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Rimini, il suo entroterra

ciclismo catt

Questo itinerario percorre l’entroterra di Rimini fra scenari unici e viste mozzafiato sul microcosmo della natura e della cultura della Romagna. Una regione che come nessuna altra si presta agli appassionati del cicloturismo.

Dalla città di Rimini, procediamo in direzione Torre Pedrera, località che si trova a circa mezzo chilometro dal centro città. Da qui occorre prendere la direzione per Santarcangelo di Romagna. La strada da seguire è dunque Via Tolemaide, un fondo asfaltato con tratti di leggera salita: lungo i 27 km abbiamo un dislivello complessivo di circa 150 mt. La prima località che incontreremo, Santarcangelo di Romagna, lascia intravedere una buona vista sulla grande pianura romagnola, che si apre appena fuori dal centro abitato di Rimini. Rinomati i suoi musei e soprattutto le Grotte Tufacee Comunali.

Da Santarcangelo di Romagna proseguiamo per Poggio Berni sulla SP14, fuori dai centri abitati. La salita è leggera e passa praticamente inosservata. Dopo aver passato i centri di Santo Marino e Colombare e seguendo sempre la SP14, attraverseremo il fiume Marecchia e ci immetteremo nella Statale 258, direzione Novafeltria. In questo tratto, fino a Novafeltria, la salita comincia a farsi sentire in misura maggiore, la strada corre lungo il Marecchia, ed è possibile vedere come il dislivello dal fiume aumenti progressivamente. Siamo al nostro 43esimo chilometro quando entriamo a Novafeltria. Rifocilliamoci un po’ perché da qui la salita metterà a prova gambe e testa inerpicandosi in modo sempre più arduo fino a Pugliano, località posta a 780 msl e punto più alto del nostro percorso. Da Novafeltria procedere fino a Ponte Molino Baffoni, passando per Ca’ del Vento. Immediatamente dopo il ponte che attraversa la Marecchia, prendere la strada a sinistra che si inerpica su fino a Pugliano. Si tratta di una stretta strada ancora asfaltata che si snoda in un paesaggio tipico boschivo, da apprezzare soprattutto in periodo primaverile o estivo. Fino alla cima di Pugliano incontreremo pochissimi ma graziosi centri abitati, fra i quali Maiolo.

Una volta giunti a Pugliano e Rancaliccio (siamo qui per pochissimi metri sconfinati nelle Marche), il consiglio è quello di godersi un po’ la vetta prima di ridiscendere fino a San Leo. Girando un po’ per queste due località, è possibile infatti godere dei panorami che si aprono fra gli alberi e le palazzine di recente costruzione. La stradetta che prosegue fino a Pugliano, inoltre, offre splendide vedute sui rilievi romagnoli e l’occasione di rilassare un po’ le gambe.

vedutadellafortezza san leoLa vera attrazione del posto è però la nostra tappa successiva, San Leo, uno dei borghi più belli della zona che merita sicuramente la nostra sosta, anche lunga, visto che siamo già oltre la metà del percorso e che il tratto fino a qui è stato prevalentemente in salita. Per raggiungerlo, tenete conto che prima di Rancaliccio dobbiamo girare a sinistra, seguendo le indicazioni per San Leo – Rimini. La sosta in questo borgo vi permetterà di ammirarne il duomo con il suo stile romanico, la pieve di Santa Maria Assunta, ma soprattutto il Forte di San Leo, costruito sull’estrema sommità di un cucuzzolo montuoso, il più alto dell’area, e che offre una vista a 360 gradi sull’intera Valmarecchia.

salaarmi fortezza san leo

Dissetati e rilassati a San Leo, scendiamo fino a Pietracuta, seguendo la SP22, che in corrispondenza di Pietramaura scorre parallela al Torrente Mazzocco. All’altezza di Villanova/Libiano, la SP22 trova la sua conclusione e si immette nella stessa Statale 258 che avevamo fatto all’andata.

Questa strada ci porta a Verucchio, posto ad una distanza di circa 7 km da Pietracuta in un tratto di asfalto ben siastemato ma in salita, l’ultima della nostra intensa giornata. Anche Verucchio è un borgo che merita sicuramente una visita: per raggiungerlo occorre abbandonare la 258 in corrispondenza di Ponte Verucchio, per inerpicarsi su fino al borgo. Dalla sua sommità è possibile gettare lo sguardo fino all’azzurro intenso del mare dal punto più alto del paese, segnato dalla Rocca del Malatesta.

A questo punto, invece di ripercorrere a ritroso la Statale 258, il consiglio è quello di ridiscendere fino a Rimini, nostro punto di partenza, percorrendo le stradi collinari interne che corrono sulle superfici dolci dell’entroterra. Da Verucchio quindi, procedere in direzione Coriano, abbracciando il territorio di San Marino sullo sfondo ed immettendosi nella statale 72. All’altezza di Cerasolo svoltare a destra per Pian della Pieve, e qui, svoltare a sinistra per Coriano. Coriano si trova praticamente all’altezza di Riccione: per tornare a Rimini seguite la Provinciale 31 “Via Coriano” e sarete di nuovo al punto di partenza.

Guardatevi indietro e ricorderete un bel percorso di 100 km fatto di salite e discese apprezzabili dal punto di vista della gratificazione fisica, di bei borghi caratteristici, e di un territorio che troppo spesso passa purtroppo inosservato, soppiantato com’è dalla mondanità della riviera romagnola.

Chiudiamo con uno di questi aforismi di Guido Piovene che ancora oggi illumina le strade del turismo:”L’Emilia Romagna è bella nelle pingui pianure, e bellissima nelle colline; di una bellezza meno rigorosa, essenziale, più sensuale e colorata, di quella che troveremo in Toscana. E’ la terra italiana che ricorda di più certe nature morte di pittori barocchi, con le loro tavole cariche di frutta, pesci e selvaggina”

novafeltria

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