Carretera Austral (seconda parte). Avventura selvaggia, Storie e Fatica verso Villa O’Higgins

Quando finisce l’asfalto, inizia la Patagonia vera: Puerto Río Tranquilo e le Cattedrali di Marmo, Il Rio Baker e la valle del Chacabuco. Pioggia, rifugi e incontri sulla strada. Gli ultimi chilometri fino alla fine della Carretera Austral.

All'uscita da Villa Cerro Castillo un cartello stradale cita testualmente “FIN DEL PAVIMENTO”.  La seconda parte della Carretera sarà decisamente più selvaggia, la strada per i prossimi 500 km scarsi sarà solo sterrata, le distanze tra i villaggi sempre maggiori, e il tempo sempre più inclemente. Ma queste sono difficoltà che fanno parte dell'esperienza che la Patagonia ci regala, prove che in qualche modo cerchiamo in un viaggio di questo tipo.

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Ci ritroviamo anche a fare i conti con la differenza tra la pianificazione da casa e la realtà. Per oggi avevamo previsto di raggiungere Puerto Rio Tranquillo, che dista 130 km, oppure Bahia Muerta, a 100 km, ma capiamo subito che la musica sarà diversa. La strada è in pessime condizioni, uno sterrato rovinato che ci fa avanzare molto lentamente, le salite sono dure e il dislivello è maggiore del previsto. In più piove, piove tutto il giorno senza interruzione. Dopo 7 ore in sella, la terza salita di giornata, con soli 60 km alle spalle e 850 metri di dislivello, capiamo chiaramente che dobbiamo rivedere i nostri piani. Da casa avevo notato su Google Maps un possibile rifugio a metà strada, si rivelerà una salvezza, e anche una svolta nel viaggio. Il rifugio in questione è una baracca di legno a bordo strada, un riparo rudimentale dalla pioggia, ma è tutto quello di cui abbiamo bisogno. Entriamo a dare una occhiata e ci troviamo dentro due ragazzi che hanno già montato la tenda, facciamo conoscenza e decidiamo di fermarci anche noi. Si crea così la magia del viaggio, conoscenze, condivisione, legami che si creano e che ci riportano in una dimensione di umanità che spesso dimentichiamo nella vita di tutti i giorni, il tutto amplificato dalla natura che ci circonda e dall'esperienza che stiamo vivendo. Hervè e Lucie sono una coppia di ciclo-viaggiatori che stanno percorrendo tutta la Panamericana, dall’Alaska alla Patagonia. Per noi, che ci ritroviamo per la prima volta a dormire in un posto così selvaggio, condividere le difficoltà con persone più esperte sarà di grande aiuto, anche perché nel prosieguo di viaggio ci ritroveremo ancora un po’ di volte a passare la notte in luoghi abbandonati. All’ingresso della baracca un viaggiatore ha scritto: Refugio para Viajeros. Realizziamo che c’è tutto quello che ci serve, un tetto per ripararsi dalla pioggia, un fiume dove attingere acqua e una bella compagnia. Nel frattempo giungono altri viaggiatori a cercare riparo, due francesi che stanno percorrendo il sud America in moto e un gruppetto di Cileni in bici. L'atmosfera è bellissima, si intrecciano vite, racconti, consigli, i Cileni hanno due chitarre, il rifugio si riempie di suoni latini, di canti, di risate, di vita, di pura vita.

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Il giorno dopo, sempre bagnati dalla pioggia, percorriamo i 55 km e i 1220m D+ che ci separano da Puerto Rio Tranquillo. Il paese, che vive di turismo, grazie alla sua posizione sulle sponde del lago General Carrera, offre tutto per il turismo. Noi divoriamo un Cordero Patagon buonissimo, il piatto tipico della Patagonia, l'agnello cucinato a fuoco lento sulle braci. Dormiamo in campeggio condividendo la piazzola con Hervè e Lucie.

