Dall'Argentario al Conero seconda parte

6 colle di todiDall'Argentario al Conero

seconda parte

 

Terza Tappa con dati gps qui Massa Martana - Bevagna - Foligno - Colfiorito

A confronto con le due tappe che l'hanno preceduta, quella di oggi è una tappa "corta". Pensata per lasciarci il tempo di pedalare, con tranquillità.

La salita più impegnativa del percorso che ci porterà a scollinare lo spartiacque dell'Appennino agli 821 mt del valico di Colfiorito. L'agriturismo "La Solfarola" ci saluta, con una ricca colazione e la simpatia di uno dei cani della fattoria che ci accompagna, trotterellando accanto alle nostre ruote, fino a Massa Martana. Sarà solo la cortesia della giovane signora del negozio caccia e pesca alle porte del borgo umbro che accetta di accudirlo in attesa del recupero da parte del suo padrone, che ci permetterà di salutare il nostro amico a quattro zampe. Alcune foto nei pressi della bella porta medievale del borgo murato di Massa Martana e si inizia a pedalare, ancora una volta in salita. Risaliamo la panoramica SR316 dei monti Martani, uno dei due rami dell'antica via Flaminia, per 8 km prima di scollinare nei pressi del villaggio medievale di Viepri a 550 mt di quota. (pendenza media 3,8%, massima 9% dislivello dalla partenza 243 mt). Si scende veloci fino a Bastardo (km 17) già Osteria del Bastardo e stazione di posta nei pressi dell'antico ponte romano, oggi zona ad alto insediamento artigianale della piana. Il panorama adesso si apre sulle dolci colline del Montefalco con i vigneti del pregiato Sagrantino d.o.c.g. fino ad entrare in uno dei più bei Borghi d'Italia, Bevagna (km 29,400). Il nome del curatissimo borgo, romano e medievale, deriva forse dalle pregiate tele che vi si producevano, chiamate "bevagne". Bevagna fu sede vescovile dal III-IV secolo al IX secolo, quando la città fu distrutta dai longobardi. Oggi sulla suggestiva Piazza Silvestri si affacciano la chiesa di San Silvestro e il Palazzo dei Consoli. Un lungo rettilineo segnato da monumentali vestigia romane, ci annuncia un altro fiore all'occhiello della provincia di Perugia, Foligno (km. parziale 39).  Ci concediamo una sosta nella meravigliosa piazza in cui si affacciano il palazzo del Comune, Palazzo Trinci e la Cattedrale di San Feliciano. Il vecchio tracciato della via Flaminia ci aspetta appena fuori Foligno, risalendo la val Topina fino a Ponte Centesimo, l'antico ponte che scavalca il fiume Topino esattamente a 100 miglia da Roma. Duecento metri dopo il ponte troviamo la stazione FS di Capodacqua, facciamo il punto: dalla partenza di tappa abbiamo percorso 50 km e 500 mt, accumulato 550 mt di dislivello in salita e ci troviamo a 329 mt di quota. Capodacqua, il cartello sul bivio nei pressi della imponente Rocca dei Trinci, indica a destra Colfiorito, Seggio, a sinistra Afrile, Rio, Fondi. Il passo si raggiunge indipendentemente la via scelta. La nostra traccia gps piega a destra, la seguiamo e la strada inzia a salire. Le casette di legno ragguppate attorno ad una piazzetta, sotto la sede stradale, ci ricordano il terribile sisma che squassò questi luoghi nel 1997. Erano le ore 11,48 del 26 settembre, esattamente quindici anni fa, quando una scossa di magnitudo 6,1 ebbe il suo epicentro ad Annifo, solo pochi chilometri da dove ci troviamo. La salita era nel preventivo, non lo era certo la lunga fila di sacchetti di plastica colmi di rifiuti che troviamo ai bordi della strada. Ci diranno, in seguito, che questa via è altamente trafficata dai vacanzieri del fine settimana, bella prova di civiltà non c'è che dire. Forse sono gli stessi che ci sfrecciano accanto risalendo o scendendo ad alta velocità i larghi cuvoni che incontriamo davanti a noi. La strada sale costante, otto km con pendenza mai sotto l'8% con punte del 14%, il tratto più impegnativo tra il km 57 e 58, poco prima dell'abitato di Pisenti, pendenza secca al 13,8%, poi iniziano i tornati, e si torna a respirare. Al km 60,800 si scollina. Valico di Colfiorito 821 mt.

