• slide1
  • slide2
  • slide3

Bolivia, con drone al seguito

bolivia 5

Bolivia, con drone al seguito

 Sergio Borroni e Armando Lanaro si raccontano. Foto e video oltre ogni immaginazione.

bolivia 4 Come diceva il Ginettaccio, “ E' tutto sbagliato. E' tutto da rifare”. Per i più. E io mi accodo alle sue sagge parole. Spulciando qua e là sui vari siti in internet alla voce “ i migliori percorsi in bicicletta ” la Bolivia non compare mai. Eppure, in quasi quarant'anni di peregrinaggio per le strade del pianeta, il percorso da noi appena portato a termine, meriterebbe posizioni di rilievo in una “hit parade” di viaggi se non addirittura la prima posizione. Purtroppo non in quella dei viaggi più semplici . Intendiamoci il percorso non è lunghissimo, il dislivello accettabile ma alcuni nemici naturali lo rendono impegnativo. Per cui da affrontare dopo adeguata preparazione e con giusto mezzo. Viaggiare a 4000 metri d'altezza con passaggi a 5000 richiedono almeno un poco di adattamento, e una visita medica iniziale, per evitare sgradevoli sorprese. Cefalee e nausea oltre che ad un facile affaticamento sono facili dove l'aria è cosi rarefatta. Aiuta fornirsi di un noto farmaco, il Diamox. Che per la verità sarebbe un diuretico, per cui aspettatevi qualche disagio idrico, ma siccome da per sua natura una lieve acidosi sistemica, questa va a compensare l'immancabile alcalosi che ci si procura a queste quote a causa della iperventilazione. Un consiglio: non lasciatelo a casa. Le strade sono impegnative tenute malissimo e con lunghi tratti sabbiosi dove le ruote sprofondano facilmente. E anche se montate pneumatici importanti e artigliati, (noi si aveva dei 2.4 pollici), spingere la bici non vi sarà risparmiato. Inoltre una salita al 4% a 4.700 metri fa sembrare ilbolivia 2 Ghisallo una salita per bambini. Mangiare lungo il tragitto si mangia maluccio, d'altra parte i boliviani non sono per essere ristoratori di livello. Ora esauriti i motivi per cui non dovreste fare un viaggio cosi vediamo invece il perché questo viaggio è cosi spettacolare. A parte la naturale bellezza del pedalare su un enorme altopiano vulcanico, circondati da decine di vulcani ancora attivi e fumanti, lungo il percorso si incontrano almeno tre luoghi che hanno del surreale. Il primo il più noto è quello del deserto di Uyuni. Una distesa di sale compatto e bianchissimo. La sensazione di pedalarci sopra è indescrivibile. Assolutamente surreale. Noi per l'occasione ci siamo portati anche un drone al seguito per documentare questo posto unico nel suo genere. E le immagini, viste dall'alto, rendono bene l'aspetto e le dimensioni. Sono 13.000 kmq di sale. In mezzo , come un piccolo brufolo su una pelle bianchissima, si trova l'isola di Huncauasi, popolata solo da cactus che vivono solo qui. Solo i ciclisti possono passarci la notte e credetemi il tramonto sul deserto di sale lascia a bocca aperta. Ma le sorprese non finiscono qui. Dopo il deserto si incontrano una serie di lagune abitate da fenicotteri rosa, e già questo merita di essere visto, ma quando si arriva alla “laguna colorada” si resta bolivia 9senza parole. Sembra di entrare in un altro universo dove le acque sono di un rosso-arancio intenso come se qualcuno le avesse colorate coi pastelli e dove i fenicotteri sembrano mimetizzarsi con le acque della laguna. Se pensate che le sorprese siano finite aspettate allora di attraversare il deserto di Salvador Dalì. Un fantasmagorico susseguirsi di lande montagne e dintorni che riportano la mente alle foto fatte dalla sonda della Nasa quando si posò su Marte. La strada ovviamente è una sola per cui inevitabile attraversarlo. Dopo il deserto di Dali si scende. Dai 4700 metri si arriva al mare attraversando sul lato stretto il deserto di Atacama. E qui finalmente si respira facile. Si torna alla normalità. Dimenticavo: va scelta la giusta stagione. Da fine aprile fino a settembre. Prima è facile trovare pioggia e le strade risulterebbero quasi impossibili per una bici.

bolivia 8

video

1200 i chilometri  percorsi, 14 le tappe. Le loro tracce sono state cancellate dal vento, ma sono rimaste nelle loro foto e nei gps reperibili qui:

https://www.strava.com/activities/310072720
https://www.strava.com/activities/310072743
https://www.strava.com/activities/310072671
https://www.strava.com/activities/310072663
https://www.strava.com/activities/310072658
https://www.strava.com/activities/310072675
https://www.strava.com/activities/310072679
https://www.strava.com/activities/310072693
https://www.strava.com/activities/310072707
https://www.strava.com/activities/310072709
https://www.strava.com/activities/310072708
https://www.strava.com/activities/310072722
https://www.strava.com/activities/310072744
https://www.strava.com/activities/310072730

bolivia 3

bolivia 12

bolivia 6

.

StampaEmail

Commenti   

0 #1 Leo 2016-01-29 03:12
Ciao Sergio, abbiamo appena concluso un viaggio attraverso le Ande da Nasca (Perù) a Salta (Argentina) dove siamo ora ed in Bolivia abbiamo percorso, oltre al nord-ovest nel bel mezzo della Pampa, i salar de Coypasa e Uyuni oltre alla ruta de las Joyas (o strada delle lagune)... devo dire che sono d'accordo con te: anch'io viaggio in bici da 20 anni e questa è una delle strade più impegnative ma anche più belle mai pedalate!!! Uno spettacolo puro... Racconteremo il tutto sul nostro sito lifeintravel.it al rientro in Italia (siamo ancora a Salta)!

Ti ringrazio Leo per la tua testimonianza.
Ti auguro Buona Strada e aspettiamo un tuo resoconto e se vuoi condividere anche una pagina su questo sito, sari il benvenuto. La Redazione di ciaobici.it
Citazione

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna