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Fotocamera al seguito

berlino-donne a confrontoIn bicicletta sempre

fotocamera al seguito

 

“ al Mare del Nord al Mare Baltico con fotocamera al seguito”: è questo il titolo della presentazione di Fernando Da Re al Circolo Fotografico Veronese del 13 Febbraio 2009. Qui di seguito  il testo scritto della sua relazione.

in collaborazione con Circolo Fotografico Veronese

Una Comet-Bencini fu la prima macchina fotografica che incontrai. Una levetta da alzare o abbassare in caso di sole od ombra, un "pirulino" (che molto tempo più tardi chiamai otturatore) da schiacciare, uno sportellino posteriore da aprire e chiudere con curiosità. La trovai in casa nel 1960 dopo il ritorno dal viaggio di nozze di mia sorella. All’ epoca le fotocamere si potevano noleggiare. Avevo 13 anni, fu un singolare incontro, certamente fortunato se ancora adesso la fotografia occupa parte del mio tempo libero.  Ho sempre legato la fotografia ai viaggi, grandi o piccoli che fossero, ottenendo ricordi sempre grandi più che piccoli. Dalla Comet, alla attuale digitale HP, attraverso la Ferrania, la Petri, le diverse Olimpus il passo non fu breve: quarant'anni, lungo i quali ho osservato con l' occhio destro aperto e quello sinistro strizzato un mondo da imprimere, nella mente prima e nella pellicola poi, che si manifestava attraverso suggestioni che mi accadevano dentro e attorno. Due occasioni cambiarono la mia attività da appassionato a fotoamatore: l' incontro con Giancarlo Molinari e Vanni Simoncini (all’ epoca colleghi di lavoro) e la frequentazione, loro tramite, del Circolo Fotografico Veronese. Da Re, Molinari, Simoncini erano cognomi che non venivano più citati singolarmente. Il trio adottò un comportamento uniforme nell' approfondimento delle immagini e, dai comuni viaggi ed escursioni, restituivano, nella diversità culturale e ideologica che ognuno possedeva nell'approccio al soggetto, fotografie diverse nel contenuto e nella tecnica. Istintivo e magistrale Molinari, tecnico e raffinato Simoncini furono presto chiamati da tutti maestro e svizzero. Il Circolo Fotografico Veronese in quel periodo anni 70/80 esprimeva un livello di opere elevato in tutti i circoli Italiani ed esteri presso i quali i suoi componenti si misuravano nei concorsi fotografici periodici. Boarini, Venturini, Ongaro, Costantini, Bassotto, Tomelleri, Pergher, Zucconelli, Bianchi e naturalmente Molinari e Simoncini ne erano i soci più rappresentativi. Ed io? Io giocavo a far fotografia con l'intenzione di diventare bravo come loro. Con maestri come i componenti del circolo, arrivarono anche per me gli attestati di ammissione alle mostre, ai concorsi, poi anche i premi. Soddisfazioni e gratificazioni che premiarono l'impegno e l'approfondimento da me profuso. Ho sempre ritenuto che mettere a disposizione le proprie esperienze possa aiutare a contribuire all'accrescimento della cultura di tutti, anche se molto spesso le esperienze risultano difficilmente trasmissibili. La mia pluriennale esperienza di fotoamatore unita a quella di cicloturista e appassionato di scrittura, mi ha portato alla elaborazione di un sito web, novità prima di tutto per provare a me stesso che esistono sempre nuovi modi di vivere e perché spinto a farlo da amici che hanno apprezzato i miei primitivi tentativi. ”Io non so se andare in bicicletta mi farà vivere più a lungo, certo mi farà vivere meglio". Mi scuso di non ricordare l'autore della citazione. Certo è che da quando dedico le estati a trascorrere più settimane a viaggiare in bicicletta, lungo gli itinerari che mi preparo,  ho notato che l'Europa a portata di pedale è una fonte inesauribile di ambienti e arte nelle più volte dei casi poco viste dalle grandi masse. Viaggiare senza stress, percorrere distanze anche notevoli con tranquillità, nel silenzio, attraversare paesaggi da cui l'automobile è esclusa, si rivela "una esperienza terapeutica, profondamente disintossicante e liberatoria". La mia esperienza di cicloturista conferma che viaggiare è possibile, appassionante, proficuo anche se non ci si spinge lontano. "Un viaggio richiede curiosità, apertura mentale, spirito di iniziativa: tutte qualità che non possono essere delegate ad altri. Il viaggio per sua natura è soprattutto un momento di crescita e di completamento, non può essere la valvola di sfogo per le tensioni accumulate durante l'anno. I viaggi compiuti a ritmi incalzanti sono inutili quanto faticosi. Ogni viaggio richiede una preparazione, deve essere pensato e progettato, ma si deve lasciare anche spazio all'ispirazione del momento. L’improvvisazione viene prese in custodia dall’istinto. Una volta compiuto, il viaggio, non deve essere ostentato come status simbol, quanto piuttosto pienamente assimilato e fatto proprio, ricordando, approfondendo la conoscenza dei luoghi visti, mantenendo contatti con le persone incontrate. Il viaggio non è una merce, è prima di tutto un'esperienza morale ed intellettuale, un diverso modo di guardare il mondo." Claudio Visentin - Il sole 24 ore spa
Voi questa sera vi aspettate fotografie, ci sono! Non sono riprese con la testa di tempo fa, ma con un nuovo pensiero quello  di aiutare a viaggiare. C’è la possibilità che qualcuno ci trovi qualcosa in più. La necessità ha indirizzato le mia ricerca verso una nuova via, una ciclovia, percorrendo la quale tento, pur nella novità, di restare fedele al gusto acquisito, alla sensibilità maturata, alla ricerca di nuove emozioni e alle esperienze vissute al circolo.
E parafrasando C. Guerzoni, giornalista e scrittore, ”trattengo nei pixel della mia foto-camera, come la mano che trattiene una lucciola impaurita, gli  istanti sfuggiti al razionale computo del tempo”. Gli insegnamenti ricevuti, i dibattiti sui contenuti, gli scambi culturali  che questo ambiente, il Circolo Fotografico Veronese, mi ha dato nessuno me li toglierà più.  Lunga vita al circolo.
Segue proiezione del Dvd “Norseekusten Radweg” dell’estate 2007 e “Viaggio Berlino-Kopenaghen, Costa Mare Baltico, Usedom-Berlino” tutte dell’estate 2008. Il dibattito successivo ha portato l’interesse degli intervenuti sul mio modo di viaggiare. La bicicletta dunque ancora protagonista.

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