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Cicloturismo che passione

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Cos’è una passione e perché fa tanto bene coltivarla?

Quando Camilla Madinelli, giornalista del quotidiano L’Arena, condusse in gennaio la serata di presentazione del libro che ho scritto al ritorno dal mio viaggio in Armenia, mi invitò a parlarne agli animatori del gruppo giovani di Bure per raccontare l’esperienza e le ragioni che muovono questo tipo di passione.

 La serata di lunedì 28 Aprile ha permesso di continuare in me ed in Enzo il percorso di cambiamento già iniziato prima con il viaggio ed ora con gli incontri per la presentazione del libro e del video.

Ha scritto su l'Arena Camilla Madinelli  “Cicloturisti solitari, di quelli che macinano centinaia di chilometri col sorriso sulle labbra, ma anche viaggiatori dal cuore grande e aperti alle sollecitazioni del mondo e all’incontro con le persone. Fernando Da Re ed Enzo Pellegrini, amici e compagni di un lungo viaggio in Armenia, hanno incontrato una quarantina di ragazzi tra i 14 e 18 anni raccontando cosa significa per loro andare in bicicletta, perché hanno cominciato e perché non smetterebbero più. Soprattutto hanno testimoniato cos’è una passione e perché fa tanto bene coltivarla, per dare significato e pienezza alla vita. Gli adolescenti di Bure, infatti, insieme ai loro giovani animatori quest’anno stanno affrontando proprio il tema delle passioni. Per questo non hanno mancato di fare domande ai due ospiti dell’incontro. Pellegrini ha parlato ai ragazzi di come ha organizzato il viaggio con l’amico, in Armenia, percorrendo circa 600 chilometri in bicicletta da Tblisi (Georgia) a Yerevan, ma anche di come sia bello affidarsi alla Provvidenza e vedere che si manifesta quando meno te lo aspetti. Da Re ha raccontato alcuni incontri ed episodi del loro tour, leggendo anche certi passi del suo libro “Con l’Armenia nel cuore” 

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Il mio intervento ha privilegiato le motivazioni: tante quante potrebbero essere gli utilizzatori della due ruote rendendo partecipi i giovani sui molti motivi per cui si va in bici estratti dalle pagine raccolte in questo sito. Aggiungendo: “Cari giovani un viaggio, di qualsiasi tipo e in qualsiasi luogo, soprattutto in bicicletta, non si improvvisa mai. E’ vero, si deve lasciare alla strada la sua parte di improvvisazione, ma non fate mai del viaggio una avventura, una prova al limite delle vostre capacità, una conquista, una competizione. Una rivalità. La strada da percorrere in bicicletta deve essere presa con modestia, facendoci accorgere del piccolo posto che occupiamo nel mondo. Ma nello stesso tempo deve trasformarci. Insegnarci a vedere con occhi nuovi più che a scoprire come tanti Colombo o Magellano nuove terre. Non fate del viaggio una fuga da voi stessi ma un’occasione per cercare voi stessi anche nella fragilità delle vostre forze fisiche, nella temperanza e nel controllo del carattere che la strada stessa vi sta aiutando a plasmare. La bicicletta crea la massima intimità con i luoghi che attraversiamo e spesso si è fermi, bici in mano o posata ad un albero, stupiti, a contemplare quello che la natura ci elargisce. Viaggiare lenti insegna a scoprire grandi cose fuori e dentro di sé. Ognuno di noi che viaggia, osserva con la propria mente, scrive con il proprio pensiero, pagine e pagine. Un libro, racconto di viaggio, nasce così mettendo nero su bianco i propri pensieri”. Leggi il libro

 

Enzo Pellegrini ha accennato ad una decrescita felice e ha aggiunto: 

"Io, personalmente, viaggio con una bici vecchia di 25 anni, oliata e curata, con vecchie borse da viaggio che evidenziano qualche rattoppo, con una vecchia maglietta e con un compagno/amico di viaggio, vecchio anche lui, ma la cui amicizia è più recente della mia bicicletta e della maglietta. Accontentarsi. Accontentarsi di quello che si ha già, perché spesso non ci accorgiamo che quello che cerchiamo lo abbiamo già trovato e rinunciarvi per rincorrere nuove tecnologie o compagnie, ci potrebbe portare ad una cocente delusione nel capire che quello che cercavamo l'avevamo appena perduto. Allora possiamo capire che la nostra bicicletta è insostituibile; che le nostre borse da viaggio sono le più razionali; che la nostra maglietta, senza dubbio, è quella che più ci rappresenta; che il nostro amico/compagno di viaggio è il migliore e di cui non potremmo farne più a meno"

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