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ciclabili e diritti in pericolo?

Piste ciclabili e diritti...in pericolo


Spesso percorrendo le piste ciclabili, ci si trova di fronte a situazioni nelle quali vengono lesi i diritti dell' utente privilegiato, il ciclista appunto.
Si nota infatti come le corsie preferenziali per biciclette diventino parcheggio abusivo di altri veicoli, corsie per la circolazione di motoveicoli non autorizzati,

ricettacolo di sporcizia e residui volontariamente gettati o abbandonati in seguito a incidenti stradali, segnaletica divelta o mancante, ecc. e tutto nella disinvoltura e indifferenza generale.

Parliamo delle piste ciclabili in Italia, naturalmente, dove l'educazione civica e stradale, rivolta esclusivamente verso i mezzi mossi a motore, non arriva sufficientemente a destinazione se l'oggetto è la mobilità ciclistica urbana e il soggetto sono i mezzi a propulsione umana (la bici).
In tale contesto, quando ci si confronta con questa mancanza di senso civico, arrabbiarsi spesso compromette la propria incolumità e salute. Ci si domanda allora che cosa ulteriormente fare.
A mio modesto avviso, ci sono comportamenti che possono essere convogliati verso una logica comune secondo il principio che "chi non difende i propri diritti deve prepararsi a perderli".
Ecco i consigli:
1- memorizzare luogo e circostanza negativa osservata o vissuta;
2- annotare su un foglio di carta quanto visto e accaduto o prendere qualche fotografia;
3- inviare i commenti e documentazione ai seguenti indirizzi:
a) Polizia Municipale della città (tutti gli indirizzi su http://www.poliziamunicipale.it/); se l'accadimento riscontrato è grave è opportuno telefonare subito;
b) Azienda Municipale Igiene Ambientale della vostra città (tutti gli indirizzi su Federambiente );<br>
c) Ufficio Biciclette (cercatene l'esistenza nella vostra città sulla pagina fiab-onlus.it/uffbici/);<br>
d) Sede della associazione FIAB più vicina (aiutatevi con fiab-onlus.it/assoc.php);<br>
Se nessuno risponde alle vostre osservazioni, se nessun risultato dovesse essere riscontrato nel breve, rispedire il tutto nuovamente a tutti e per conoscenza al Difensore Civico (cerca su http://www.difensorecivico.org se la tua città lo possiede).
A questo punto nessuno potrà più dire di non essere stato messo a conoscenza opportuna. E nel caso più grave in cui il ciclista dovesse in seguito essere coinvolto in cose serie per effetto di quanto precedentemente da voi lamentato, si potrebbero prefigurare responsabilità delle istituzioni.
Con il vostro comportamento avrete fatto non solo il vostro dovere ma una azione per salvare uno dei diritti che stavate perdendo.