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La fama turistica di Puerto Rio Tranquillo è dovuta alla curiose formazioni rocciose chiamate Cave de Marmol, delle grotte lacustri che grazie ai giochi d’acqua e di sole riflettono colori magnifici. Per visitarle basta recarsi al porticciolo e scegliere tra una piccola crociera o una gita in kayak, vento permettendo, infatti le gite, il giorno dopo il nostro arrivo, sono sospese, decidiamo quindi di ripartire alla volta di Puerto Bertrand, la nostra prossima meta, 68 km e 1200m D+ resi difficili dal fondo stradale decisamente sconnesso, soprattutto nella discesa finale verso Puerto Bertrand.  Puerto Bertrand è un piccolo paese, un solo negozio di alimentari, un campeggio, un paio di hospedaje e non c'è copertura di rete, ma nella piazza del paese si può usare il WiFi comunale gratuito.

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La tappa successiva, che ci porterà fino a Cochrane sarà corta ma bellissima, 48 km e 900m D+ di pura bellezza, iniziamo con il seguire fedelmente il corso del Rio Baker, un fiume maestoso di un colore assurdo, dopo una quindicina di km è d'obbligo parcheggiare le bici e percorrere il breve sentiero che porta alla confluenza tra il Rio Baker e il Rio Neff,  le acque turchesi del Baker che si mischiano a quelle di scioglimento del Neff creano una policromia unica, una serie di contrasti che si mescolano all'azzurro del cielo e al bianco scintillante delle montagne all'orizzonte.

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Ma le meraviglie non sono finite, una salita pendente ci aspetta, per fortuna i tratti più duri sono pavimentati, entriamo nella valle del Chacabuco mentre un gruppo di pacifici guanachi ci osservano incuriositi, la salita si conclude su uno splendido Mirador che domina la valle, il Rio Chacabuco che si unisce al Baker, la natura selvaggia, non più foreste ma vallate aride, il giallo e l'ocra della terra, che spettacolo.

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Cochrane sarà l'ultimo paese che troveremo lungo la carretera austral prima del suo termine a Villa O'Higgins, mancano ancora 240 km, per cui facciamo una bella scorta di cibo e preleviamo un po' di soldi perché sarà l'ultimo ATM che troveremo in Cile. Pianifichiamo di dividere il tratto tra Cochrane e Villa O’Higgins in tre tappe, confidando nelle informazioni che sono riuscito a carpire attraverso lo studio di google maps da casa, facendo conto di usufruire di due campeggi lungo la strada, il camping El Risquero, che dovrebbe anche preparare cene casalinghe, e il camping Maria, che potrebbe vendere pane e uova. Con queste speranze e un cielo plumbeo lasciamo Cochrane, la pioggia ci accompagna fedele per tutto il giorno e le foreste ritornano protagoniste del paesaggio.

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Arriviamo al campeggio dopo 76 km e 1100m D+ e troviamo posto in una piccola capanna di legno, un lettone morbido e una bella coperta calda ci permettono un riposo più che meritato al riparo dalla pioggia. Il campeggio è bellissimo, una fattoria molto curata, aiuole fiorite, oche che scorrazzano libere nei prati, pecore e cavalli, ma soprattutto un’ottima cena calda cucinata dalla padrona. Ci svegliamo belli riposati e pronti, piove sempre, ci copriamo e siamo di nuovo in strada. La giornata sarà caratterizzata da una sola salita, lunga ma che si lascia pedalare, e da l’ultimo tratto in traghetto, da Puerto Yungay a Rio Bravo, circa un'oretta di navigazione e, in alta stagione, partenze ogni ora, vento permettendo.

