Camino di Santiago, da Parigi a Saint Jean Pied de Port

La parte francese per la prima volta raccontata in esclusiva per questo sito. Partendo da Parigi, il « gran cammino di San Giacomo» è il solo itinerario menzionato dalle descrizioni dei pellegrini (o jacquets) venuti dal nord o dal nord-est dell'Europa, che raggiungevano, passando da Orléans o Chartres, il celebre santuario di San Martino di Tours; questo ha dato il nome al percorso: via Turonensis. In collaborazione con Aforismidi di viaggio, il sito guida dei tuoi programmi di viaggio.

Erano un po’ di anni che avevo archiviato il discorso Santiago, ma prima o poi il Cammino si rifà vivo. Dopo aver fatto praticamente tutti i cammini in Francia, che diventano uno solo, come dice  Aymeric Picaud già nell’XI secolo nella sua “Guida del pellegrino di Santiago”: il Cammino di Le Puy e quello di Arles a piedi; quello di Vezelay in bici; mi rimaneva da fare quello da Parigi a Saint Jean Pied de Port. Così eccomi in partenza da Milano con il TGV e la bici nel sacco, con l’intento di percorrere questa via che ha l’antico nome di Via Turonensis.

0602 Cartina Percorso in Francia risultato

Il mattino seguente rimonto la vecchia bici dei miei 17 anni, che ormai conta ben 52 anni, é una ex bici da corsa, ma intendiamoci io non ho mai fatto corse, riadattata come bici da strada. Insomma una bicicletta leggera e un po’ fragile ma a cui tengo, “la mia”. Al mattino presto, so che sul Cammino i pellegrini che partono presto sono in marcia alle sei, ma io non sono mai partito così presto, solo in alcune tappe lunghe fatte a piedi, quindi presto, ma alle otto tolgo la bici dalla sacca e la rimonto. Sul portapacchi appositamente allargato blocco lo zaino con delle corde elastiche, è lo stesso zaino che ho portato in spalla nei precedenti Cammini, anche questa è una questione affettiva.

1° tappa - Parigi-Mereville - km 124

Bando alle ciance! Esco in strada e attraversata la Senna raggiungo Notre Dame de París, la grande cattedrale iniziata nel 1163, il primo esempio di gotico in Francia a lei si sono ispirate le imponenti cattedrali gotiche che circondano Parigi. Il suo stile è semplice con qualche reminiscenza romanica, ma già ci sono le ampie finestre che permettono alla luce di entrare ed illuminare l’interno. Io però non entrerò c’è troppa fila e ci sono già stato più volte, preferisco mettermi in marcia, la tappa oggi non sarebbe delle più lunghe, ma temo che l’uscita da Parigi possa risultare problematica. Quindi mi porto al centro della piazza dove sul pavimento una rosa dei venti segna il chilometro zero della Francia, foto di rito e via alla tour Saint Jacques, appena al di là dell’altro ramo della Senna che circonda l’Ile de France. L’alta torre è ciò che rimane dell’antica chiesa di Saint Jacques de la Boucherie, del quartiere dei macellai; da secoli da qui partono i pellegrini diretti a Santiago di Compostella. In cima alla torre un enorme San Giacomo il Maggiore, indica la strada ai pellegrini, ai quattro angoli le statue simbolo degli evangelisti. Il resto della chiesa é stato abbattuto nel 1795 dopo la rivoluzione.

0629 Parigi Notre Dame risultato

Riattraverso la Senna e risalgo la collinetta che mi porta al Convento di Saint Jacques de Auth-Pas quello dei frati italiani di Alto Passo, che si erano stabiliti proprio qui, dove inizia il Cammino. Il convento lo trovo chiuso ma la chiesa è aperta. Entro e il sagrestano di origini nordafricane mi accoglie e mi fa il primo “tampon” quello di partenza. Chi ha fatto il Cammino di Santiago sa che il tampon in Francia, detto “sello” in Spagna é il timbro che solitamente i pellegrini si fanno fare sulla credenziale, il documento che certifica lo stato di pellegrino, al punto di arrivo la sera. Quest’anno ho deciso di farmi fare i tampon solo nelle grandi cattedrali. Prima di ripartire il sagrestano mi dà due piccole spille di buon auspicio.

