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Cicloturismo in Armenia e Provvidenza

armenia enzo due

 

Cicloturismo in Armenia

commento sul viaggio di Enzo Pellegrini

 

 

Noi, cicloturisti solitari, godiamo di un privilegio. Serbiamo un contratto non scritto, ma efficace, con la Provvidenza; parlo della Provvidenza in senso Manzoniano, di questa forza superiore che agisce con Noi ed interviene a determinare i fatti e le circostanze per volgerli al bene.

Questo viaggio e' stato effettuato a giugno 2013, ma in realtà, è iniziato quando Fernando mi ha chiesto di andare in Armenia, alcuni mesi prima.   Alla domanda io risposi con un'altra domanda, quella che mi hanno rivolto tutti coloro a cui ho parlato e sto parlando dell' Armenia " Ma è sicura e dov’è esattamente?"  Fernando disse che pensava di partire anche da solo, ma che sua moglie probabilmente non lo avrebbe gradito.  Conoscendo un po' sua moglie pensai che sarebbe andata proprio così, quindi, per non lasciare infrangere il sogno di Fernando, mi sacrificai accettando l'invito.  Comunque passai i mesi che ci separavano dalla partenza nel sistemare le varie cose da definire in modo tale da partire sereno senza asciare sospesi.  Ora, dopo aver percorso lentamente parte della Georgia e dell' Armenia posso dare la mia risposta: " Si, è sicura ", non solo, ma credo che l'accoglienza trovata in armenia enzo unoArmenia non la si possa trovare facilmente in altri luoghi. Siamo partiti con un minimo di organizzazione, principalmente prestando attenzione ai luoghi da visitare, lasciando ampio spazio all'improvvisazione lungo il percorso.     Come ho già esposto in poche righe nel mio modesto contributo al libro ci siamo trovati, naturalmente e da subito, a pedalare da soli; un po' perchè Fernando era più allenato di me ed un po'  perchè, man mano che procedevamo, sentivamo la necessità di succhiare il contesto che ci accoglieva senza corpi estranei provando così sensazioni metabolizzate da occhi ed animi diversi, ma non differenti.  Per dirla con Facebook era un paesaggio su cui potevi cliccare un "mi piace", ma non poteva essere condiviso. E' come una specie di gelosia; poco importa chi sia passato prima o dopo di te, l'importante è che quando ci sei tu, non ci sia nessun' altro.   E poi questi personaggi che apparivano all'improvviso senza alcuna logica apparente. Cosa ci faceva quel signore anziano ad oltre 2000 mt che, tenendo in un modo curioso un bastone, proveniva da chissà dove e procedeva verso una vallata di erba e sassi su uno sfondo di cime innevate? E quel vecchio con il ragazzo, alla fonte, i quali ci impartiscono l'ennesima lezione sull'ospitalità armena; cosa ci faceva e cosa voleva trasmettermi la forma eterea che si è materializzata nel caravanserraglio del Selim Pass ….. ed altro ancora.     Noi, cicloturisti solitari, godiamo di un privilegio. Serbiamo un contratto non scritto, ma efficace, con la Provvidenza; parlo della Provvidenza in senso Manzoniano, di questa forza superiore che agisce con Noi ed interviene a determinare i fatti e le circostanze per volgerli al bene; quella che ti fa trovare il pane quando hai fame, l'alloggio quando sei stanco, l'aiuto morale alla bisogna, l'aiuto materiale quando la situazione sembra precipitare. E questo viaggio ne ha dato una ulteriore dimostrazione.

Vorrei concludere con un pensiero, a me molto caro, con il quale finiscono alcuni racconti Armeni  che recita cosi : "dal cielo caddero tre mele, la prima per chi aveva parlato, la seconda per chi aveva ascoltato e la terza… per chi aveva capito" .

(Enzo Pellegrini)

armenia enzo tre

Armenia

irene con libro 2

"Leggo il libro di mio nonno

perchè è dedicato a me"

Fernando Da Re ha provato tante emozioni in questo suo recente viaggio e non le trattiene per sé. Le espone in un libro in uscita in questi giorni nelle librerie. “Con l’Armenia nel cuore” ( Oragiovane Edizioni di Padova, 144 pagine, 12,00Euro)