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Cammino di Sant'Antonio

titmusondeisassiCicloturismo a Padova

Cammino di Sant' Antonio

Muson dei Sassi

 

Padova è città pluripremiata per attitudini conclamate verso la ciclabilità. L'itinerario ciclabile inaugurato nel 2009 parte da Cadoneghe e ripercorre il “cammino di Sant'Antonio” fino a Camposampiero. In realtà il Santo fece questo percorso nel senso inverso: trovandosi a Camposampiero quasi morente, volle giungere a Padova dove morì il 13 giugno del 1231.

con la collaborazione di www.tairere.it

Non va infatti dimenticato anche l’interesse più strettamente religioso collegato al percorso. Questo itinerario viene qui descritto partendo dal fiume Brenta presso Cadoneghe tralasciando la parte urbana che attraversa il centro storico (Via del Santo, via Dante, viale Codalunga, santuario di Sant'Antonino di Arcella) e che in pista ciclabile, con qualche difetto di segnalazione, permette di arrivare fino al fiume Brenta in località Pontevigodarzere. Sul lato destro del fiume, che si attraversa su una passerella ciclo-pedonale. (foto n.1) Il fiume Muson dei Sassi confluisce nel Brenta nei pressi della chiesa di San Michele Arcangelo e, dove si incontrano i fiumi, nasce uno scenografico ambiente naturalistico dove alberi e cespugli sulla riva, a tratti sabbiosa, rifugio e relax per pescatori sportivi e gruppi famigliari. Da questo punto (foto n. 3) il percorso si snoda rettilineo, sterrato in buone condizioni, e ben segnalato. (foto n. 2)

Oltre alla segnaletica direzionale anche informazioni approfondite sulla vita e sulla sofferenza dell'ultimo viaggio del Santo. Tratti di sterrato si alternano con altri in asfalto in occasione dell'incontro con piccoli centri urbani. Dall'argine sopraelevato si può avere la visione delle colture e osservare la vita che scorre nelle campagne sottostanti. Il fiume, stretto e poco veloce, scorre alla destra con acqua chiara e fredda. Nasce infatti a nord di Asolo e per la parte padovana è il frutto di interventi realizzati dalla Serenissima nel XVII secolo volti a controllare le acque della Laguna Veneta. Guardando davanti stupisce la catena del Monte Grappa (ancora innevata in questa tarda primavera) e alle spalle le rotonde forme dei colli Euganei. Si raggiunge e si attraversa dopo una decina di chilometri il Graticolato, un paesaggio capolavoro dell'ingegneria civile di epoca Romana. Un progetto di sistemazione del territorio a scacchiera che ancora oggi mantiene circolazione e strade con il disegno originale. Nei pressi di Borgoricco, dopo 14 km, un ponte originale costruito dalla Serenissima, consente al fiume di Muson dei Sassi di passare sopra al fiume Tergola evitando così di mescolare le sue acque. Ora la pista corre sull'altro lato lasciando intravedere qualche piccola fabbrica. I campi mettono in mostra capannoni per l'agricoltura e e colture florovivaistiche. L'arrivo a Camposampiero è l'occasione per visitare i luoghi di San Antonio custoditi dai frati francescani. Fulcro di visita e devozione è la chiesetta Santuario del Noce, vero gioiellino risalente alla prima metà del sec XV. Venne edificato sul luogo dove sorgeva l’albero di noce dal quale il Santo predicava alle umili genti di campagna. E’ uno dei santuari artisticamente più interessanti della provincia di Padova. Conserva un ciclo di affreschi di Girolamo Tessari, che raffigura i più importanti miracoli di Sant'Antonio. Pregevole la pala di Bonifacio De Pitati (1533), collocata nell’abside e raffigurante il Santo che predica dal noce. (foto n. 4) Nella chiesa vicina, Antonio ebbe la visione di Gesù Bambino. La chiesa della visione è impreziosita dalla tavola che, secondo la tradizione, venne utilizzata da Sant'Antonio quale giaciglio con l’effige del grande Taumaturgo. É conveniente proseguire nell'itinerario fino a Loreggia per ammirare la cinquecentesca villa Polcastro Wollemberg Gomiero. Si ritorna per la stessa strada fino all'incontro con il fiume Tergola di cui abbiamo già parlato in precedenza. (foto n. 5) Da qui una segnaletica invita a proseguire lungo il suo corso fino a Vigonza e quindi fino alla confluenza nel Brenta. Facile itinerario, in parte sterrato, e in alcuni punti suggestivo con alberi e campi, e casolari ben conservati.

Non ancora completato e con segnaletica carente non è di facile percorribilità. Merita comunque di essere percorso pur con l'attenzione che ci si deve mettere. Da Vigonza si torna a Cadoneghe lungo l'argine del Brenta, o a Padova, passando da Stra e seguendo il canale Piovego e l'anello fluviale ciclabile esterno. (foto n. 6)  Padova ha fatto del cicloturismo una realtà (ancora in fase di miglioramento) con le numerose proposte che avvolgono tutto il suo territorio. Il progetto Provinciale delle Piste Ciclabile è in avanzata fase di realizzazione e sviluppa la sua forza soprattutto nell'anello dei Colli Euganei, nell'anello fluviale esterno, nella sistemazione e ammodernamento del passaggio verso sud con le città Murate e la via verso est che conclude il percorso a Chioggia. Tutti percorsi dotati di segnaletica dedicata e in sicurezza, molto spesso su vera pista ciclabile e con adeguamento del fondo stradale in asfalto o fondo naturale ben conservato. Il percorso fino alle porte di Padova di si sviluppa per circa 20 Km.

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