Enzo Pellegrini

Difficile immaginare Enzo Pellegrini senza la sua macchina fotografica. Una fotocamera con un obiettivo snodato che fotografa in tutte le posizioni. E me lo rivedo continuamente steso a terra, alzare le braccia o allungarle davanti a sé o posizionare la fotocamera per il rapido autoscatto per sé o per tutti. Costruisce immagini emozionali e di forte suggestione. Enzo esprime una indole singolare: alla sua necessità di mistica interiorità e libertà, accompagna spesso relazioni con il gruppo che diventano mano mano più sincere più il tempo passa.

in collaborazione con barra aforismi

E alla fine ti accorgi e si accorge che, la compagnia, è un piacere viverla. Racconta, racconta, racconta. “E allora scrivi” gli dissi. E lui ci provò. Qui, per lui, ci sarà sempre spazio e sono sicuro che lo riempirà. Viaggia spesso, vede e osserva, sente e fotografa. La bici gli è compagna in molti dei suoi movimenti e viaggi. Un abbigliamento sportivo e ricercato, veste la sua figura dinamica di ironico e sentimentale.

Educato all'arte in famiglia, dopo i suoi studi tecnici, si trova a suo agio tra linee, curve, forme e figure essenziali che richiamano architetture creative di grandi personaggi. Lo ebbi con me in alcuni ciclo-viaggi attraverso i Paesi Baltici. Si rammarica ancora di un mazzo di rose rosse abbandonate, che lui raccolse per portare a casa. Custodite con cura per una intera giornata, ma poi dimenticate su una poltrona all'aeroporto. La corsa per trovarle, lo stupore per non averle più trovate, il sorriso per aver pensato che saranno servite a qualcun altro, innamorato come lui. Tornando da un viaggio, di lui scrissi: “lupo solitario sempre più spesso si avvicinava al branco per raccontare i suoi umori”. Ora, anche lui, scrive.

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