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Jutland (DK) - seconda parte

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Danimarca in Bicicletta

Jutland in libertà - seconda parte

 

Dio designò i suoi angeli alla cura e alla salvezza degli uomini” “ Si trovano vicini a noi nelle difficoltà” “assumono le sembianze di un amico per aiutarti”. Mi vennero in mente queste frasi che amiche e amici  mi scrivono spesso su Facebook per augurarmi un sereno scorrere di ore liete, quando Mette-Maria...

Da Lonstrup a Lokken e Bonderslev. Treno fino a Viborg, bici  fino a Dollerup. km.60.

Mi sia concesso, nella descrizione di questa giornata, ricordare il campeggio dove pernottammo. Intendo cosi ringraziare l'ospitalità del gestore e la sua tariffa personalizzata al ribasso. Due i punti di interesse subito dopo la partenza: i ruderi della chiesa di Marup, con annesso cimitero, posta su un punto panoramico, continuamente in conflitto con il mare e il vento; il faro di Rubjerg Knude, più interessante e con gli stessi problemi. Vi si accede lungo una strada sterrata di 1 km. lungo la quale appare, sopra la alta duna di sabbia, il faro, non più funzionante perché inghiottito dalle dune, ma facente parte oramai di uno scenografico paesaggio con la sua mole bianca e quadrata a precipizio sulla costa. Ha visto estinguersi la sua luce dopo che la furia del mare ha fatto crollare le strutture annesse. Cantava il poeta

“Infuria la tempesta,
frusta le onde,
che formano schiuma di rabbia,

e accumulano danzando
montagne bianche d'acqua.
E la nave sale,
faticosamente in fretta
precipitosamente si schianta
entro le nere spalancate fauci

dell'immane marea”. (trad. L.H. Stone)

Il percorso ritorna su strada segnalata e lungo una serie di dune erbose conduce a Lokken, grazioso paesetto con grande spiaggia e tanta ricettività. Sulla spiaggia transita anche la ciclabile che in 10 km conduce a Blokkus. Anche vetture e camper si dirigono, coraggiosamente, lungo questa larga spiaggia sconsigliabile in caso di cattivo tempo. L'entusiasmo di percorrerla aveva elettrizzato il gruppo. Decidemmo di rinunciare. Cause principali: il peso che viene trasportato, la marea appena scesa che ha lasciato umida la sabbia e l'incombenza di un nuovo temporale. Nessun riparo sarebbe più stato possibile lungo questo tratto e nessuna via di uscita verso l'interno se non ad intervalli di 5 chilometri. Si attese così presso un punto di ristoro in compagnia di un caffè che il temporale passasse, come già fece altre volte in precedenza, ma stavolta le condizioni peggiorarono e restarono tali per lungo tempo. Unanimemente, ma con qualche disappunto, si decise di raggiungere la più vicina stazione ferroviaria e di portarsi avanti con il treno. Ecco allora apparire, fuori programma, i nomi di Bonderslev (stazione ferroviaria) e Viborg città di destinazione. Per la prima volta venimmo così a contatto con il trasporto pubblico danese. Solo alcuni aggettivi per descriverlo: organizzato, efficiente, puntuale. Carrozze a disposizione pulite e spazio per biciclette sempre garantito. Costo sopra la media italiana. A bordo del “green train”, dalle carrozze grige con i sedili blu, bambini utilizzavano il loro computer per giocare, e Sophie di quattro anni, capelli biondi e occhi azzurri da vera danese, in braccio al padre stentava a sorridere, senza il suo permesso, a quattro variopinti viaggiatori. I campionati Europei di calcio aiutarono la relazione con il padre e aiutarono il sottoscritto ad esercitare l'inglese. Fu cosi che la conversazione portò ad annotare un nome sul taccuino di viaggio: Dollerup. Il villaggio dove all'arrivo ci dirigemmo per cercare pernottamento secondo quanto indicatoci sul treno. Indicazioni sommarie avevano descritto il luogo, ameno, a 6/8 km dalla stazione, in riva ad un lago, dove non sarebbe stato difficile trovare camere private per pernottare. Dopo 14 km, naturalmente lungo ciclabile, e gli ultimi quattro con saliscendi anche vigorosi, con le nuvole predisposte da tempo a versare il loro contenuto da un momento all'altro, all'ora in cui si preferirebbe già essere sotto una doccia e senitre l'odore della cena salire alle narici, nell'ora in cui il mancato riposo rendeva nervoso anche il cantautore che deliziava le nostre ore con le sue note improvvisate, nell'ora in cui la bicicletta da delizia diviene sofferenza, nell'ora in cui....ecc...ecc... eravamo i soli, nella sera imminente, a cercare alloggio e ristoro in una area sicuramente bella (che non potevamo apprezzare) senza traccia alcuna di camere di qualsiasi genere. In verità l' hotel che ci aveva fatto l'occhiolino quattro chilometri prima, sembrava alla portata di ben altre tasche e per di più ora si trovava oltre l'impegnativo saliscendi.

