Cose dell'altro mondo

Cose dell'altro mondo 

Anche questa mattina, come tutti gli altri giorni, ho trovato sulla ciclabile per venire al lavoro due camioncini in sosta e un motorino in corsa. Ordinaria [cattiva] amministrazione.

In collaborazione con Amici della Bicicletta Fiab Verona

Dicono i vigili - ai quali mi rivolgo con regolarità - : " lei ha ragione ma noi non abbiamo i mezzi e il personale per controllare, manca, inoltre, la coscienza civica dei cittadini". Vero, verissimo, anzi banale. Il difetto principale di noi Italiani - me compreso - è la carenza di senso civico. Io stesso devo concentrarmi per non infrangere le regole. Oltrettutto sono talmente tante da rendere impossibile rispettarle.

Uno dei miei tre lettori, che d'ora innanzi non mi leggerà più, obietterà che lui rispetta tutte le regole. Contesto a ragion veduta: per rispettare tutte le regole bisognerebbe conoscerle tutte. Chi può affermare di conoscere tutte le leggi statali e regionali, i regolamenti, le ordinanze, le delibere, i decreti, le circolari vigenti? Nessuno.
Mi dispiace, terzo lettore, che tu sia convinto di essere in regola. Hai torto marcio.

Ti do una piccola dimostrazione: quando stai andando sulla ciclabile e la trovi occupata da un camion, che fai? Secondo me la cosa più saggia è esprimere ad alta voce e con linguaggio colorito il tuo disappunto e scendere sulla corsia delle auto. Ovviamente infrangerai il codice della strada, secondo il quale saresti obbligato a rimanere sulla ciclabile finché non si liberi. Così, però, eviterai lo scontro fisico con l'invasore e le rampogne del capo per il ritardo sul lavoro.
Tutt'altra musica sulle piste tedesche, dalle quali sono appena tornato.

Le piste, in quel paese marziano, sono ben segnalate, sia in orizzontale, sia in verticale. Le tabelle di direzione indicano chiaramente il nome della pista (Donau radweg, Neckar radweg…). Non ci sono auto in sosta sulla ciclabile e, agli incroci, gli automobilisti si fermano per lasciar passare i ciclisti. Roba dell'altro mondo!

E' questione di educazione? Certo! Allora chi deve faccia opera di educazione, anche -perché no?- nei confronti dei ciclisti indisciplinati. Diversamente non si costruiscano le piste e si affidi la tutela dei ciclisti alla loro abilità nello schivare i pericoli o alla fortuna.

Certo non sarebbe il massimo, ma almeno ci sarebbe in giro meno ipocrisia da parte di chi crede di risolvere il problema della ciclabilità con qualche chilometro di piste costose, mal congegnate e abbandonate alla mercé di automobilisti e centauri.

A presto.

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