0636 Parigi Notre Dame km zero risultato

Inforco la rue Saint Jacques e via in direzione sud. È lunga la strada che porta alla sera. Infilo la coulèe verte, la pista ciclabile marcata di verde, ma non è facile seguirla troppi lavori la interrompono e mi costringono a fare lunghi tratti di aggiramento: in definitiva perdo la strada, tra l’altro le cartine che ho stampato sono 1:20.000 e per poter seguire le strade di città dovrebbero essere di maggiore dettaglio. Chiedo di qua e di là e riguadagno la via che mi porta a Palaisseau, avrebbe dovuto essere una ciclabile, ma sono finito anche sulla nazionale, che ho lasciato alla prima uscita. Intanto ho attivato il percorso in bici sul satellitare del telefonino, che mi porta anche in stradine di campagna sterrate, ma anche in brutali sentieri per trattori invasi da erba alta schiacciata, non certo adatti alle piccole ruote della mia bicicletta che tendeva a scivolare.

0656 Arpajon Campagna risultato Intanto arrivo ad Arpajon dove trovo una bella chiesa romanica in pietra, un attimo di respiro dopo le fatiche della città, 40 km fuori Parigi, ormai in piena campagna con il grano maturo che ondeggia al vento. Il satellitare tende a riportarmi sulla statale. Chiedo a una signora con bici da corsa come inforcare una stradina per Mereville che mi tenga fuori dalla statale, la spiegazione è complessa, e la signora decide di accompagnarmi per un tratto, passati svincoli e cavalcavia dopo 5 km ci immettiamo su una strada diritta che mi dice di seguire tenendo la destra, perché a sinistra ci sono le colline, la strada é più lunga e ci sono continui sali scendi. Saluto, ringrazio e vado. Poco dopo davanti a me ci sono le belle colline francesi e cominciano i sali scendi, ho capito che sono finito sulla strada più lunga. A 20 km da Mereville un nuovo malinteso col satellitare mi aggiunge altri 20 km. Per farla breve arrivo alla “gite Mereville”, il rifugio che mi attende che ho fatto 125 km, 40 più del previsto. Domani dovrò organizzarmi meglio.

0641 Parigi Tour Saint Jacques Statua di San Giacomo risultato

0659 Arpajon Dintorni risultato

2° tappa - Mereville-Beaugency - km 89

Visto come é finita ieri, 40 km in più e arrivo la sera alle 7:30 ho messo a punto una semplice strategia per il futuro: terrò d’occhio le mie cartine ed il satellitare del telefonino e ogni 5 km circa farò il punto sulla mappa, eviterò le sterrate sconnesse aggirandole anche allungando un poco la strada, percorrerò invece le sterrate meno dure. Prima di partire faccio una revisione della bici, ieri sera il freno anteriore mi sembrava allentato, lo stringo forte e si rompe il filo, meno male che ieri ha resistito. Accedo alla mia borsa ricambi e lo rimpiazzo, faccio colazione e sono pronto per lasciare la “gite”. Le gite sono i rifugi di Francia, in genere sono camerate comuni con letti a castello, con bagni e cucina in comune. Questa aveva anche una camera singola, la mia, inoltre dato che ero l’unico ospite, (questa via non é tanto frequentata dai pellegrini) avevo a mia completa disposizione sia i servizi che la cucina e mi avevano preparato una cena fredda. In seguito andrò quasi sempre in alberghi perché, lo confesso, amo sempre di più il confort.

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Finalmente parto. Stamattina la campagna francese é inondata dall’oro del grano maturo, é dappertutto quasi non si riesce a vedere altro: meraviglioso. Ogni tanto all’orizzonte appare un paesino che poi viene di nuovo inghiottito dal grano. Intanto quasi senza accorgermi entro, meglio dire scivolo dentro Orleans, seguo la linea del tram e davanti a me, sopra i palazzi, compare la sagoma della cattedrale. Un parco domina la scena alla mia sinistra, ho fatto 50 km é quasi mezzogiorno e decido di sostare nel parco per rilassarmi un poco e mangiarmi il panino che mi sono fatto con gli avanzi dell’abbondante cena della gite.

