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Mauritius in bici? Difficile , ma non impossibile

1-mauritius blu bay


Isola di Mauritius in bicicletta?

Difficile ma non impossibile

 

Nessuno vorrebbe rinunciare di arrivare in bicicletta su una spiaggia come quella fotografata. Ma muoversi in bicicletta all'isola di Mauritius non è facile. Anche se in qualche cittadina o in qualche hotel è possibile il noleggio, consiglio vivamente di ragionare bene prima di prendere tale decisione. A qualcuno basteranno solo poche ore dopo l'arrivo e vedere la situazione del traffico e del modo di guidare per rendersi conto della difficoltà di fare turismo su due ruote.

Non è solo per la guida a sinistra, (che impegna maggiormente l'attenzione e i riflessi) ma anche per le strade strette, i cui bordi stradali sono troppo elevati dalla banchina, per la velocità di autobus e vetture, per la superficialità nel rispetto delle precedenze, per l' invisibilità di bici e pedoni da parte di chi guida. Sono le curve improvvise su strade strette senza visibilità sufficiente, che quasi autorizzano autobus e vetture che si incrociano a spingersi improvvisamente verso l'esterno raschiando muri e siepi. E se ci fosse qualcuno in bicicletta ? Biciclette sono utilizzate in città e per brevi tragitti o come mezzo di trasporto per merci di ogni tipo; spesso sono condotte a mano. Nessun cicloturista circola su strade extraurbane, qualche coraggioso su bicicletta sportiva, sì. Ho considerato il rischio troppo elevato per farmi qualche giro. Guardando con occhio da cicloturista occidentale, le cose da vedere non mancherebbero. Percorsi naturalistici se ne potrebbero trovare, ma viverli con la dovuta serenità del viaggiare lento è impossibile. Un tratto di strada facile e piacevole raggiunge Blu Bay partendo da Mahebourg. Per sei chilometri una strada corre lungo la riva dell'oceano. La vegetazione crea alcune aree fresche, le barche colorate e sonnolente invitano pescatori e turisti a prendere il largo, abitazioni sobrie e di lusso arrivano fino sulla sabbia. La spiaggia chiara è formata da residui di barriera corallina, gli hotels e i residence sono recintati e impenetrabili, gli alberi di fiori e da frutto mandano i loro profumi, alcune isolette private sono listate da una spiaggia bianchissima, la gente locale consuma i suoi pasti al fresco di grossi ficus. L'oceano è calmo dopo aver consumato il suo vigore contro la barriera corallina, ma il suo fragore resta il sottofondo sonoro. Un relitto di una nave ha mutato la sua fisionomia e ospita uccelli marini, il mare trasparente e protetto ospita ogni sorta di pesce e corallo. Un aereo sorvola basso la spiaggia incollando ai finestrini i nuovi turisti in arrivo, la brezza mitiga il calore del sole sotto i cui raggi arrostiscono le turiste. La bicicletta, un po' arrugginita dalla salsedine, riposa all'ombra di una grande pianta di mango.

Immenso, misterioso l'oceano mutava colore ad ogni istante, mentre le onde parevano giocare con i raggi del sole”. (Sawako Aryoshi)

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