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Pedalande 2014 - da Lima a Buenos Aires

Il sogno di Dimitri e Alberto

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Dimitri e Alberto hanno un sogno: pedalare per raccogliere 6.000 euro (1 euro al km.) per sostenere i progetti di alcuni gruppi che operano nei Paesi che attraverseranno. Ci mandano un messaggio di sollecito:

 

Cari lettori, 

sappiamo che siete tanti. E ne siamo felici. Come sapete nelle nostre precedenti avventure non pubblicizzavamo il blog (che tenevamo solo per aggiornare chi ci vuole bene), mentre questa volta abbiamo deciso di aprirlo al pubblico perché vogliamo provare a sostenere i progetti delle Organizzazioni Non Governative che visitiamo. Per farlo vi chiediamo un piccolo sforzo da 1 euro in su e chiediamo anche la vostra collaborazione per diffondere ulteriormente la lettura del blog: consigliatela ai vostri amici!

Ci siamo prefissati come obiettivo quello di raccogliere 6000 euro (1 euro per ogni chilometro). Ma attualmente le quote raccolte sono molto al di sotto dei chilometri percorsi.

Durante il viaggio visiteremo 6 progetti (1 lo abbiamo già visitato e 1 lo visiteremo a breve): ognuno di voi potrà sostenere quello che più gli sarà piaciuto ma considerate di sostenere anche con piccole cifre due o più progetti.

Ora stiamo invitando a sostenere "Il mestiere di crescere", che Progetto Mondo MLAL sta sviluppando con il MANTHOC (il sindacato dei bambini lavoratori a Lima). 

Per sostenerlo potete 

- disporre un bonifico sull'IBAN IT07J0501812101000000511320 (Banca Etica) 

- donare con carta di credito cliccando https://mlal.fundfacility.it/?cam_rid=244
CAUSALE: "PEDALANDE - Sostegno Mestiere di Crescere"

Un grazie a chi ha già donato e a chi vorrà diffondere il blog.Se siamo tanti, un piccolo sforzo di ciascuno ci consentirà di raggiungere l'obiettivo. Riprenderemo i post il 9 ottobre (siamo a Cusco, indaffarati nel tentativo di raggiungere Machu Picchu - cosa non semplice a causa della chiusura di alcune tratte di ferrovia - il sito archeologico si può raggiungere solo in ferrovia). Nel frattempo abbiamo chiesto a Corinna Lenelli - cooperante di Progetto Mondo MLAL - di preparare il post di questa sera. In giornata aggiungeremo le foto dei giorni precedenti. A presto e grazie. Alberto e Dimitri

Negli ultimi giorni abbiamo studiato le diverse possibilità di raggiungere Machu Picchu... in bici ci vuole una settimana per andare e tornare da Cusco (c'è un passo - Abra Malaga - a 4300 con 50 km di salita e 50 di discesa e una buona parte è sterrato)... non c'è tempo. In treno è troppo costoso e scomodo (dovevamo prendere un taxi per 50 km perché la ferrovia non parte da più da Cusco causa frane).
Alla fine scegliamo il pulmino che in 7 ore di viaggio ci porta fino all'ultima stazione ferroviaria raggiungibile (Hidroelettrica) per poi proseguire a piedi fino a Aguas Calientes (il paesino da cui si sale a Machu Picchu)... "Mapi" - come la chiamano i turisti - si può raggiungere solo in treno o a piedi. Nel viaggio di andata Alberto viene colpito da una potente gastroenterite (la seconda dalla partenza) ma grazie ai sacchetti di plastica di cui eravamo dotati, ha potuto comodamente vomitare in pulmino senza arrecare ritardi al gruppo. Alla guida del pulmino c'è un pilota di Formula 1 o meglio un peruviano che si crede tale (pur guidando un mezzo con 17 persone a bordo). La nausea è poca cosa a confronto con i peli fatti ai mezzi che venivano in senso contrario e le derapate in curva. L'ultima parte del percorso è su strada sterrata e comporta l'attraversamento di precipizi su ponti di legno che avremmo avuto qualche dubbio ad attraversare in bici, immaginate in pulmino. A bordo pista lo strapiombo e per questo ogni volta che si incrocia un altro mezzo, le grida del pubblico femminile si esprimono in tutta la loro altezza.
Arrivati a Hidroelettrica (dove appunto c'è solo una centrale), si inizia una scarpinata di 12 kmIMG 1485 dimitri nella lussureggiante vegetazione subtropicale lungo i binari del treno fino a Aguas Calientes, un paesino da far west dove nella strada principale passa la ferrovia senza alcuna protezione o sistema di sicurezza. Nonostante il nome del paese nel nostro alloggio - che condividiamo con un colombiano, un australiano e un francese, la doccia è fredda. E questa è la cronaca di ieri... Questa mattina sveglia alle 4, perché bisogna essere al cancello di salita a Machu Picchu alle 5 per salite a piedi 1700 gradini e trovarsi all'ingresso - dove c'è l'appuntamento con la guida - alle 6.
Incredibile: alle 5 - immersi nel buio - davanti al cancello ci sono 200-250 giovani pronti a scattare sulle scale... salvo poi arrancare dopo pochi gradini.
Alle 6 siamo all'appuntamento. La città degli Inca è immersa nelle nuvole. Entriamo e cominciamo la visita guidata che dura due ore: vediamo la Casa dell'Inca (l'imperatore, che vi soggiornava alcuni giorni l'anno), l'Orologio Solare, il Tempio delle Tre Finestre (il regno dell'aria, del terreno e quello sotterraneo). Nel complesso l'abitato ha tre tipi di edifici: quelli sacri, quelli abitativi (per la classe media) e quelli dedicati all'attività di gruppo (scuole, officine, ospedali).
Proprio al termine della visita guidata le nuvole si diradano... e finalmente Machu Picchiu (in quechua "Montagna Vecchia") ci appare in tutto il suo splendore, circondata da vertiginosi picchi ricoperti di vegetazione. Concordiamo che la città in sé e per sé non è moltissimo di più delle marogne della Valpolicella ma il contesto è davvero sublime. E si capisce perché la città era sacra per gli Incas e perché quando l'ultimo imperatore ha compreso che sotto i colpi dei conquistadores l'impero sarebbe caduto né ha ordinato l'evacuazione e la distruzione delle vie d'accesso (ragione per cui la città è stata scoperta solo nel 1911 dall'americano Hiram Bingham guidato dai contadini locali che ne conoscevano l’esistenza). Saliamo anche alla Porta del Sole antico accesso alla città sacra, mentre il Wayna Picchu (la "Montagna Giovane" - quella che appare classicamente alle spalle della città nella vista classica) non è accessibile perché bisogna prenotare la salita con un mese di anticipo.


La visita termina alle 11.30: dobbiamo scendere ad Aguas Calientes a prendere il treno che ci porterà a Hidroelettrica dove il nostro pilota di Formula 1 ci aspetta per le 7 ore di ritorno (durante le quali però prenderà una multa per aver cercato di evitare un ingorgo dovuto ad una esercitazione antisismica!!! Si vede che in Perù costituisce infrazione...)... Tornati a Cusco, gli amici di OMG ci aspettano con un piatto di orzata calda!
La visita a Machu Picchu - sebbene sia uno dei santuari mondiali del turismo di massa - merita veramente la faticaccia che si deve fare per rag

http://pedalande2014.blogspot.it/p/approfondimenti.htmlgiungerla!

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