0678x Orleans Notre Dame Vetrate dedicate a Giovanna dArco risultato

Orleans é nota per Giovanna d’Arco, la “pulzella d’Orleans” che nel 1429 qui guidò le armate francesi contro gli inglesi riportando una vittoria che cambiò le sorti della guerra dei cent’anni. Ad Orleans c’é un museo nella presunta casa di Giovanna d’Arco, io però non ci andrò, seguirò le orme del Cammino che conducono alla grande Cattedrale della Santa Croce. Percorrendo la via Giovanna d’Arco la Cattedrale si staglia davanti nella sua maestosità. Fu ricostruita nel 1601 dopo le guerre di religione che avevano devastato la vecchia cattedrale gotica del ‘200 ispirata a Notre Dame de París. L’interno è vasto e imponente. Della vecchia cattedrale del XIII secolo conserva le cappelle dell’abside, all’interno il chiosco dispone di un prezioso tampon per la mia credenziale. La mia prossima meta in città é la Chiesa di Saint Aignan. Nell’XI secolo era una delle più grandi del reame, ma anche qui le guerre di religione han fatto la loro parte rasandola al suolo. L’attuale chiesa del XV secolo é meno imponente; dell’antica chiesa conserva la cripta. Scendo alla Loira e davanti a me c’é il ponte reale costruito nel 1748 e inaugurato dal marchese di Pompadour.

0692 Loira risultato

Ora il mio cammino segue la Loira fino alla meta di oggi: Beaugency, 30 km più avanti, da qui vedo già partire la ciclabile che costeggia il fiume, é sterrata ma ben messa. La Loira mi accompagna sul percorso con le sue anse, con le sue isole e con la sua vegetazione lussureggiante che riempiono gli occhi. Ad un certo punto la pista, sempre più stretta finisce, e trascinando la bici al di là di un costone di terra, mi allaccio ad un altro sentiero che però termina su uno spiazzo poco dopo. Un sentiero si allontana dal fiume e raggiungo la strada provinciale che segue la Loira fino a Beaugency, é trafficata ma non troppo. Arrivo nella cittadina che ha il castello come le più note città sulla Loira, ma lei é un piccolo gioiello nascosto. L’albergo dove mi fermo ha un nome evocativo, i Templari. Oggi ho percorso solo 5 km più del previsto, mi rinfresco ed esco per esplorare a piedi la città.

0698 Beaugency risultato

La via che scende verso il fiume ha al centro un piccolo canale con spalliere decorate con vasi di fiori, trasmette un piacevole senso di antico. Ho già visto dove andrò a mangiare stasera: è troppo bello quest’angolo del canale! In centro raggiungo il “donjon” dell’XI secolo, il torrione è ciò che rimane delle antiche mura a difesa della città. Il castello a quest’ora é già chiuso, non mi rimane che rimirarlo dall’esterno. In compenso sono aperti l’Abbazia di Sant’Agostino e l’annessa chiesa di Notre Dame del XII secolo. Un’imponente costruzione romanica che ha superato quasi indenne le guerre di religione. L’interno della chiesa è semplice a tre navate, con colonne romaniche e capitelli decorati. Scendo poi al ponte che con venti arcate attraversa la Loira, con maestosità impressionante, si sente il respiro del fiume che passa sotto di lui. A lato del ponte è stata ricavata una piccola spiaggia dove dei bagnanti si godono gli ultimi raggi del sole prima del tramonto. Da qui i soliti riti della sera chiudono la mia giornata.  (foto e testi di Luigi Mauri)
FINE PRIMA PARTE                 LEGGI SECONDA PARTE                                                                                          0719 Beaugency Ponte risultato                                                            0708 Beaugency Abaziale Notre Dame risultato

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Fernando Da Re

Un cuore, due gambe e una bicicletta. In testa sempre la fresca vivacità di raccontare. Il risultato lo ritroviamo in questo sito da lui creato e portato avanti con l’entusiasmo e l’impeto dell’atleta che cerca risultati.


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