver pagato parcelle per le cure. Chiedere alla propria agenzia viaggi o consultare internet per la assicurazione vacanze, oltre che un gesto di cautela e buon senso può tradursi in un investimento. Danni alla propria persona, responsabilità civile verso terzi, eventi di ogni genere sono oggi assicurabili. Se il ciclista non è obbligato all'assicurazione nella conduzione del suo mezzo, pensiamo noi stessi di renderlo obbligatorio almeno quando diventiamo cicloturisti o cicloviaggiatori in terre pur ospitali, ma di estrazione civile, sociale differente dalla terra dove viviamo.  Prima di partire dunque controlliamo:

- se le nostre abituali polizze coprono rischi all'estero;

- la scadenza e la validità;

- i tipi di rischi assicurati;

- le limitazioni e le esclusioni;

Stipuliamo decisi la nostra assicurazione per le vacanze, teniamo con noi i documenti rilasciatici dall'agenzia o stampati in proprio via internet dove ci saranno tutte le informazioni utili per la nostra denuncia o per chiamare dall'estero l'operatore amico, e partiamo sereni. “Nulla mi trattiene più, tanto sono assicurato”.