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Vi presento: Fernando Da Re fotoamatore
Una Comet-Bencini fu la prima macchina fotografica che incontrai. Una levetta da alzare o abbassare in caso di sole od ombra, un "pirulino" ( che molto tempo dopo chiamai otturatore) da schiacciare, uno sportellino posteriore da aprire e chiudere con curiosità.
La trovai in casa nel 1960 dopo il ritorno dal viaggio di nozze di mia sorella.
Avevo 14 anni, fu un singolare incontro, certamente fortunato se ancora adesso la fotografia occupa parte del mio tempo libero.
Ho sempre legato la fotografia ai viaggi, grandi o piccoli che fossero, ottenendo ricordi sempre grandi più che piccoli.
Dalla Comet, alla attuale digitale HP, attraverso la Ferrania, la Petri, le Olimpus il passo non fu breve: quarant'anni, lungo i quali ho osservato con l' occhio destro aperto e quello sinistro strizzato un mondo da imprimere, nella mente prima e nella pellicola poi, che si manifestava attraverso suggestioni che mi accadevano dentro e attorno.
Due occasioni cambiarono la mia attività da appassionato a fotoamatore: l' incontro con Giancarlo Molinari e Vanni Simoncini e la frequentazione del Circolo Fotografico Veronese.
Da Re, Molinari, Simoncini erano cognomi che non venivano più citati singolarmente. Il gruppo adottò un comportamento uniforme nell' approfondimento delle immagini e dai comuni viaggi ed escursioni restituivano , nella diversità culturale e ideologica che ognuno possedeva nell'approccio al soggetto, fotografie diverse nel contenuto e nella tecnica. Istintivo e magistrale Molinari, tecnico e raffinato Simoncini furono presto chiamati maestro e svizzero.
Il Circolo Fotografico Veronese in quel periodo anni 70/80 esprimeva un livello di opere elevato in tutti i circoli Italiani ed esteri presso i quali i suoi componenti si misuravano nei concorsi fotografici periodici. Boarini, Venturini, Ongaro, Costantini, Bassotto, Tomelleri, Pergher, Zucconelli, Bianchi e naturalmente Molinari e Simoncini ne erano i soci più rappresentativi.
Ed io? Io giocavo a far fotografia con l'intenzione di diventare bravo come loro.
Arrivarono anche per me gli attestati di ammissione alle mostre dei concorsi, poi anche i premi.
Soddisfazioni e gratificazioni che giustificarono l'impegno e l'approfondimento profuso.
In questa rubrica porto alla visione alcuni miei scatti più importanti o più amati divisi in passato remoto, passato prossimo. Il presente è dedicato, non sempre ma spesso, a raccogliere immagini per questo sito. La necessità ha indirizzato le mia ricerca verso una nuova strada, una ciclostrada, percorrendo la quale tento, pur nella novità, di restare fedele al gusto acquisito, alla sensibilità maturata, alla ricerca di nuove emozioni e alle esperienze vissute nel trio.
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