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Nord-Ostsee Kanal Route

nord ostsee kanal 07Nord-Ostsee Kanal Route

Mare del Nord-Mare Baltico 

 

Viene qui descritto il tratto che va da Hochbrucke fino a Brunsbuttel.

Una sessantina di chilometri lungo il canale, quasi una crociera, e una ottantina di chilometri risultanti da una  escursione all’interno. Nato dopo quello  di Suez,  lo solcano più di 40.000 imbarcazioni  ogni anno e presenta grandi opere a corredo, ponti e porti, strutture possenti realizzate per renderlo attivo.

 

 in collaborazione con LaBicie...

(Raccomando sempre una mappa guida e una cartina allargata della regione). mappe e carte stradali del percorso  libreria gullliver
www.nok-sh.de  e favorisce  incontri ravvicinati di ogni tipo.
Gli sport della vela e del canottaggio, la pesca sportiva, la passeggiata a piedi e a cavallo, l’escursione in bicicletta sono le principali attrazioni della vita sulla NOK-Route.
Su entrambe le rive corre la ciclo pedonale costruita con due corsie in cemento e da una corsia centrale con erba e sterrato.  L’andatura diviene, nell’osservazione,  più moderata per assaporare la visione delle stuzzicanti situazioni di questo itinerario. Dopo l’attraversamento del Hochbruche, (per chi come me proviene da Heide per aver lasciato la Nordseekusten-Radweg), una sosta è doverosa per ammirare e fotografarne la struttura. L’altezza che sembra in un primo momento eccessiva, è appena giusta quando una nave vi transita sotto.  Dalle fotografie risultano nani i grandi automezzi che vi transitano sopra e giganti le imbarcazioni che scivolano sull’acqua, sfiorando la sommità del ponte.
Il primo incontro che ho avuto  con il canale, (le poche ore pomeridiane di una giornata utilizzata per il trasferimento da Toenning),  termina a Hochdonn dove un traghetto, che mantiene costantemente i contatti con le diverse sponde, trasporta tutti gratuitamente.

Escursione a Meldorf. Partendo da Hochdonn, questa irrinunciabile escursione di una giornata di bici per 80 chilometri, conduce subito sulla Grune Kustenstrasse e la percorre nei margini interni. Risulta così maggiormente visibile la sua naturale vocazione agricola, dove grandi alberi singoli o raggruppati ne contendono la bellezza. Seguendo sempre le immancabili e  precise indicazioni,  Meldorf appare ben presto con la sagoma del suo Dom e il percorso, ben tenuto (che fa parte della  Nordsee-kusten radweg) introduce all’ingresso di questa città. Ad accogliere il turista  il magnifico mulino a vento, attraente e ben conservato, ora ristorante. La pittoresca città merita attenzione e qualche fotografia alla colorata Markt con la  St. Joannis-Kirche, le variopinte vie  e le storiche costruzioni. L’approfondimento storico e culturale è possibile nei diversi musei presenti in città.
Per arrivare al nuovo porto si attraversa il territorio dello Speicher-Koog, territorio protetto, dove il migliore sport o passatempo è il birdwachting. Oltre l’argine costruito a protezione della terra ferma, ci  sorprenderà il mare apparentemente senza confine, e si apprezzerà il silenzio che regna nel Nationalpark Wettenmeer interrotto solo dai belati degli agnelli e dagli striduli  versi degli uccelli. Il pensiero corre alle terre lontane, oltre l’orizzonte, che una sagoma piccola di una nave raggiungerà nei tempi,  a noi sconosciuti, ma che immaginiamo lunghi. Le rapide pedalate successive sulla bellissima ciclabile della costa, , ci portano, sospinti dal vento in poppa, ad Helmsand: una lingua di alcuni chilometri di terra e dune. Dirigendosi poi verso l’interno,  lungo il piacevole percorso della Grune  Kustenstrasse, si transita sulla collinetta Hamberg, vera chicca per la vegetazione con annesso  museo della foresta. La breve discesa penetra nella cittadina di Burg, che merita una sosta ristoratrice  prima di arrivare  nuovamente all’acqua del canale. Fine escursione.
Riprendendo a pedalare lungo il canale in direzione Brunsbuttel, gli incontri ravvicinati proseguono.  Ora è il grande ponte metallico della ferrovia ad attrarre maggiormente, poi il traghetto di moderna concezione  che all’arrivo si incastra direttamente sull’asfalto della  strada, ora le grandi imbarcazioni che ti fanno sentire  piccolo piccolo, poi il transito rapido di uccelli ed, infine,  il lento procedere di mille lumache che costringono, per rispetto, a scendere dalla bici.
Il passaggio di cicloturisti e scolaresche in bici, rallegra le pedalate successive fino all’impatto con la città di Brunsbuttel. Qui sono  le possenti strutture innalzate per il funzionamento del canale a costituire il punto di maggior interesse e  le imbarcazioni, che entrano ed escono da queste bocche, diventano attrazioni ghiotte per i turisti e bambini.
E lo sguardo  continua ad oscillare da destra a sinistra dove torri, ciminiere, cisterne, depositi e costruzioni industriali non stonano in questo spazio di loro pertinenza, anche se si sostituiscono  ai profili delle cattedrali e alle torri ammirate in precedenza.
Pochi passi e ti accoglie il Fiume, l’Elbe, il  cui incontro, motu proprio, perennemente sorprende.
E parafrasando C. Guerzoni…”trattengo nei pixel della mia foto-camera, come la mano che trattiene una lucciola impaurita, questi istanti sfuggiti al razionale computo del tempo”.  
Da qui è possibile il proseguimento per Hamburg, via Elberadweg, dopo l’attraversamento di Gluckstadt e Wedel.

 

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