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Cicloturismo in Thailandia? No, Grazie

ciclabili a Bangkok


Cicloturismo in Thailandia?

No, Grazie


Per “formazione ciclo-turistica acquisita”, quando viaggio per motivi non collegati alla bicicletta, mi piace valutare i Paesi che sto visitando, attraverso la sensibilità che dimostrano verso questo amato mezzo di trasporto.

Il giudizio sulla Thailandia è drastico. Per Bangkok e dintorni e Isola di Pukket che ho da poco visitato, mi sento di affermare: in bicicletta è pericoloso. Ho avvicinato anche L. Happer del gruppo Siam Bike Tour che mi ha risposto: “Heavy traffic, no security, difficult cycling”. In questo Paese dove “tutto corre tranne il traffico” pensare di visitarlo in bicicletta è l'idea più strampalata che possa passare per la mente di un cicloturista. Proverò a spiegarlo anche se impresa impossibile, perché non si può descrivere, bisogna solo viverlo. Paura, la mia, dovuta dalla sindrome del primo giorno? No di certo. Questa è una riflessione di molti giorni dopo. Più passavano i giorni più crescevano le sfavorevoli sensazioni. L'heavy traffic è dappertutto. Non esiste luogo che non sia compresso dal traffico. Ogni mezzo di trasporto piccolo, grosso o inventato, circola seguendo un codice personale più che stradale. Le biciclette sono assenti o rarissime. A Bangkok le strade sono larghe, larghissime, sopraelevate, ma il traffico non scorre; rimane lento e assetato di spazi. Il traffico pesante di camion e autobus è intenso. In alcuni punti sono disegnate corsie ciclabili ma deve trattarsi di un errore visto che vengono percorse da tutti i mezzi tranne che dalle bici. I marciapiedi sono mercati perenni all'aperto e su questi è difficile perfino camminare. Si possono definire “serie di buche collegate da frammenti di asfalto o cemento”. L'aria stradale creata dai fumi di scarico e dalle polveri sospese, bruciano narici e polmoni e te le ritrovi nel fazzoletto ogni volta che pulisci il naso. Molte le mascherine bianche sulla bocca degli abitanti, molti i medicinali inalanti e antiallergici per aprire narici e tentare di respirare meglio, tenuti in mano o in tasca dai passanti o trasportati. Eppoi si circola a sinistra. Non è piacevole pensare di poter eseguire operazioni istintive e doverle fare a rovescio. Gli autisti, perennemente col cellulare in mano, si distraggono spesso per salutare, per cercare bottiglie di acqua, per mangiare. I pedoni sono invisibili agli occhi di un un conducente di qualsiasi veicolo. Non credo di avere reso l'idea e aggiungo la descrizione di un itinerario su ciclabile che percorre l'area del museo delle barche reali. Qui immondizie, vetri, detriti, cani randagi e grossi ratti fanno bella mostra di se prima di raggiungere la biglietteria sulla riva del fiume. Eppure questa via è segnalata per turisti che volessero percorrere questo tratto in bicicletta. Una esperienza “fuori del comune”. Fuori della grande metropoli le cose non cambiano. I paesi attraversati in autobus o a piedi, hanno l'aspetto di carceri sovraffollate da dove nessuno intende evadere. Detenuti felici perlopiù di comprimersi tra loro nella ricerca di dare o ricevere benessere e felicità. Lungo la costa, verso le spiagge, qualche breve tratto ha le caratteristiche di poter essere chiamato strada. Nonostante i pali, i cartelloni pubblicitari, i fili elettrici a penzoloni, i margini stradali pericolosi, le buche sul fondo stradale dissestato, è possibile per brevi tratti potersi dedicare a pedalare in pace. Ma se viaggiare in bicicletta è una scelta fatta per il piacere di muoversi in tranquillità, per potersi guardare attorno senza pericoli, per respirare pulito, allora la Thailandia non ha queste caratteristiche.

TRaffico a Bangkok




siambiketours























Thailandia: cicloturisti inglesi investiti e uccisi da un camion

PS: Dopo aver scritto queste righe, leggo che in Thailandia il giorno 13 febbraio due ciclo-viaggiatori inglesi, Peter Root e Mary Thompson entrambi di 34 anni, sono morti investiti da un camion nella prima periferia di Bangkok. Amici da tempo, avevano intrapreso un giro del mondo in bicicletta. Ma la Thailandia è stata per loro fatale. Può succedere ovunque, ma in Thailandia è più facile che altrove.

