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Verona - Budapest II^ parte

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Lago Balaton, Budapest, il bel Danubio blu

600 km. in bici da Verona (seconda parte)

In 8 facciamo 450 anni e, a momenti, non capiamo se siamo noi a condurre le bici o loro a (sop)portarci, siamo passati per 3 capitali, 5 stati e 22 ore di treno con 6 cambi. Inoltre: 530 Km in bici, mica male.

 

Giovedì 15 Agosto: Budapest

Giorno interamente dedicato alla capitale Ungherese considerata da molti la più bella città sul Danubio. In mattinata facciamo un salto al mercato ortofrutticolo ospitato dentro una struttura di epoca ottocentesca con travi in ferro e milioni di chiodi, tipo stazione di Milano. Poi, nel quartiere ebraico, visitiamo la Sinagoga grande, seconda al mondo per ampiezza dopo quella di New York. La nostra guida (in italiano) è competente e disponibile ad approfondire anche temi legati alla religione e agli usi e costumi degli ebrei. Nel Parco Raoul Wallenberg, sul retro, è collocato un suggestivo monumento a forma di salice piangente in metallo, opera di Varga, sulle cui foglie sono incisi molti nomi di vittime dell'Olocausto. Nel giardino altri memoriali tra cui quello dedicato ai "giusti", come Giorgio Perlasca, che salvò molti ebrei ungheresi dalla deportazione. Ci spostiamo a piedi verso Váci utca una arteria pedonale dedicata allo shopping e, forse, la via più famosa del centro di Budapest. Di fronte al Parlamento, sulla passeggiata lungo il Danubio, sostiamo a riflettere presso un monumento composto da sessanta paia di scarpe, in memoria degli ebrei fucilati in riva al fiume durante la Seconda Guerra Mondiale. Entriamo nella basilica di S.Stefano. Poi scendiamo in metropolitana, la più antica d’Europa, per portarci dall’altra parte della città. Budapest è famosa anche per le sorgenti termali, conosciute fin dal tempo dei Romani. Visitiamo i Bagni Széchenyi uno tra i più grandi complessi termali continentali. Accanto, superato un laghetto, la grande “Piazza degli eroi” con il Monumento del Millenario dedicato ai fondatori dell’Ungheria. La sera, dopo una cena a base di goulash, un’ultima passeggiata in centro città nella romantica e suggestiva cornice di ponti illuminati ed edifici di epoca imperiale.

Venerdì 16 Agosto: Budapest – Gyor: km 52

Oggi percorso più corto per visitare meglio Gyor. Il treno sul quale viaggiamo è di ultima generazione:ciaobici da verona a budapest10 moderno, silenzioso, con ingresso ribassato e funzionale per l’alloggiamento delle bici lungo un corrimano a cui vanno agganciate. Scendiamo a Komaron, sul Danubio, da cui, sulla carta, ci restano una quarantina di km da fare in bici. Naturalmente non sarà così e la ciclabile, pur segnalata da rari segnavia Eurovelo 6 con tanto di stemma della comunità Europea, si rivela quasi impraticabile. Lontana dal fiume, sterrata e, a tratti, sabbiosa: insomma, e dispiace dirlo, da sconsigliare. A mezzogiorno sostiamo sui gradini di una chiesa in una landa che sembra abbandonata. Anima la discussione il caso di una chiave d’albergo scomparsa, con considerazioni sulla perdita di memoria, “malattia” che sembra colpire a una certa età… Decidiamo di proseguire su strada normale nonostante il traffico pesante e il divieto di transito (!?) per le biciclette. A metà strada tra Vienna e Budapest, ci accoglie una tranquilla e ordinata cittadina termale bagnata dal Danubio: Gyor, con un centro storico incantevole e una piazza centrale contornata di edifici barocchi, ristorantini e giochi d’acqua per il divertimento di bambini e turisti.

