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Valpolicella I^

porta sulla valpolicellaPercorso cicloturistico in Valpolicella

prima parte

 Si fa presto a dire Valpolicella. Ma quale? Quella del vino, dell'olio e delle ciliegie? O quella dell' attività estrattiva, quella delle aree incolte, quella del patrimonio architettonico? Oppure quella del turismo e gastronomia? E ancora quella della cultura? La Valpolicella ha tutto questo. Proviamo ad aprire...

una porta sulla Valpolicella.

in collaborazione con Cantina Sociale di Negrar

Prima di introdursi nella ricca configurazione del territorio Valpolicella, (al quale verranno dedicati successivi percorsi su questo sito), apriremo una porta nel " fondo valle" importante per osservare le diverse componenti di questo ambiente: prevalenti coltivazioni di vigneti in bella mostra nei dolci pendii, un patrimonio architettonico di pievi e ville, luoghi ameni di residenza, paesaggio suggestivo intriso della operosità di una popolazione che attinge la sua ricchezza oltre che dal frutto della vite anche dalle succose ciliegie, dalle dolci olive e da un artigianato di piccole industrie che offrono manufatti di qualità. Non possiamo tacere della feconda e gustosa gastronomia, diffusa su tutto il territorio con ristoranti e trattorie eleganti e raffinate. Cura e buon gusto che si ritrovano pure nelle antiche osterie di paese dai toni spontanei ricchi di cordialità e simpatia.
Questo itinerario per turismo in bicicletta, unisce Verona a San Pietro Incariano e percorre strade secondarie quasi senza traffico, a volte sterrate ma in buone condizioni, e permette di dare uno sguardo anche dall'alto, valpolicella.
Si approda subito nel territorio tipico dopo aver attraversato la città (vedi mappa) fino alla Diga di Chievo. Consiglio di oltrepassarla per dirigersi verso loc. Sorte, per apprezzare una succosa visione dell'ansa Adige con Parona  che fa da suggestivo scenario. Si attraversa con cautela il ponte ferroviario sul fiume Adige e poi per via Reti, via Leonardo da Vinci, si raggiunge Loc. Quar nei pressi di Arbizzano.
Le caratteristiche del paesaggio con i vitigni ordinati in filari, con le colline verdi, dove non sono rari gli insediamenti di ville, pievi, fontane ora diventano preminenti. Vecchi casolari, antiche "marogne" (muretti) lavorate a secco e manualmente, campi intrisi dell'amore per il vino accompagnano lungo il resto del percorso.
Una fresca fermata alla fonte del Quar anche se non è possibile dissetarsi.
Una leggera salita di duecento metri porta fino alla località Corrubio e poi per via Sausto, antico tracciato di sentiero dei pellegrini, si raggiunge l'incrocio con la località Cengia.
Qui si trova villa Giona. Una dura salita di 500 metri porta a Cengia, oltrepassata la quale,si riprende fiato ammirando il sottostante panorama che mette in risalto la felice posizione della Valpolicella dove è possibile scorgere non molto lontano i paesi di Arbizzano, San Floriano, Bure, Marano, e in posizione più elevata San Giorgio Ingannapoltron, le pendici e le sommità dei monti Comun, Corno, Pastello, Baldo e Carega. Un palcoscenico sempre variopinto dalla primavera , all'inverno sia con la fioritura di ciliegi e frutteti, sia con le variopinte tonalità dei filari di viti, o con le cime spesso innevate.
Una rapida discesa raggiunge la provinciale, sulla sinistra della quale, si prosegue a fino alla loc. Casa Rossa. Sopra un pendio, la visione di San Pietro Incariano. Lo si raggiunge in breve attraverso loc. Ossan e una strada sterrata (foto) che transita davanti alla villa Costanza  e alla tenuta Pullè.
Dalla sommità del paese, si intravede la parte della Valpolicella in direzione Sant' Ambrogio (oggetto di futuro itinerario su questo sito). E' possibile qui girare tutto intorno al paese con una comoda strada ad anello per notarne l'aspetto architettonico di questo comune.
Da piazza San Giuseppe, lungo la vie Molino e poi Chopin si raggiunge la strada provinciale della Valpolicella che si percorre solo per 300 metri raggiungendo subito a destra la via Caderisio. Poi per via della Pieve si arriva a San Floriano. Il sito valpolicella rende testimonianza di questo luogo e di quanto in questo territorio sia possibile visitare e imparare. Sì, imparare. Qui infatti è stato recentemente inaugurato il corso universitario di laurea in scienze e tecnologie viticole ed enologiche  università di Verona nel luogo incantato della villa Lebrecht.
Riprendendo la strada per Verona, ( via Speri, ecc. vedi mappa) continuano le piacevoli sorprese fino a Santa Maria di Negrar (villa S. Sofia, Santuario della Madonna del Carmine), e finalmente, oltre la provinciale, villa Nòvare( l'esempio più ghiotto di architettura settecentesca (foto).
Verso Parona, lungo la strada secondaria in loc. Arbizzano, ormai si sente l'aria della città. Costeggiando il fiume Adige, fino alla diga di Chievo, ritorna il paesaggio in compagnia del fiume che "sposa" Verona. Aldilà della diga ci si inserisce a sinistra, nella nuova pista ciclo-pedonale (parte della Via Claudia) che conduce al centro di Verona lungo il canale Camuzzoni.
Abbiamo percorso 35 km. giusto un relax in una terra ricca di suggestioni e testimonianze ma soprattuto di mille "celle" (cantine) che ogni anno si riempiono e si svuotano di preziosissimi vini gustati in tutto il mondo.



Itinerario: andata Verona Piazza Brà, via Roma, Ponte Scaligero, lungadige Cangrande, Lungadige  Attiraglio, Diga, Via Aeroporto, Via Barucchi,  loc. Sorte, attraversamento ponte ferroviario, Via Reti, via Beltramini, via Valpolicella, via L. Da Vinci, Via Quar, salita Via Ca’ Brusà, incrocio via Campagnole, a sinistra poi a destra via Sausto, incrocio via Cengia, salita fino via Monte dall’Ora, discesa fino via Valpolicella, a sinistra per via Casa Rossa, via Ossan, incrocio con via Monga, a sinistra poi a destra per lo sterrato fino a San Pietro Incariano.
Ritorno: piazza san Giuseppe,  via Molino, via Chopin, via Valpolicella, incrocio via Cadeniso, Via Don Biasi, Via Della Pieve arrivo a San Floriano. Via O. Speri, ca’ dell’Ebreo, via papa Paolo VI, via Campostrini, via Ca’ Dedè, a sinistra per via S. Sofia, via santa Maria di Negrar, via Padri Monfortani, attraversamento di fronte per via Nòvare, ritorno da via Montanari, via san Francesco, Via Sparivieri, via Valpolicella, arrivo a Parona. Lungadige Attiraglio, Diga del Chievo, poi a sinistra per ciclabile Canale Camuzzoni (Via Claudia Augusta).


                                                

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