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Azerbaigian, il desiderio del taxista di Baku

ciaobici sogno del taxista azero

Azerbaigian, il desiderio del taxista di Baku

“Ci chiede ora di osservare attentamente il caotico traffico cittadino e dirgli cosa notiamo di strano. A quanto pare oggi è proprio il giorno degli indovinelli. Ci guardiamo attorno incuriositi alla domanda del professore-tassista, ma non vediamo altro che potenti e nuovissime auto fuoristrada.

 

Non sappiamo cosa rispondere alla domanda del nostro amico e buttiamo lì che non ci sono strisce pedonali, che nessuno si ferma ai semafori rossi e i pedoni rischiano la vita ogni volta. Sbagliato! Tutto questo, ahimè, gli sembra abbastanza normale. A questo punto lasciamo a lui il piacere di svelarci l’arcano del traffico azero.

 

­“Non ci sono biciclette!” esclama cosciente di stupirci. Semplice no? Non ce ne eravamo accorti, ma ora che lo sappiamo non possiamo far altro che confermare la sua osservazione e chiedergli spiegazioni in merito.

“Stupidità” dice “i miei concittadini sono stupidi! Voi usate le biciclette in Europa, vero?”

“Si, certo. Chi più chi meno, ma sì, le usiamo”.

“Be’! Qui si vergognano a farlo. Sorridono di voi quando alla televisione vedono ciclisti e persone che pedalano per la strada o addirittura su piste ciclabili. La trovano una stranezza tutta occidentale che è argomento di scherno e di battute, non viene presa in seria considerazione. Qualche straniero che lavora qui in città a volte la usa, si sente un tantino osservato e anche deriso. Peccato, sapete, perché a me piacerebbe averne una, una bella bicicletta rossa e lucida, ma non lo posso fare. In questo paese di stupidi è così, purtroppo”.

(Da In viaggio coi Marshrutka di Vittoria Sangiorgio) Leggi più

La gente del posto (Gorgia, Armenia, Azerbaijan) tende a guardare i ciclisti dall’alto al basso. Chi non possiede un’automobile non viene considerato da nessuno! Tuttavia alcuni intrepidi ciclisti stranieri, che si sono avventurati per quelle strade, hanno riferito che la bicicletta è il mezzo di trasporto ideale per visitare Georgia e Armenia, mentre in Azerbaigian i rischi sono maggiori. Pare che alcuni camionisti si divertano a spingere fuori strada i ciclisti.

(da Guida Lonely Planet.)  leggi più

Il mio commento dopo il ritorno da quei luoghi intende spezzare una lancia a favore degli automobilisti Georgiani e Armeni che oltre a suonare per inviare saluti ci hanno a più volte aiutati attestando la loro insaziabile gioia di collaborazione. Nessun commento su cosa avviene in Arzebaigian non avendolo ancora visitato. A presto su queste pagine il resoconto intero del viaggio. 

cicloturismo in Armenia

Commenti   

+1 #1 Lupo Solitario 2013-10-11 22:12
Lungo la discesa del Selim Pass ho fermato la bici a lato della strada per riordinare le emozioni ... si fermo' una macchina in fianco a me e dei ragazzi, con i Loro inequivocabili gesti, mi chiesero se avevo dei problemi o bisogno di qualcosa ... No grazie, risposi con un sorriso ricambiato ... e via, ognuno per la propria strada; chi sicuramente soddisfatto di essersi reso utile e chi, ospite, per sentirsi rispettato ed accettato.
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