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Terra di Salieri - I^

salieri ciclosinfonia_p1_01Cicloturismo nella terra di A. Salieri

prima parte

“Questi luoghi natura da secoli impaludò, arte in pochi anni redense”, a suggello di un lavoro definitivo della salvezza della Bassa, dalle acque nemiche, con opere d'ingegno creativo e quasi artistico.


con la collaborazione logo LABICIE

Il percorso porta a scoprire la cosiddetta Bassa Veronese con il suo fascino discreto e melanconico. Richiama il rapporto fra uomo, terra ed acqua che da sempre convivono.

Lontano dai grandi centri del traffico, la natura si offre al visitatore lento, colorata in primavera, sonnacchiosa nell'afa estiva, avvolta nei colori sgargianti dell'autunno, sfumata e fiabesca tra le nebbie e le galaverne invernali. Percorso facile tutto in pianura, in parte sterrato, ma con fondo in buone condizioni.

A Legnago si raggiunge la ciclabile costruita sulla riva destra del fiume Adige, da piazza della Libertà , utilizzando per salire, un moderno ascensore che trasporta anche le bici. Dall’alto è l’affascinante colpo d’occhio della vista sul fiume, sul Duomo e centro città. Incontriamo le ex scuderie napoleoniche (Ospedale alla Prova) ora sede del museo Archeologico.
In 5 km di sterrato ben conservato, possiamo godere l’ampio panorama fluviale e prepararci agli incontri successivi con questo territorio, vero parco naturale a portata di bici. Ci verranno incontro le sagome dei paesi. Le chiese e i loro campanili accompagnano ancora le giornate lavorative e festive con i suoni dei loro orologi e delle campane.
A Villabartolomea si può scendere dall’argine per ammirare alcune ville situate proprio nel centro (Viero Ghedini, Sambonifacio Salvatore, Sambonifacio Milone). Vere case padronali fino alla fine del '700.
Si ritorna sull’argine del fiume, lungo il breve tratto percorso in precedenza, per proseguire fino al paese di Castagnaro. Il percorso può essere inagevole per tratti erbosi, ma sempre piacevole. Una sosta per ammirare l’avanzato lavoro di recupero della Rosta. Da qui si scende definitivamente dall’argine principale del fiume seguendo via Rosta. Nel paese si deve imboccare Via Argine della Valle, passando sotto la ferrovia seguendo la strada in via Borgonovo. Questo è l'antico limite sud del fiume Adige costruito in seguito alle continue rotte del fiume e divenuto ora strada sterrata di collegamento alla Fossa Maestra o Emissario.

Per l’osservatore, attento e lento, non c’è monotonia in questi chilometri che collegano prima l’Emissario e poi la località Torretta. I disegni dei campi, le monoculture ordinate diventano forme geometriche interrotte da filari di alberi solitari o da casolari cadenti che il tempo ha reso inospitali ma che mantengono la dignità di costruzioni tipiche. Bene recita una iscrizione posta dal Consorzio Valli Grandi: “Questi luoghi natura da secoli impaludò, arte in pochi anni redense”, a suggello di un lavoro definitivo della salvezza della Bassa, dalle acque nemiche, con opere d'ingegno creativo e quasi artistico.
Aironi cenerini e bianchi, garzette solitarie o in colonie, cornacchie, gazze e passeriformi di ogni tipo sono presenti e visibili anche a breve distanza talvolta sorpresi dal passaggio dell’uomo. Talvolta è l'uomo che rimane sorpreso per i gridi e canti ravvicinati degli abitanti alati di queste valli. Le rive dei corsi d’acqua sono ricche di fiori compreso il dorato giaggiolo d’acqua.

Raggiunto l'Emissario si prosegue a destra per san Zeno in Valle (pieve) e si prosegue fino a località Torretta. 

Sulla destra, la ciclabile del Bussè, con fondo in cemento ben conservato, conduce in 12 chilometri fino a Legnago. Sul lato sinistro il fiume, non più limpido, non più pescoso come un tempo, ma sempre prodigo di sorprese. A destra, sopra la linea orizzontale dei campi, i campanili di Vigo e Vangadizza. Sul tracciato in cemento i numerosi incontri con piccoli rettili. Uno sguardo al modesto aeroporto, una escursione alla corte Corradina o alla Pieve di San Salvaro, (raggiungibili a breve con deviazione a sin. indicata sul posto), alle costruzioni per la realizzazione della bonifica ed ecco apparire la periferia di Legnago.
Arrivo dopo circa Km. 45 totali. Da vedere a Legnago: Duomo e Torrione, museo Archeologico, la chiesa della Madonna dell'Assunta, il Teatro Salieri, Piazza Garibaldi, Parco Comunale e lungo Bussè, il Museo della Fondazione Fioroni.
Distanze: Legnago km. 0- Villabartolomea km 5- Rosta di Castagnaro km 12-Emissario km 23- Torretta Km. 32- Legnago km. 45.

 

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