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Ochsenweg-Heerweg

ochsenweg 07Ochsenweg

da Hamburg a Flensburg

sulle orme dei Vichinghi 

 

Il percorso che porta questo nome e che ripercorre lo spostamento dei popoli nordici e nomadi con le loro mandrie da nord a sud, inizia subito dopo Wedel, una cittadina fuori Amburgo. Una trentina di chilometri per fare i quali non c'è via migliore che la costa.

 

 

in collaborazione con LaBicie...

Si percorre la ciclabile Elberadweg attraversando prima il porto, poi St. Pauli, i depositi di Altona e tutte le frazioni diventate periferia di Hamburg. Si mettono in bella mostra in questo tratto, spesso sterrato ma buono, le navi che transitano nei due sensi, le rive dell'estuario del fiume trasformate in spiagge, i parchi e i giardini, le splendide ville che si affacciano in questo mutevole panorama.
(Raccomando sempre una mappa guida e una cartina allargata della regione Die General Karte - Pocket MAIR Verlag; il percorso qui descritto è stato da me effettuato in tre giorni.)
La cittadina di Wedel merita una visita nella sua zona pedonale, ciclabile e di shopping, per scoprire le antiche case decorate, le aiuole ricche di piante e fiori e la tradizione che la lega a Rolando di cui si ammira un notevole monumento.
Percorso qualche chilometro sulla strada 431 si incontrano le prime indicazioni della Ochsenweg. Per strade secondarie e tracciati naturalistici, a volte sterrati e con buone indicazioni e tabelle, porta, senza grosse emozioni visive, ad Uetersen lasciando ai lati i villaggi di Holm, Heist e Moorrege.
Uetersen merita più di qualche ora di sosta; la ciclabile dopo aver attraversato il centro pedonale invita ad entrare al Rosarium, un vero giardino botanico dedicato interamente alle rose di cui se ne possono ammirare 800 specie, costruito in un contesto di laghetti e aiuole di buona architettura. Bello il passaggio lungo la ciclabile sull'antica area del Kloster con edifici storici ancora in fase di ristrutturazione.
Non cambia di molto l'aspetto paesaggistico nel tratto di percorso che da Uetersen si dirige verso Elmshorn (pascoli, specchi d'acqua, strade di campagna) con una novità data dai vivai di fiori e bulbi e soprattutto di rose; passa nei margini orientali delle località di Gross Nordende, di Klein Nordende, e attraversa la impegnativa periferia della cittadina di arrivo. Degna di interesse l'escursione a Liether Grube dove antiche cave di minerali sono ora trasformate in percorso naturalistico dopo ripristino della flora spontanea.
Elmshorn è una piacevolissima e ricca cittadina; nelle vie del centro, oltre alla visione di pittoresche case antiche, si può fare shopping in elegantissimi negozi e prendere caffè e snacks in lussuosissimi locali. La visita alla Nickolai Kirche sorprende per la religiosità del luogo e la visione dell'organo.
Non posso documentare i 30 km che separano Elmshorn da Itzehoe in quanto ho dovuto percorrerli in treno a causa di cattivo tempo.
Partendo da questa città, Itzehoe, raggiungo facilmente Edendorf attraverso una periferia ben strutturata, con ciclabili su ambo i lati delle strada, che presto abbandono per la deviazione indicata in mappa in direzione Hohenlockstedt. Un sentiero sterrato di non facile agibilità, con erbe troppo cresciute che rendono lento e pericoloso il tragitto tanto da farlo sembrare abbandonato. Lo seguo fino all'incrocio con la strada B 77 e non potendolo percorrere oltre, decido di seguire la carozzabile fino al bivio di Ridders. Inutile dire che la strada, su uno o su entrambi i lati, ha la corsia preferenziale per bici. Riprendo il percorso segnalato in Ridders per seguirlo poi fino a Peissen, Hohenwestedt, Nindorf, Stafstedt, Jevenstedt. Un percorso attraverso un paesaggio piatto, con boschi di abeti e faggi di grande suggestione, su una pista con due corsie in cemento ben indicata in prossimità dei numerosi incroci, (comunque non allentare l'attenzione perché rami o erbe troppo cresciute possono nascondere i piccoli segnali di direzione) colture di mais, orzo e grano. Non mancano verdi praterie, allevamenti di bovini, ovini e cavalli al pascolo.
Pensando di cambiare la monotonia del paesaggio, in direzione di Sculp, mi dirigo verso il Nord-Ostsee-Kanal.
Qui il paesaggio diventa spettacolo nell'incontro con le grandi navi che nei due sensi di marcia percorrono il canale. Vedi itinerario Nord-ostsee Kanal route.
In pochi chilometri si arriva al Fussgangeltunnel (sottopasso ciclo pedonale) che, con ascensore e galleria, senza scendere dalla bici, porta sulla riva opposta dove pulsa il centro storico della bella e antica città di Rendsburg. (Per la visita rimando al sito).