Sabato 17 Agosto: Gyor – Bratislava: km 84

La ciclabile che conduce a Bratislava si sviluppa sull’alzaia di un canale del Danubio. Lunghi rettilinei senza la traccia di un’ombra, poi, qualche km prima dell’ingresso in città, la pista raddoppia: una solo per bici più un’altra per pattinatori e ciclisti insieme. Spuntano chioschi e aree attrezzate. Perfino un laghetto per il ristoro di sportivi e famiglie. La capitale slovacca ci accoglie con moderni ponti dotati di passerelle ciclabili e un centro dedicato alle passeggiate e ben servito da tanti negozi, pub dove si fuma anche il narghilè e ristoranti. Chiediamo di cenare in uno di questi ma, con nostra sorpresa, veniamo gentilmente allontanati con la scusa che non hanno posto. Non capiamo, forse non vogliono lavorare. Più tardi, dopo essere stati in un locale un po’ defilato, ripassiamo e notiamo che è pieno di giovani e, sui banconi del bar, si esibiscono alcune ragazze molto svestite…. La vita notturna deve essere molto intensa nella capitale slovacca. Nell’ostello dove siamo sistemati, non lontani dal centro, sentiamo tutta la notte, giovani che fanno l’alba bevendo e cantando.

 

Domenica 18 Agosto: Bratislava – Vienna: km 76

ciaobici vienna in biciNoi invece, alle 7.30 siamo già in bici. Raggiungiamo il colle panoramico che sovrasta Bratislava, con la Fortezza e il palazzo sede del Parlamento. Sullo sfondo campeggia l’impressionante Novy Most o “ponte dell’ufo” così chiamato per l’edificio a forma di navicella che sembra sospeso nel vuoto. A quest’ora non c’è un bar aperto neanche in centro, così pedaliamo, a pancia vuota sulla ciclabile in direzione dell’Austria. Pochi Km e la segnaletica si fa subito più ricca. Cartelloni geografici, indicazioni per alberghi o località da visitare a poca distanza dal percorso. Insomma siamo tornati tra i nostri: quelli per cui, oltre che viaggiatori, siamo clienti e consumatori. La ciclabile, però, è un po’ monotona: dritta e piana: l’impressione è che si tratti di una ex strada ferrata. Giunti alla periferia di Vienna incontriamo alcune aree di sosta dove è possibile mangiare, ma non ci sembra il caso, visto che sono frequentate dai molti “naturisti” che frequentano le spiagge a loro riservate in questo tratto del Danubio. Il grande fiume qui ha veramente un colore tendente al blu: ci sovvengono le note di un… “famoso valzer”. Proseguiamo fino al “Prater”, l’immenso polmone verde di Vienna, dove pranziamo sotto la storica ruota panoramica. La birra è di nuovo a prezzo “normale”: 4 Euro per una “media”, mentre il caffè espresso è.… da dimenticare(!). Ci resta solo un pomeriggio da dedicare alla Capitale Austriaca.  Lo facciamo in relax nella zona chiusa al traffico. Visita al duomo di Santo Stefano e passeggiata per piazze e vie del centro ricche di palazzi del tempo degli Asburgo. Notiamo, con una certa sorpresa, la presenza di parecchie famiglie arabe, molto benestanti, con donne che indossano il “burqa”. E’ l’ultima sera del nostro viaggio: ci concediamo una cena con torta “Sacher” finale in un famoso ristorante del posto: “Mc Donald”.

 

Lunedì 19 Agosto: Vienna – Verona

Sui treni che ci riportano in Italia l’efficienza teutonica si nota: dalla prenotazione dei posti alla gentilezzaciaobici da verona a budapest8 degli addetti, tutto è perfetto. Ad Innsbruck, in attesa del cambio per Verona, conversiamo con un simpatico ragazzo di ritorno da un viaggio in solitaria in terra tedesca. Prima titubante (abbiamo l’età dei suoi genitori), poi sempre più incalzante, chiede informazioni sui nostri viaggi, la nostra associazione e gli allestimenti delle nostre bici. Le quali, ancora una volta, vengono sistemate a dovere su apposita carrozza. Solo al Brennero, strane manovre prolungano una sosta che ci farà arrivare in leggero ritardo a destinazione. Sul treno trova posto anche un cane che, accucciato sotto il sedile del suo padrone, non fiaterà fino all’arrivo, mentre uno strano passeggero con un sorriso un po’ ebete distribuisce volantini con sopra scritto: “ti voglio bene”….

Tenendo conto che in 8 facciamo 450 anni e, a momenti, non capiamo se siamo noi a condurre le bici o loro a (sop)portarci, siamo passati per 3 capitali, 5 stati e 22 ore di treno con 6 cambi. Inoltre: 530 Km in bici con 3 forature, un problema meccanico importante e diffusi bruciori ai fondoschiena. Infine: una chiave d’albergo scomparsa e poi… inspiegabilmente riapparsa?!?...

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