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Ostsee-Kusten

costa mare baltico 10Ostseekusten-Radweg

ciclabile costa del mare Baltico

da Warnemunde a Usedom

 Quando la ruota della bici si arresta sul bagnasciuga del mare, i sentimenti assumono due caratteristiche:  quella che rimanda al riposo e al benessere che il mare si presume possa dare, ma anche quella di partire, oltrepassare il confine visivo dell’orizzonte. Anche se i pensieri scivolano oltre, il bagnasciuga arresta la corsa dell’improprio mezzo e l’orizzonte rimane un insuperabile confine imposto.


Wanermunde – Barth 100 km.
“Anche lo spazio comunica” (E.T. Hall) e oltre Warnermunde esso lascia intendere che per vivere abbiamo bisogno di lui  capace di  rendere il tempo più prezioso e vivibile. “Il turista che cerca spesso il diverso, erode e distrugge proprio quella diversità che sta godendo”. In Wanermunde, rigogliosa di turisti, lo spazio sarà presto insufficiente a dare quel benessere che si va in essa a cercare.
La conoscenza del percorso ciclabile della costa del mare Baltico ( lo si nota anche nella guida Esterbauer Ostseekusten-Radweg che consiglio di avere appresso) inizia su un traghetto: quello sul quale è indispensabile salire per  attraversare, a Warnermunde,  la foce del fiume Warnow e tutto il suo porto, per procedere in direzione est.
Dopo pochi chilometri, il percorso che corre lungo l’unica strada, si addentra nel bosco di pini, a volte sterrato, conduce al Rododendrumpark di Graal-Muritz. Curato, ben tenuto, ritengo sia una meraviglia nel periodo di fioritura. Ora la ciclabile sale in cattedra, anzi sulle dune, e il mare, la spiaggia, i colorati divani invitano al rilassamento in una estate non particolarmente calda. La sabbia è bianchissima e lungo il bagnasciuga numerosi bagnanti passeggiano, scarpe in mano, in attesa che il sole riscaldando l’atmosfera permetta loro di bagnarsi. La candida linea della spuma marina svanendo sulla riva, porta con se depositandoli a riva, animaletti e residui che i gabbiani attendono di poter mangiare. Sulle dune, che sembrano consumarsi per il forte vento e i marosi, sono impiantate erbe naturali che presto colonizzeranno la riva aiutando a ricreare un aspetto simile al naturale. Se da un lato c’è il mare, dall’altro la colonizzazione delle dune ha fatto crescere, nel terreno ricco d’acqua, brughiera e piante separando il grande lago Bodden. Si raggiunge la spiaggia salendo e scendendo le dune attraverso aperture numerate.
A Wustrow  l’ameno porticciolo sul lago invita alla sosta. Il vento che soffia favorisce la vela di cui esiste una scuola giovanile. Il percorso prosegue in direzione Born sempre su asfalto, ma in località Althagen il mio consiglio per una sensazionale escursione è quello di prendere lo sterrato che corre vicino alla riva del lago. Lo spettacolo di canneti ricchi di avifauna sull’orizzonte del lago con  imbarcazioni e vele, dona vigore pur su di un tracciato sterrato, ma perfettamente liscio. Ancora sorprese sulla  strada verso Prerow, una sterminata pianura in parte coltivata, in parte a pascolo e in parte ancora selvaggia dove sorgono punti di osservazione per birdwaching. Siamo nel Parco Nazionale Worpommesche Bodden-Landschaft, 800 kmq, il più grande punto di sosta in Europa per le cicogne.
La ciclabile ora corre, verso Zingst, sul punto più alto delle dune e mostra tutta l’eleganza della sua ideazione e costruzione. Il punto di vista sul lago interno e sul mare è tra i più conosciuti, ma non bisogna distrarsi perché questo tratto presenta un traffico notevole.
Per raggiungere Barth la ciclopista entra nel bosco e fuoriesce dopo qualche chilometro sorprendendo con la splendida visione della natura attorno al Drehbrucke: terra ed acqua si contendono la palma di vincitore, senza tenzone alcuna, e attendono di essere incoronati entrambi dal cicloturista in sosta ad osservarli.
Barth offre il suo porticciolo, la sua chiesa, l’elegante via principale, piccoli hotel e camere private, elementi sufficienti per pernottare e rendere piacevole la serata magari al ristorante Angels Paradise.