Considerato che la pioggia caduta in abbondanza durante la notte potesse aver compromesso il tratto di percorso segnato in mappa come sterrato, mi dirigo verso Lohe seguendo le indicazioni stradali e qualche consiglio raccolto a voce. Ora un sole timido squarcia le nuvole portando fiondate di luce: buon augurio per la giornata. Quando penso ai viaggi al nord, la prima cosa che mi balza alla mente è la caratteristica del cielo; questi nuvoloni bianchi e neri, sovrapposti, che si rincorrono e si scontrano, lasciando trasparire ad intervalli, più o meno brevi, tratti di blu intenso dal quale spesso filtrano raggi solari, diretti o trasversali, in un gioco di luce e ombre care agli amanti della natura e ai fotografi. Il cielo diventa, esso stesso, protagonista e quando il paesaggio, non aggiunge novità alle precedenti visioni, è di conforto osservarlo.
Mi avvicinavo con curiosità alla prima indicazione di Ochsenhorner.
In prossimità di Lohe infatti il sentiero segue le orme dell'antico cammino dei popoli nomadi e delle mandrie. In questo tratto è stato situato, come ricordo e attrazione, copia di grandi corna di bue incrociate ed innalzate a monumento; nei pressi una tabella informativa ne ricostruisce la storia e la tradizione. Un sentiero difficile questo che raggiunge Kropp con 7 km. di sterrato in parte sabbioso, con acqua stagnante dopo la pioggia, in cemento ed erba. (tenuto molto male anche se ho notato lavori di manutenzione in corso).
Che si entri in un territorio di antiche tradizioni lo si capisce anche dalle case, con il tetto in paglia, dalle pietre miliari che riportano date dei secoli scorsi, dai nomi sulle porte delle case in caratteri antichi, dall' incontro con altri Ochsenhorner (come quello di Dannewerk) e dalle segnalazioni che conducono al museo vichingo della città di Schleswig.

Non è più raro, incontrare cicloturisti in questo comprensorio più piacevole e più turistico del precedente. Prima di raggiungere il museo, si ha l'immagine della città di Schleswig, posta sull'altro lato del fiordo, come fosse in vetrina, lunga e panoramica , dalla quale spunta la grande cattedrale di St. Johannis e le costruzioni della città moderna e antica.
Il Wikinger Museum Haithabu, ospitato in cinque costruzioni riproducenti navi vichinghe rovesciate, ha una posizione incantevole in riva all'acqua, in località Haddeby; un cammino nell'approfondimento delle tradizioni e culture dell'antico popolo Vichingo, presentando reperti d'epoca e ricostruzioni moderne.
Raggiungendo il centro di Schlewig, lungo il bordo del fiordo, si ha l'occasione di osservare lo Schloss Gottorf, il St. Johannis Kloster e le pittoresche abitazioni verso il Dom e il Rathaus.
Non sempre è agevole uscire dalle città anche in presenza delle indicazioni.
Spesso l'attenzione viene rubata dalle osservazioni delle novità che si presentano, correndo il rischio di pedalare fuori direzione. Ogni chilometro in bicicletta è pesante quando è fatto su strada sbagliata. E' toccato anche a me uscendo da questa città. Rientrato fortunatamente subito sul percorso a Berend, poi Neuberend. In prossimità di questa ultima località ho ritenuto raggiungere la strada L 317 che arriva direttamente a Flensburg. Una via con ampia corsia preferenziale per bici e a tratti una strada secondaria quasi parallela.
C'è un nuovo entusiasmo nel percorrere questo tratto (Idstedt, Sieverstedt, Oeversee). Sono in effetti gli ultimi chilometri da me previsti sulla Ochensenweg con l'imminente arrivo a Flensburg ( la via prosegue fino a Viborg in Danimarca e prende il nome di Heerweg). Il confine è vicino e lo si nota nella promiscuità di cui questa zona è pervasa. E' un tratto di percorso con floride coltivazioni a mais e grano. Non sono poche le targhe delle vetture dei Danesi qui residenti. La croce bianca su fondo rosso, bandiera di questo Paese, sventola spesso sul pennone delle case e in questi luoghi si sente parlare con accento, inusuale, tipico della mescolanza della lingua.
Le gambe si sciolgono, i battiti cardiaci accelerano, il peso delle borse è più dolce, l'arrivo è vicino, nessuno ti insegue, ma corri… incontro a Flensburg.
La sciabolata di luce serale illumina questa città e il suo golfo risaltandone le caratteristiche di ricca ed elegante città.
Osservando, con la fotocamera in mano, i palazzi variopinti e antichi, i locali eleganti e raffinati, le persone serene nel godersi il sole in passeggiata o nel gustarsi sedute la bibita, le parecchie centinaia di imbarcazioni in bella mostra, immagino questa città trasformata in palcoscenico. Essere presente a questa rappresentazione ha un effetto di un sogno, di quello che avevo fatto prima di partire e che mi sorprendo fare ancora, pur divenuto, dopo 280 chilometri, emozionante realtà.

 

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