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Colli Euganei II^

colli rivierabrenta 08Cicloturismo nei Colli euganei

 un parco Regionale a portata di bicicletta

 Se  per il naturalista Th. H. Huxley “ una passeggiata nella natura è come visitare un museo di stupende opere d'arte rivolte ancora  contro il muro”, spetta a noi entrare, girarle e ammirarne  il  contenuto.  Una sala di questo Museo-Natura è senza dubbio il Parco Regionale dei Colli Euganei. E se da qualche qualche porta bisogna pur entrare per vedere la raccolta di opere d'arte, allora  io entro con la bicicletta da Giarre. L'ingresso è free.

OSPITALITA' PRESSO B&B Tairerè-Giarre (AbanoT.)

in collaborazione con BENESSERE E STILI DI VITA


Lo conferma anche il Presidente di Turismo Padova Terme Euganee quando scrive che “la sola chiave di accesso alla completa rivelazione di questo tesoro è la bicicletta”.
Escursioni semplici e facili, anche per famiglie, oppure più impegnative con brevi dislivelli, sono possibili scegliendo come punto di partenza e di arrivo Giarre, frazione tranquilla di Abano Terme,  proprio sulla ciclabile.  
In precedenza ho avuto modo di descrivere ed illustrare i percorsi di questo territorio con le pagine:

http://www.ciaobici.it/index.php?com=viaggi&ID=45

http://www.ciaobici.it/index.php?com=viaggi&ID=38

Questa è la descrizione che unisce i due itinerari: il comprensorio Colli Euganei con la Riviera del Brenta entrambi  tra i più suggestivi e visitati del Veneto.
Da Giarre, (ospite B&B Tairerè)  una ciclabile accompagna, con discreta sicurezza, sull'argine del Canale Battaglia. In direzione Padova, subito attrae al ponte della Fabbrica la corte. Si resta stupiti incontrando questa ed altre antiche corti e dimore, per  ciò che doveva essere la casa padronale ,“dei siori”, in epoche passate, dove una intera comunità era al servizio dell'impresa agraria.
Spiccano intorno alberi maestosi. I tetti cadono e i comignoli non tramandano più, con il fumo, gli odori di una cucina genuina e gustosa. Sotto le barchesse  le erbacce coprono vecchi attrezzi inutilizzati. Attorno, il fondo si presenta nello splendore delle sue culture, simbolo della radicale rivoluzione tecnologica. Cappelle e chiesette hanno spento echi di preghiere e salmi.


Sul percorso, aperto anche al traffico locale, dura poco l'asfalto e lascia il posto ad uno sterrato ben tenuto ed esclusivo per bici fino al Bassanello. Il Canale Battaglia non più limpido, quasi addormentato, scorre sulla destra per 5 chilometri fino alla periferia della città del Santo. Un altro canale prende il suo posto, lo  Scaricatore, ed è possibile raggiungerlo senza pericolo (segnaletica assente purtroppo),  percorrendo con attenzione un sottopasso che conduce ad una passerella su di un  ponte ciclo-pedonale. La  riva che si percorre ora, è una vera palestra all'aperto dei Padovani. Salici piangenti, aceri,  pioppi e olmi corrono in duplice filare quasi a mitigare le fatiche di quanti intendono affaticarsi per la propria salute. Tra le foglie bianche di polvere, fiori selvatici accendono ancora i loro colori. Rubando spazio a canneti e cespugli, i pescatori trascorrono il tempo  rilassati in attesa di prede che tardano a rallegrare le lenze.  Un percorso attrezzato per esercizi ginnici, e i rubinetti di acqua potabile presenti in alcuni punti, sono tesoro di refrigerio per tutti quelli che frequentano questa palestra.
                                                              ...la ruota solleva
                                                          la polvere dei pensieri
                                                roteano, s'incrociano, s'avvinghiano
                                                              al sudore...della bici.
                                                                  (L.H. Stone)


In località San Gregorio, cambia ancora il nome del canale. Ora si prosegue sulla riva del  Piovego, con uno sterrato e un contesto naturale di qualità inferiore ai precedenti.
“No la xe indicà ben, ciò. Me toca dirghe do nare anche ai tedeschi che i ga de quele mape!”
Il  signore,  che in quei luoghi porta a passeggio il cagnolino,  diventa così amico del cicloturista sostituendosi all'Ente Turismo, e suggerisce anche a me la direzione nei pressi di Noventa. Subito però l'incontro con Villa Giovannelli allontana ogni malumore. La ciclabile, passa sull'altro lato, e corre alta sulla riva. Uno sterrato ben tenuto, dove  pioppe cipressine e alberi di varia specie ornano e rendono fruibile un punto di sosta attrezzato anche con campo giochi per bimbi. Pedaliamo fino a raggiungere il fiume Brenta ed entriamo a Stra. Abbiamo percorso una ventina di chilometri, e davanti a Villa Pisani assaporiamo il ricco splendore  della  ciclabile  Naviglio Brenta denominata Riviera. Non un arrivo, ma un punto di nuova partenza. (leggi pagina)
Percorrere in bicicletta i canali che sono stati citati significa ripercorrere vie di comunicazione medioevali e sostituire le imbarcazioni dal fondo piatto,  con  ruote e i pedali. Muta il mezzo di  trasporto, ma identico resta lo stupore del viaggiatore.

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