Svizzera, non solo cioccolato!

non solo cioccolato

La proverbiale pulizia della Svizzera! “Ma mi faccia il piacere!” Con tutte quelle strade imbrattate di colore giallo a strisce e geroglifici indicanti un marchingegno con due cerchi ed un paio di triangoli! Sono a Basilea e mentre sto esaminando questo scempio, un bimbo, evidentemente incuriosito dal mio atteggiamento contrariato, mi spiega in Europanto (parlando molto lentamente) che si tratta di comunissime piste ciclabili . E se ne va.

in collaborazione con barra aforismi

Tutto questo spazio sottratto alla circolazione degli autoveicoli mi confonde, ma riprendo il cammino in direzione del Vitra Design Museum in territorio germanico e della Fondazione Beyeler in territorio Svizzero. Costeggio la riva del Reno, laddove la pianta della città evidenzia un attraversamento, Anche qui le medesime strisce gialle e solo gialle che conducono all’imboccatura del ponte.

Ma dov’e’ finito il traffico? Un cartello addirittura lo proibisce. Come? Riservato a pedoni e biciclette? Che spreco di risorse! Mi incammino sulla passerella delle Tre Nazioni (2007 la piu’ lunga passerella ciclo/pedonale con i suoi 238 mt) vera opera d’arte in acciaio che costituisce una piccola cerniera europea, simbolo di cooperazione, intesa e pace.

Mi sporgo per osservare una chiatta da carico che silenziosamente scivola favorita dalla corrente. Serenità. Acqua sotto e acqua dal cielo (la giornata non e’ delle migliori) e devo riconoscere che l’assenza di traffico rende il tutto meno frenetico e piu’ umano. Posso anche sentire, non capire, quello che sta dicendo un ciclista ad una ragazza con bimbo in passeggino, mentre un altro disegna curve effimere sul pavimento bagnato con la sua moderna Draisine.

Passo su passo arrivo a metà della struttura e posso apprezzare in modo inusuale, data l’ assenza di traffico, la struttura poderosa ed aerea in un silenzio irreale con un lontano rumore di fondo di una città in fermento. Il tempo si dilata e resta il tempo di un’ultima occhiata mentre un anziano signore in bici si appresta ad iniziare l’attraversamento; ad un mio cenno della testa sorride e ricambia cordialmente il gesto, poi prosegue, pedalata su pedalata, sopra questo simbolo, verso il centro del fiume.

E’ inevitabile il paragone con chi, poco prima, mostrava segni di insofferenza verso alcuni pedoni che si attardavano, secondo lui, ad attraversare la strada.
Rifletto un po’: se stanno così le cose, probabilmente la bici e le sue infrastrutture potranno farci diventare tutti migliori.

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