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Lituania III^- Kaunas e Vilnius


2-kaunas vilniaus gatve.

Cicloturismo in Lituania,

verde esperienza

Terza parte

 

 

 

Kaunas e dintorni

Sebbene il centro storico di Kaunas sia facilmente visitabile a piedi, vale la pena utilizzare la bicicletta per vedere aldilà della Old Town e per raggiungere siti importanti della periferia. Lungo i due fiumi che la attraversano e sopra i colli che la circondano, si trovano scorci insoliti e pittoreschi. La bicicletta aiuta a raggiungere ogni punto e a godere in libertà i suoi punti migliori. Pochi i chilometri per raggiungere “Devintojo Forto Muziejus” (qualche scritta in più non guasterebbe) e la sua zona monumentale costruita sull'area del forte che fu l'ultima strenua resistenza contro l'invasione russa.

in collaborazione con logo LABICIE

Diventato prigione conobbe la vergogna dei regimi successivi. 80.000 vittime sono la testimonianza delle atrocità commesse. Lo struggente monumento racconta le loro sofferenze. Sui fiori del prato tutt'intorno volano, libere con le farfalle, le loro anime. Pochi chilometri per raggiungere anche Kristaus Prisikèlimo Baznycia ovvero la Chiesa della Resurrezione di Cristo, salire sulla sua bianca torre, e ammirare uno dei più suggestivi panorami sulla città. Il ponte monumentale sul fiume, la telescopica torre della piazza, la Vilniaus gatvè, la chiesa ortodossa di Michele Arcangelo, il contestato monumento all'Uomo, il luogo del sacrificio dello studente Romas Kalanta, l'Old Jewish Cemetery, il popolare quartiere del mercato Nauja-Miestis, si raggiungono felicemente in bicicletta dimostrando quanto sia versatile questo mezzo di trasporto.  
A sera, lungo il fiume incontriamo un gruppo di ragazze che adagiano sull'acqua barchette di carta. Sui loro bordi scrivono messaggi che affidano alla corrente del fiume. Sono gli auguri ad una futura sposa. Rappresentano il distacco dall'adolescenza, ma anche la speranza che insieme, formando una flotta, è più facile superare le onde di un viaggio sull'acqua. Per la futura sposa, goliardicamente derisa, continua per tutta la notte il supplizio già iniziato di buon mattino per le vie cittadine.

Vilnius e dintorni
Famosa per la sua Old Town protetta dall'Unesco, Vilnius è da considerare una città “verde” e a misura di bicicletta. Gli sforzi in corso per la ciclabilità, nel territorio della Lituania, raggiungono qui nella capitale il loro obiettivo. La città è raggiunta e attraversata da quattro principali ciclovie: la “ciclovia della capitale” con partenza da Klaipéda; la già nominata “ciclovia del Fiume Nemunas e dei castelli”; la “ciclovia delle quattro capitali” che parte e arriva a Vilnius dopo aver toccato le antiche capitali; la internazionale “Eurovelo 11” in direzione Nord-Sud.
Da qualsiasi punto si intenda partire per visitare la città, la pista ciclabile è presente, in buono stato, segnalata e protetta. Arriva alla collina di Gediminas per la visita della torre e del panorama unico sulla città, accompagna lungo vie principali per incontrare il Municipio, le chiese principali, la moderna Gediminas Avenue con il Parlamento, attraversa giardini e piazze, raggiunge il centro commerciale, quello finanziario, quello sportivo. Si distende ai lati del fiume Neris  dove sul suo lato destro passa la Eurovelo 11, aiuta a raggiungere le diverse periferie (anche se con segnaletica carente).
Noleggiatori e riparatori di biciclette www.velo-city.lt sono situati nei punti strategici, ristoranti e sistemazioni si trovano ovunque e per tutte le tasche.
La coraggiosa linea del ponte Mindaugas, solo per pedoni e biciclette, che accompagna nell'area dei grattacieli, sembra trafitta da uno strale caduto dal cielo.
L'area verde antecedente lascia libero spazio allo scenario di torri di vetro e acciaio. Avvicinandosi a questi, aumenta l'impatto e lo stupore. Lo scorrere di una fontana attutisce i pochi rumori; le vetture sono sparite, la gente fa shopping o è seduta nei ristoranti, impiegati e clienti di hotels circolano con il pass al collo. Uomini della sicurezza, con cani, controllano.
Il controllo arriva anche a noi che diamo qualche sospetto per le troppe foto scattate a palazzi, vetrate e riflessi, terrazze, panche e fioriere, soggetti femminili giovani in pausa pranzo.
L'associazione di riferimento per ogni informazione, necessità e pubblicazione è www.BalticCycle.eu e www.bicycle.lt
Incontriamo e fotografo lungo il fiume, una figura femminile, che scesa dalla bicicletta raccoglie fiori di campo variopinti. A me, che dal sellino della bicicletta osservo i suoi  semplici gesti, riporta alla mente il gusto di vivere assaporando con lentezza le cose semplici, la libertà del proprio tempo, il bisogno di pause, di silenzi. Un gusto di vivere con dolcezza, di godere del semplice e di sfuggire le regole del tempo organizzato. Un rapporto lento con la vita, dove sia facile incontrare le cose che accadono non quelle che si cercano. Fare del viaggio un momento di  pausa e di meditazione è possibile, perché viaggiare lento in bicicletta può voler dire “prendersi il piacere di giocare a dilatare le ore anziché subirne gli ordini, nell'attesa che qualcuno arrivi e si presenti: il volto inimmaginabile dell'altro o più probabilmente il volto finalmente messo a nudo di sé”.
Grazie, Gaia De Pascale, di avermelo ricordato.
A casa mi accorgo di non aver visto cose che la guida mi invitava a scoprire. Nessun rammarico. Correre il rischio di non vedere le cose belle di un Paese è possibile. Commettere l'errore di non visitare un castello o un museo può esserti rinfacciato “come la cosa migliore del viaggio”. Ma si parla di viaggi di “altri”, qui si è parlato del nostro. Fine.
Dedicato a: Angelo Buonadonna, Roberto Costantini, Enzo Pellegrini che hanno condiviso con me 15 giorni di “spensierata escursione fuori e dentro se stessi” ciascuno affidando al sole e alla pioggia, al vento e al mare, alla fatica e agli altri, la loro libertà.   Fernando Da Re giugno 2011

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