 

Qui passò Annibale

Che l'altopiano di Colfiorito abbia qualcosa di magico è innegabile. Che sia il paesaggio, o i profondi segni che l'uomo ha lasciato in queste terre, non fa la differenza. Certo è che queste montagne, che furono la culla della civiltà Umbra tra il X ed il IV secolo avanti Cristo, attirarono anche il grande condottiero cartaginese, che in questi luoghi sostò, durante la sua marcia verso la Puglia, all'indomani della battaglia del Trasimeno che l'aveva visto vincitore sui romani nel 217 a.C. Il nostro "punto tappa" a Colfiorito è l'Albergo Lieta Sosta, dove ci attende una gradita sorpresa. L'accoglienza sincera dei gestori della struttura, infatti, non si esaurirà con la ottima cena a base di prodotti tipici dell'altopiano, le patate rosse e le famose lenticchie, protraendosi anche al giorno successivo quando il sig. Dante, proprietario dell'albergo, ci farà personalmente da guida nella visita alla Chiesa di Santa Maria di Plestia. La chiesa, antecedente l'anno mille, sorge al confine tra Umbria e Marche, nell'area dell'antica città di Plestia, a 99 miglia da Roma ed un solo km da Colfiorito. Plestia era un'antica diocesi (Dioecesis Plestiensis) il cui vescovo titolare è, dal 1988, Thaddeus Joseph Jakubowski, fino al 2003 vescovo ausiliare di Chicago.

Quarta Tappa con dati gps qui COL FIORITO – LORETO di 95 km

Si può definire la tappa di arrivo in quanto da Loreto, luogo di pellegrinaggio per il Santuario Mariano, si vedranno con chiarezza l'azzurro dell'Adriatico e la sagoma del Monte Conero che raggiungeremo l'indomani, percorrendo una breve ma intenso trasferimento fino ad Ancona. La tappa iniziata di buon ora con la visita alla chiesa di Plestia e prosegue attraversando l'altopiano in direzione est. Si pedala per sei chilometri, poi la SR 77 inizia a scendere veloce. Serravalle in Chienti, Bavareto, Gelagna Bassa, sfilano di seguito sotto le nostre ruote silenziose, fino a Muccia e Maddalena, piccolo borgo lungo la regionale, (km parziale 19,00 altitudine 431 mt s.l.m.) dove si incrocia un'altra importante direttrice, la SR 209 della Valnerina, che collega Terni con la Val di Chienti. Piccola sosta per sgranchirsi le braccia e si riparte, ancora in discesa, adesso dolce e vallonata, fino alle sponde del lago di Polverina (km 22,500 altitudine 406 mt s.l.m.). Dal km 20 la 77 è gia diventata una strada di grande comunicazione. La vecchia Statale è adesso affiancata dalla veloce SR 77 a quattro corsie e per noi ciclisti, il tracciato storico è una vera manna, pochissimo traffico, fondo buono e scorrevole. La ciclovia della Val di Chienti, per noi, inizia qui. Al km parziale 27, il Chienti raccoglie le acque del torrente Rio, e noi incrociamo la SP 132 di Camerino. L'incrocio delle due strade è controllato, dal XII secolo, dalla maestosa Rocca dei Varano. Il Castello della Rocca dei Varano vale bene una sosta e poco dopo si risale in sella scendendo veloci le ampie curve della vecchia statale per altri nove km, fino alle sponde del lago di Borgiano, località Caccamo sul Lago (km 36). Il lago, artificiale, è un invaso idroelettrico dell'ENEL che occupa un'area di di 66 ettari, imbrigliando le acque del Chienti per 5 milioni di m3, la centrale a valle sviluppa una potenza di 9000 kW. È ricco di trote, carpe e tinche, frequentato perciò da pescatori. Oggi le sue sponde vedono arrivare questo sparuto gruppetto di ciclisti, che con entusiasmo si fermano presso lo sbarramento della centrale ENEL, richiamati da un chiosco che vende salumi e specialità gastromiche, tra cui cartocci di pescato fritto sul momento, ottimo come base per un veloce ed inusuale aperitivo. La val di Chienti adesso si allarga, la strada spiana e scivoliamo via spediti verso la metà della nostra tappa odierna (dati gps). Tolentino (km 46,85 e 229 mt slm), che raggiungiamo giusto quando in piazza della Libertà, dove si affacciano edifici storici ed il Palazzo Municipale, la suggestiva Torre degli Orologi segna le ore undici. Gli orologi della torre scandiscono il mezzo dì, quando risaliamo sulle bici. Si riparte alla volta di Macerata, lasciandoci sulla destra la val di Chienti al km 60,15, subito dopo l'abitato di Sforzacosta. Dal bivio sulla SP 77 ci separano circa 6 km dal centro di Macerata, che raggiungiamo alle ore 13,30 dopo aver superato 181 mt di dislivello con una pendenza media del 3,1% con punte dell'8,2% e numerose soste per godersi il magnifico panorama sulla città che si svela, curva dopo curva, davanti ai nostri occhi.  Una lunga sosta sotto gli ariosi portici della Loggia dei Mercanti, che si affaccia sulla bella Piazza della Libertà, si accompagna bene ad un fresco gelato lasciando trascorrere l'ora più calda della giornata. Lasciamo Macerata puntando in direzione Nord, (indicazioni Potenza Picena – Montelupone) attravresando Piazza Nazario Sauro, nei pressi dell'imponente Teatro Sferisterio percorrendo via Maffeo Pantaleoni, che appena fuori dal centro abitato diventa la SP Pontentina. Una serie di divertenti saliscendi ci accompagna fino al km 73, loc. Santa Maria del Monte dove pieghiamo a sinistra imboccando la SP del Monte Sambucheto. Una ripida discesa (pendenza oltre il 13%) e attraversiamo il fiume Potenza immettendosi sulla SP 571. In loc. Fontenoce (km 79,2 e 59 mt slm) si abbandona la 571 piegando a sinistra, direzione Recanati.

"Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude."

Con non poco sudore conquistiamo il "colle" cantato da Giacomo Leopardi, pedalando sotto un sole infuocato i 4 km che ci separano dal curato centro storico posto a quota di 279 mt, (pendenza media 4,2 % con punte oltre il 7%) dove tutto parla dell'illustre cittadino a cominciare dalla maestosa statua nella omonina piazza, sede del Municipio. Il Panorama ci ripaga della fatica, l'Adriatico è li davanti e, a pochi chilometri in linea d'aria, si staglia imponente l'ultima asperità della giornata, il colle di Loreto. Prima però non possiamo fare a meno di gironzolare tra le vie del borgo leopardiano, visitando il settecentesco Palazzo Leopardi, casa natale del poeta e ubicata in piazza "Sabato del villaggio". Di qui un percorso segnalato conduce fino al Monte Tabor, il celebre "colle dell'infinito" da cui si può ammirare un incantevole panorama sulla valle del Potenza. La seconda parte di questa lunga tappa (dati gps) è arrivata alle battute finali. Scendiamo veloci da Recanati in direzione Villa Musone, che raggiungiamo al km 92,65. La piazza del Santuario ci aspetta 120 mt più in alto, ma ormai non facciamo più caso nemmeno alla salita. Un'ultimo strappo al 9,5 % e ci siamo. Il mare è lì sotto, dalla terrazza prospicente la porta ovest del grande Santuario Mariano, sembra toccarlo con la mano e ci giunge, fresco, il suo respiro. Il monte Conero si staglia imponente sulla costa marchigiana estendendosi verso nord. Ce l'abbiamo fatta!

Si torna a casa

Siamo arrivati al termine del nostro viaggio, oggi ci aspettano "solamente" 35 km di trasferimento da Loreto ad Ancona, dove prenderemo il treno che ci riporterà in Toscana, in teoria, quindi, è una tappa facile di tutto riposo, ed invece...al nostro risveglio scopriamo che il meteo non ci sarà favorevole e una fitta nebbia, con una pioggerellina persistente già bagna l'asfalto. Lasciamo la Casa Ospitalità Scalabrini dove abbiamo piacevolmente pernottato, affrontando con prudenza gli ampi tornanti che scendono giù da Loreto, puntando verso la costa. Mantenendoci sulla viabilità principale, raggiungiamo Loreto Stazione e, oltrepassando il sottopasso della ferrovia e il cavalcavia della A14, ci troviamo a pedalare su una piacevole pista ciclabile che corre adiacente alla SP 123 fino al mare, dedicata ad un grande campione del ciclismo eroico, Fausto Coppi. In Loc. Scossicci raggiungiamo la spiaggia, putroppo non è il caso di fermarsi oltre il tempo di un veloce scatto ricordo per la pioggia, che inizia ad aumentare. Risaliamo Numana, Sirolo e la SP del Conero con pochissime fermate, di cui una per il cambio di una camera d'aria alla bici di Giorgio e, sotto la pioggia raggiungiamo Ancona dove abbiamo appuntamento con l'amico Franco, della locale associazione FIAB, che ci conduce in un veloce tour turistico della città. Una foto ricordo presso la Fontana delle Tredici Cannelle precede il trasferimento alla Stazione FS dove possiamo finalmente cambiarci ed indossare vestiti asciutti. Salutiamo l'amico Franco fermandoci al ristorante della stazione dove, ad un prezzo veramente contenuto, possiamo rifocillarci e sistemare le nostre cose al riparo della pioggia che continua a scendere anche quando, dai finestrini del treno, l'Adriatico ci saluta, snocciolando sotto i nostri occhi la lunga fila di stabilimenti balneari del litorale anconetano. Ovviamente è un arrivederci...

 

Tirreno -Adriatico dall'Argentario al Conero

374 km suddivisi in cinque tappe; 4370 mt di dislivello; oltre 37 h in bicicletta

Hanno pedalato questo viaggio condividendone

salite e discese, sole e pioggia, gioie e sudore, allegria e amicizia:

Angelo, Enzo, Giorgio, Giuseppe, Marino, Pietro, Stefano.

Associazione FIAB-Grossetociclabile. "In bici per l'ambiente"

www.grossetociclabile.it

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