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Valpolicella IV^

Percorso cicloturistico in Valpolicella-quarta parte

Da Sampietro Incariano a Valgatara (incontro con percorso terza parte).

La leggera ascesa che dall’incrocio di via Valpolicella porta a Fumane attraverso le località di  San Francesco, Casterna, Osan mette subito in risalto la caratteristica di questo itinerario: la bellezza di una valle che trae armonia dai vigneti e dalle altre colture tipiche come i ciliegi e l’ulivo.

in collaborazione con Terre di Leone

Questo si avrà modo di constatarlo nella sua singolare interezza al santuario di Santa Maria Valverde quando lo sguardo potrà finalmente spaziare su tutto il territorio sottostante.
La svolta a destra dopo la loc.  Casetta  pone il cicloturista davanti ad una ascesa continua, moderatamente impegnativa. Nella pacata pedalata irrompono alla vista le colture su piazzamenti sostenuti da muretti a secco (marogne) molto ben conservati che contadini ed artigiani costruirono con maestria e sudore. Il sudore che ora si sta formando sulla vostra fronte non ha pari dignità anche se mantiene lo stesso ruolo. La valle di Fumane ormai si vede giù in basso mentre ci si avvicina con sempre maggiore fatica a loc. Santoccio e poi Gazzo. Una tregua al bivio per Purano. Non fatevi dominare dalla tentazione di scendere subito a Marano perché non è ancora il momento di demordere. L’impegno  e la fatica nell’affrontare   il tratto di provinciale n. 34 verso Pezza  vengono subito ripagati: Pezza appare come una balconata sulla valle di Marano prospiciente a destra, mentre in alto, a sinistra, appare il  santuario, meta di questo itinerario.
Appena entrati a Pezza, una svolta a sinistra (indicazione Santuario) porta lungo una salita di poche centinaia di metri all’ingresso della chiesa dedicata a Maria della Valverde a quota 580 metri sul monte Castelon.  
Il colle domina l'abitato di Pezza e Purano e dalla sommità l'occhio può spaziare su vastissimo orizzonte: dalle colline a sud del lago di Garda fino al  monte Baldo, dal  monte  Carega  sui  Lessini  e dalle ultime propaggini di questi fino alla lontana pianura.“Siamo nelle Terre di Leone sopra i filari che solcano la splendida arena che guarda il piccolo vulcano su cui sorge il santuario. E’ la Valpolicella profonda dove nascono i vini profumati di rose e dal sapore delicatamente speziato con la tipica ciliegia croccante ancora acerba” (Federico e Chiara Pasquali).
Proseguendo, oltre il santuario, un breve sterrato conduce alla frazione di  San Rocco da dove ha inizio il nostro ritorno oramai tutto in discesa, per la strada provinciale n. 34 con traffico, fino a Valgatara dove dietro la chiesa parrocchiale incontriamo il percorso descritto nel terzo itinerario.

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