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Commenti   

0 #9 Da Re Fernando 2017-08-21 09:11
Citazione Marco:
Premetto che io in Thailandia sono residente al centro nord . Non vi avventurate per le strade Thailandesi in bici è pericolosissimo , il 75 % di incidenti stradali sono dovuti a moto e ciclomotori . Stiamo parlando di locali , gente abituata a 40°

Grazie Marco del tuo contatto. Mi auguro che cambi qualcosa perchè è un Paese bello e accogliente.
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0 #8 Marco 2017-08-18 16:38
Premetto che io in Thailandia sono residente al centro nord . Non vi avventurate per le strade Thailandesi in bici è pericolosissimo , il 75 % di incidenti stradali sono dovuti a moto e ciclomotori . Stiamo parlando di locali , gente abituata a 40°
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0 #7 Ale 2014-10-12 22:31
Scusate ma mi permetto di dissentire. Son stato due volte in Thailandia, ci tornerò quest'anno e proprio in bici (seppur elettrica, non sono un gran ciclista purtroppo). Tre anni fa son stato a fare un tour di circa 5mila km, e nelle varie tappe ho sempre noleggiato il motorino. Eccezion fatta per Bangkok, dove non ho osato prenderlo, perché davvero davvero pericoloso!!
Ma il resto della Thai è veramente perfetta. Anche Phuket non la trovo così caotica, onestamente. La qualità delle strade varia da zona a zona, ma non ci sono troppi problemi di viabilità.

Confermo che esistono ben poche norme stradali, si guida "per ispirazione", a quanto pare, però non mi son mai trovato davanti a situazioni problematiche od incidenti.

Grazie delle tue informazioni. Ognuno davanti alle difficoltà puoò sentirsi diverso o solo, ma se ha buoni consigli è meglio. Grazie Ale. La Redazione
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+1 #6 zo 2013-05-19 10:17
Mio padre corre in bici e, passa in thailandia i sei mesi freddi del nostro periodo invernale e, la gira tutta in lungo e in largo da almeno 10 anni e, escludendo la zona di bkk che è vetamente caotica, nn ha mai avuto problemi


Grazie anche a te per la precisazione. Se tuo papà avesse un racconto da mandarci lo leggeremmo tutti. Grazie La Redazione.
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0 #5 simone 2013-05-16 11:53
Sito migliorato...grazie

Ok. Ora va bene. La Redazione
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+1 #4 Simone de Cicco 2013-05-09 13:35
per la redazione grazie ma abbiamo controllato e a noi sembra funzionare...

grazie e comunque e speriamo di rivedervi qui in thailandia...
Vi ricordo che abbiamo anche ottimi posti dove mangiare per un giro turistico senza dimenticare la enogastronomia locale e del ns. bel paese.


www.bikethaitours.com


Se avete un tour a tappe con descrizione dell'itinerario posso pubblicarlo. Grazie,
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+2 #3 Simone de Cicco 2013-05-07 08:58
Citazione luigino:
Che delusione mi era stata descritta cosi bella ed accogliente, forse si riferivano solo al mare e le spiagge. ciao e grazie.



luigino

www.bikethaitours.com

in tutta tranquillità
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+2 #2 Simone de Cicco 2013-05-07 08:57
Concordo in pieno quello che dici ed è per questo che con passione eprofessionismo ci siamo messi in testa di superare queste barire. Basta uscire da Bkk tappa che noi non facciamo ed è tutto diverso se poi viaggi in carovana assistita e ben segnalata tutto cambia di rispettano e tisorridono tutti. per questo chi volesse venire in thailandia con la propria bici o noleggiando le ns. potrà percorrere da Bangkok a Phuket i modo tranquillo ed immerso nella natura della meravigliosa Thailandia.... www.bikethsitours.com

Grazie per l'informazione. Apprezzo molto il vostro lavoro. Redazione Ciaobici.
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+1 #1 luigino 2013-02-20 12:25
Che delusione mi era stata descritta cosi bella ed accogliente, forse si riferivano solo al mare e le spiagge. ciao e grazie.
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