 

 Barth a Greifswald 90 km.
Non sempre cielo scuro, nubi basse e vento significano, in Germania, pioggia per forza. Scoraggiarsi per il clima incerto non è il miglior modo di affrontare giornate in bici anche perché si è spesso smentiti. Capita che una giornata intera, quella che sto per descrivere, abbia costantemente un cielo plumbeo senza mai depositare una goccia di pioggia. Il rammarico, se proprio volete, può essere per le foto, scattate comunque, ma senza la brillantezza dei colori che la natura elargisce.
La Ostseekusten-radweg (ciclabile della costa del mare Baltico) a Barth procede attraverso l’elegante via principale dove, il profumo degli alberi, viene sostituito da quello del pane, dei dolci e del caffè. La direzione porta verso lo Jugendherberge (Ostello della Gioventù) alloggio strategico ed economico sempre presente nelle città tedesche medie e grandi. Il paesaggio affascina anche per il saliscendi che si snoda lungo il percorso, mettendo in evidenza i campi colorati di grano maturo, di mais, di colza e del verde delle parti di terreno lasciate incolte, ricche di acque e di volatili di varietà diverse e, soprattutto, affascina per il grande silenzio. La variante per Preetz, (una volta superato il tratto di strada con traffico di 8 km.) dopo il campeggio di Duvendiek è di un’ atmosfera unica: cielo scuro, nuvole basse, tappeto di grano senza fine e in mezzo una stradina in cemento. All’orizzonte un filare di alberi, una punta di un campanile e un bosco verde.
La consapevolezza, inoltre, di raggiungere presto Stralsund aggiunge forza alla mente e alle gambe. Rimando al sito www.stralsund.de per l’approfondimento della città, a me basta rammentare il bellissimo colpo d’occhio sulla città dal porto e verso l’isola di Rugen dove il nuovissimo ponte serve definitivamente il forte traffico da e per l’isola.
Si esce dalla città in direzione sud attraverso una periferia disordinata e misera, abbandonata e in ricostruzione. La stessa ciclabile ne risente per diversi chilometri fino a quando un’ antica strada lastricata di pietre a pavé diventa percorrenza garantita e ufficiale a fianco della nuova strada trafficata. L’impressione è subito buona. Si pedala in assenza di traffico su larga carreggiata fiancheggiata da filari di bellissime piante su ambo i lati. Anziani fusti di tigli, ippocastani e roveri si alternano concedendo salutare ombra e riparando in parte dallo spirare dei venti. Si attraversano piccoli villaggi agricoli dove le abitazioni sono sempre ordinate. Passano i chilometri ma il fondo stradale non cambia e resta fino all’ immediata periferia di Greifswald sempre in perfetto pavé. Le braccia sono indolenzite, il soprasella e la prostata si lamentano, e il contachilometri segna quasi 30 chilometri di duro lastricato granitico. La bici ha risposto alla perfezione grazie alle preventive cure di  la bici e...
A Wieck, piccolo villaggio 5 km fuori dalla città in riva ad uno dei tantissimi see, lenta la notte spegneva il tramonto tinto di nero e il lungomare ospitava, illusi e felici, i pescatori notturni e due cicloturisti affascinati e stanchi.


Wieck a Kolpinsee 85 km.
La ciclabile nel suo percorso lungo la costa, raggira il golfo di Wieck tra campi di grano, colza e patate. In prossimità di Bad Ludwigsburg entra nel bosco. Il tempo per uno sguardo alla località di partenza, di fronte e  ormai lontana, per apprezzarne l’ amena posizione. A riva, qualche barca; pescatori e turisti si muovono pigramente in un contesto momentaneamente senza vento. Il tracciato della pista nel bosco è sterrato, ma dura solo 1 chilometro. Un piccolo insediamento turistico appare alla fine proprio sulla riva del golfo. La ciclabile ora scorre lungo la nuova strada, diretta a Lubmin e a Wolgast.  Capace ancora di sorprendere, l’itinerario scorre davanti alla centrale atomica di Lubmin. Disattivata da diversi anni per problemi di perdite, un sarcofago di cemento ne copre una parte, mentre l’altra parte, trasformata a  consumare combustibile alternativo, continua a produrre energia.
A Freest, piccolo porticciolo di pescatori, partono traghetti per l’isola di Usedom con destinazione Peenemunde. Il più attrezzato per l’attraversata, in verità, sembra il porto di Kroslin dove sono presenti nuove attrezzature e imbarcazioni. Con la carta stradale distesa sul tavolo del Biergarten di questo porticciolo, interessi e sentimenti comuni si incontrano: una conferma della facilità con cui si allacciano relazioni lungo la strada. Lungo questo itinerario, sin dalla partenza da Wanermunde fummo notati e notammo una coppia di Lubecca. Alternativamente ci si superava. Dal saluto iniziale si passò alla breve frase, per arrivare fino al tratto di strada in compagnia. Davanti alla mappa ci trasmisero informazioni importanti che avremmo in seguito adottato.
L’ isola che avevamo di  fronte era la destinazione provvisoria e la fine del percorso tedesco della Ostseekusten-Radweg. Uno stretto canale divideva la terraferma da una striscia piatta che si allungava all’orizzonte. I nomi delle località importanti sulla carta, appartenevano temporaneamente alla fantasia  sicuri di poterle raggiungere in breve tempo.
L’isola è collegata anche da un ponte a Wolgast e, visti i rari collegamenti via mare che ci avrebbero fatto perdere tempo prezioso, preferimmo raggiungere l’ isola via terra. Questa scelta favorì la conoscenza anche di questa città di mare attrezzata sia per il transito che per l’ospitalità.
Un ponte mobile di grande tecnica e fattura attraversa il breve stretto. Ad orari prestabiliti si alza per lasciare transitare imbarcazioni creando sulla cittadina lo sconquasso viabilistico. Da e per l’isola migliaia di vetture transitano con insolita rassegnazione. Il ponte blocca tutti e tutti aspettano con pazienza.
I primi chilometri nell’isola sono rumorosissimi e si percorre la strada su colonne di macchine lente o ferme. Per fortuna l’itinerario prende la parallela per raggiungere in breve le dune e la spiaggia di Zinnowitz.  I punti di osservazione e gli allestimenti di queste spiagge sembrano tutti uguali. In realtà, colori, ordinamento dei divanetti in vimini,  pontili e allestimenti balneari danno ad ogni località una forte personalizzazione pur nel bianco comune della spiaggia e del mare quasi blu. Anche le dune arricchiscono ogni luogo di personale attrazione. Sopra di esse e all’interno dei boschi, corrono sentieri naturalistici dove vacanzieri a piedi e maggiormente in bicicletta trovano relax e aria pulita. A giudicare dall’intenso traffico fu facile constatare quanto turismo ci fosse in questa isola. La conferma si ebbe anche nel cercare una stanza. L’affanno di non poter trovare da dormire cessò a Kolpinsee presso  un modesto hotel.