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Dio designò i suoi angeli alla cura e alla salvezza degli uomini” “ si trovano vicini a noi nelle difficoltà” “assumono le sembianze di un amico per aiutarti”. Mi vennero in mente queste frasi che amiche e amici su Facebook mi scrivono spesso per augurare un benefico scorrere di ore liete, quando Mette-Maria si materializzò davanti a noi. Uscita per la passeggiata serale con il cane, fu sovrastata da una raffica di domande che il gruppo volse a lei all together e in tutte le lingue stentatamente conosciute. A quel punto non sapeva se rispondere in Francese, in Tedesco o preferire il più comodo Inglese. Bionda con gli occhi azzurri, informale mostrava eleganza. Il suo sorriso spense ogni fiamma di malumore. Un sorriso che aggiunse un filo di speranza alla trama ingarbugliata tessuta da poche ore. L'angelo custode aveva un volto, un sesso, un nome. Lui, se rivolto all'angelo, Lei se rivolto a Mette-Maria, aveva già pensato come risolvere il nostro problema ancora prima che le difficoltà di comprensione tardassero a farci capire la sua soluzione. Fu così che si impegnò, dopo averlo ripetuto con calma per farci apprendere l'esatto significato, di lasciare le biciclette a casa sua, portare le borse con noi nella sua macchina, cercare presso l'hotel oltre i saliscendi, una sistemazione economica “last minute”, venirci a prendere il mattino seguente senza bagagli per riportarci a casa sua e consegnarci le bici e nel frattempo farci fare un piccolo tour del vicinato per scoprirne le bellezze e consigliarci l'itinerario previa consegna di cartine adeguate. Cosa volere di più dalla vita? Una foto e un bacio furono il ringraziamento collettivo del momento. Un ricordo vivo quello che riserveremo di lei nel divenire dei giorni.

Da Dollerup a Holsterbro (in parte con treno) 60 km

Quando Mette-Maria la sera precedente se ne fu andata, (invano cercammo di trattenerla offrendole la cena), fummo avvolti da una atmosfera di favola. Giravamo incuriositi lo sguardo dentro il Niels Bugge's Hotel per capire quali pregevoli servizi ci dovesse elargire la storica locanda nella quale eravamo ospiti. L'interno era arredato con gusto da mobili d'epoca. Sulle pareti, occhi vivaci di personaggi, osservavano gli ospiti, da fotografie in bianco e nero entro nere cornici di legno e gesso. Con lo sguardo, di probabili primitivi proprietari, controllavano, ancora compiacendosi, il personale e gli ospiti. I tavoli apparecchiati, attribuivano alla cena, l'incanto di una sala di un maniero in attesa dei sovrani. Un tavolo in disparte era già romanticamente occupato da una coppia e sopra il tavolo, con rose rosse e candela accesa, dentro un cestello in argento una bottiglia era immobile sotto un tovagliolo bianco. La parete alle loro spalle, raccoglieva centinaia di volumi allineati su scaffali di una libreria. Una poltrona, con cuscino a fiori e la lampada a luce tenue invitava eventuali lettori. Oltre a noi e alla coppia, non c'era nessun altro. Le nostre stanze al piano terra presentavano un arredamento antico sobrio, non banale, con televisione. Avevamo un bagno, lussuoso, in comune. Per cena Il titolare-cuoco ci presentò un filetto di manzo con verdure leggermente scottate e patate novelle lessate con buccia. Dal cestino di paglia apparve e sparì, in brevissimo tempo, il pane a fette sfornato di fresco. Il burro salato esaltava l'aroma delle diverse farine con cui era stato impastato. Non poteva mancare in quella cena il vino, rigorosamente francese, rigorosamente tres chére. La coppia si ritirò salendo le scale. I volti degli antenati annuirono quando, anche noi, ci alzammo soddisfatti. Quella sera la Danimarca si giocava la prosecuzione ai giochi europei di calcio. Immagino che in giro per le città non ci fosse nessuno. In questo luogo, in mezzo alla foresta, per presenza di persone, era sempre giornata di finale di calcio. All'indomani dopo i baci e saluti a Mette-Maria, procedemmo sulla ciclabile costruita su una ferrovia dismessa contraddistinta con il n. 21 e che portava a sud fino ad Herning in 40 km. Noi però incrociammo e prendemmo poi la n. 20 in direzione Gronhoj, Resen, Haderup e statale n. 16 per Holsterbro. La giornata poté considerarsi di trasferimento. Assenza di sole ma anche di pioggia per tutto il tragitto. Solo all'arrivo fummo “battezzati” da una doccia fuori programma frutto di un sottile rovescio. Oltre al clima atmosferico constatammo anche il raffreddamento di quello del gruppo. Lupo Solitario ci mise al corrente della sua intenzione di proseguire da solo. Motivazioni: costi maggiori della previsione, ritmi troppo lenti, programma non rispettato, desiderio di vivere la natura diversamente, possibile incontro con amici di un tempo. Qualche errore è stato commesso in verità soprattutto nella ricerca delle stanze: con più calma si sarebbe potuto anche risparmiare.

Fine seconda parte leggi prima parte

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Commenti   

0 #2 Fernando 2013-01-06 08:26
Thank you Mrs. Ryden, without you, I and my group, would still in Dollerup
But your kindness helped us and you and your Country is being valued with cherished and suite memories still now from my group. Farvel.
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0 #1 Mette-Maria Rydén 2013-01-02 20:53
:P
I have read in af translated form, not real danish, but enough to understand. I think you write well -in italian !! :)
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