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La bicicletta è un piacere

 La bicicletta è un piacere

Uno dei miei sogni ricorrenti - ad occhi aperti - prevede l'installazione di una tabella elettronica (20x50 cm) dietro il portapacchi della mia bici.
Servirebbe per trasmettere messaggi agli utenti della strada dietro di me.
Attualmente porto in giro il messaggio "la bici è un piacere e non inquina".
E' bello e ho notato che molti lo leggono.

In collaborazione conAmici della Bicicletta Fiab Verona

Mi piacerebbe, però, poterlo sostituire di tanto in tanto per completare l'informazione con gli altri vantaggi che offre l'uso quotidiano della bici.
Quando, più di vent'anni fa, decisi di lasciare progressivamente l'uso degli altri mezzi di trasporto per andare a lavorare in bici, fu per vari motivi che cercherò di elencare.
Ovviamente il piacere di pedalare è al primo posto: la bici è indubbiamente un grande piacere e chi pedala lo sa.
Lo ricordava, con gli occhi scintillanti di soddisfazione, il presidente degli Amici della bicicletta di Verona, Paolo Fabbri, durante una conferenza stampa.
Pedalare, specialmente quando è necessario un piccolo sforzo, dà una sensazione di benessere e di potenza che galvanizza tutto il nostro essere. E' una sensazione insieme fisica e psicologica. Paolo, come me, è uno che ha subito un infarto e proprio grazie alla bicicletta ha ritrovato il piacere di vivere che molti altri nelle nostre condizioni spesso perdono.
Di più, la bicicletta previene gli infarti e - quando arrivano - ne cura gli effetti, come mi disse il Primario di cardiologia dell'ospedale di San Candido, dove ero stato ricoverato.
Che volete di più? Ancora molto.
L'uso quotidiano della bici aumenta l'adrenalina. Insomma, si comporta come una droga senza, però, gli effetti negativi. Quando arrivo in ufficio dopo otto chilometri di bici sono generalmente di buon umore (se non ho dovuto litigare con qualche centauro in pista ciclabile!) e comincio a lavorare di buona lena.
Venticinque anni fa ero uno sportivo da palestra, nel senso che facevo l'istruttore nei centri Olimpia del Coni. Due ore alla settimana, per un'attività relativa, dal momento che dovevo insegnare e guardare i bambini, più che agire.
Andando avanti e indietro dal lavoro in bici, ho cominciato a fare sport un'ora al giorno: quasi come un professionista del calcio, gratis.
Ancora, ho scoperto che con la bici impiegavo meno tempo che con l'auto o con l'autobus e guadagnavo molta più libertà nella gestione dell'orario.
Ho riscoperto il piacere di sentire il vento, il caldo e il freddo sul mio viso e - sembra paradossale - ho cominciato ad ammalarmi meno di raffreddore, uno dei miei punti deboli.
Per non parlare dei nervosismi che mi sono risparmiato evitando le colonne infinite di auto.
Finisco qui per non annoiarvi, miei due lettori superstiti, perché non voglio perdere anche voi…

A proposito: mi hanno fatto osservare che il Manzoni aveva ben 25 lettori, non 4. Ringrazio chi mi ha corretto e prendo atto dell'abisso che mi divide dal grande Alessandro

Giuseppe Merlin