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Natale a Verona

stella di natale a verona 3Stella di natale a Verona

 

A Della mancava soprattutto il suo cielo stellato.
Da quando era arrivata in questa città non aveva più visto la limpidezza del cielo che conosceva, non poteva più parlare con la "sua" stella, affidarle quei sogni frutto della innocente fantasia giovanile. In bici corse in città a vederne una grandiosa, anche se non la stessa. Voleva parlarle da sola. Scelse un'ora tarda. Lo chiamavano semplicemente Ami con quell'abitudine in uso di accorciare i nomi.
Era amico di tutti di nome e di fatto. Aveva nel cuore la libertà di andare. Con la sua bici percorreva chilometri e chilometri e qualche volta succedeva che dormisse sotto le stelle. Alle bellissime stelle estive raccontava i Paesi che visitava, notte dopo notte. E prima di addormentarsi ne salutava sempre una in particolare, quella che aveva condiviso durante un amore adolescente, quando le stelle si guardano in due. Quella sera posò la sua bici ai giardini e dentro il sacco a pelo tentò un impossibile riposo. Il freddo lo svegliò e istintivamente si avvicinò a quella grande luce pensando di trovare più calore.
Bici era sempre arrabbiato, non riusciva a comprendere perché i diritti dovessero essere sempre difesi con i denti perché gli fossero riconosciuti. Anche quelli più sacrosanti e naturali. Era passato attraverso svariate avversità sul lavoro e non aveva voluto combattere sulla ferrovia o sull'autostrada; preferiva, illudendosi, un riconoscimento naturale dei suoi diritti. Quella sera, con vestito da sandwich, lui e la sua bici, avevano scelto di contestare.  Tutti l'avrebbero visto… ascoltato in quanti?  Si pose sotto la stella e aspettò. Quando tutti se ne furono andati lui era lì. Ancora.
Si ritrovarono in tre sotto la stella. "Auguri" si dissero l'un l'altro, e ognuno si presentò con il vero nome: "Amico" "Della" "Bicicletta" e un abbraccio suggellò nuove amicizie.