Kolpinsee a Kamminke 50 km.
La Germania e la  Polonia si dividono l’isola di Usedom e la ventina di chilometri da percorrere per arrivare da Kolpinsee al confine sono resi veloci anche dall’entusiasmo di raggiungere questo traguardo. Due sono le vie per le bici: una lungo il bosco, più naturalistica con ripidi e rapidi saliscendi non sempre comodi, un’altra lungo la strada B111 su corsia preferenziale più comoda, ma con traffico. Le località balneari sono raffinatissime, con bellissime ville e punti panoramici. La spiaggia larga e bianca ospita centinaia di divanetti colorati e i Seebrucken sono scorci romantici e affascinanti. Ahlbeck incanta per le sue vie curate, per i colori delle storiche e moderne ville, per i parchi e per la ciclabile, nuova, sovrana unica ed incontestata in un traffico quasi assente. Ultimo sguardo alla rotonda sul mare per cogliere il mattutino colpo di luce e poi, di corsa, al confine. In realtà è una processione lenta sia per il movimento turistico sia per il fondo ancora imperfetto. Le terre di confine sono lasciate senza cura perché territorio di nessuno. Filo spinato, interrotto qua e là, ceppi divelti e torrette di osservazione arrugginite fanno da anacronistico contorno alla ritrovata moderna mescolanza delle genti. Un simbolo più che un luogo.
Termina qui la Ostseekusten-radweg e, dovendo  rientrare a Berlino, non c’è via migliore che la Radfernweg Berlin-Usedom. E’ dunque questa nuova via che indirizza verso Usedom via Garz. Una decina di chilometri ravvivati da un attraente paesaggio boschivo con salite anche impegnative e discese vivaci. Campi coltivati ovunque.
Da  Kamminke, 3 km a est di Garz, un servizio di traghetto porta a Ueckermunde, oltre lo Stettiner Haff (golfo di Stettino) e trasporta solo passeggeri e bici. Una ghiotta occasione per trasferirsi in questa città senza dover fare il periplo del golfo.
In attesa del traghetto, la visita di Kamminke poi, non delude. Un paesino di pescatori, un punto di ristoro sul porticciolo con saporite anguille prodotte in loco, una collina museo e monumento di una pagina  di guerra da approfondire ed un centro giovanile di scambi internazionali da scoprire: Golm
Verso sera una piacevole crociera di un’ora e mezza attraverso lo stagno e lungo il fiume Uecker prima di raggiungere il porto e il centro città di Ueckermunde.
Il sole, non si vedeva, ma stava tramontando. Le scure nubi trasformavano le acque in inchiostro, fluido e nero, e la barca disegnava chiare forme al suo passaggio.
Scendemmo a Ueckermunde in questa serata dall’atmosfera singolare.
Avevamo posto tra noi l’affollata isola di Usedom, la grande distesa d’acqua dello Stettiner Haff; procedere verso Berlino sarebbe stato l’impegno dei giorni a venire.

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