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All’imbarcadero un piccolo bar ci offre un riparo caldo, due fette di torta e un caffe. Se arrivate alla sera c’è la possibilità di dormire al coperto dentro la sala d'aspetto. Dopo il ferry pochi km ci separano dal campeggio, molto rustico, ma con la possibilità di montare la tenda sotto una tettoia e di mangiare in un piccolo locale riscaldato da una stufa. Dopo 70 km e più di 1100m D+ veniamo accolti da questa famiglia che vive isolata dal mondo, sono praticamenti autosufficienti, la casa dove vivono è semplice, chiedo se hanno uova e pane da vendere, nessun problema, la signora impasta il pane e ce lo cucina al momento, mentre il fattore va a raccogliere le uova fresche in pollaio. Condividiamo la cena con una coppia di viaggiatori francesi, il calore della stufa ci asciuga mentre la pioggia incessante tintinna  sulla lamiera del tetto.

Ultimo giorno sulla carretera, non piove ma il vento soffia forte, talmente forte che i traghetti per oggi saranno sospesi, ma la foresta ci ripara e così riusciamo a pedalare senza grosse sofferenze. La tappa è difficile, 85 km e 1550 m D+, ma il panorama è grandioso. Alla nostra destra si sviluppa il campo de hielo norte, che unito al campo de hielo sur, è per dimensione la seconda più grande massa continua di ghiaccio al di fuori delle regioni polari. Questo caratterizza il paesaggio, un'infinità di tumultuosi torrenti scendono dalle montagne, cascate spettacolari scendono fragorose, mentre nel fondo della valle zone acquitrinose, dove mandrie isolate di mucche e cavalli pascono tranquille si alternano a profonde lagune. Villa O’Higgins sembra non arrivare mai. Gli ultimi 15 km vengono rallentati e resi più difficoltosi da alcuni lavori di rifacimento del manto stradale. Ma poi dopo l'ennesima curva e dopo l'ultimo strappo arriviamo al famoso cartello, BIENVENIDOS A VILLA O’HIGGINS FIN DE LA CARRETERA AUSTRAL. Dormiamo AL MOSCO, un bellissimo ostello pervaso da un'atmosfera da rifugio di montagna, frequentato principalmente da cicloviaggiatori e camminatori, offre posti sia in camerata che in stanze private, una bella sala comune e una cucina attrezzata. 

Carretera Austral, Avventura selvaggia, Storie e Fatica verso Villa O’Higgins

Villa O’Higgins è proprio quello che ci aspettavamo da un paese di frontiera, il senso di isolamento si respira nell'aria, case di legno e lamiera, strade che sembrano disegnate con squadra e righello, un piccolo aerodromo, due piccoli minimarket e due panifici in case private, dove per comprare bisogna suonare il campanello. Ci prendiamo un giorno di riposo, nell'ostello facciamo conoscenza con molti viaggiatori. Le storie si incrociano riscaldate dalla stufa della sala comune. Anche altri italiani con cui facciamo subito squadra, Alberto, un ragazzo eclettico dalla provincia romana, gestisce un Bed & Bike  (ecohause san michele) nei monti Lepini in provincia di Latina, che promuove il turismo sostenibile, specialmente rivolto a viaggiatori in bici e a piedi, ma è anche scrittore e documentarista, infatti ha percorso la carretera filmando immagini per un documentario sullo stato dei ghiacciai, compiendo anche delle notevoli e faticose deviazioni dal percorso originale, raggiungendo posti veramente isolati, per denunciare il cambiamento climatico che coinvolge inesorabile anche queste terre così selvagge, e poi i due giovani del team, Mattia e Francesco, bellissimi nei loro vent'anni, alla prima esperienza di viaggio in bici, hanno percorso la carretera austral per raggiungere El Chalten dove hanno in programma di scalare una delle tante torri granitiche nel gruppo del Cerro Torre. Squadra fatta, andiamo a letto, domani ci aspetta una grande avventura, l'attraversamento della frontiera per il paso de dos lagunas. (Foto e testi di Carlo e Angela)

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Carretera Austral seconda parte, le tappe:

Tappa 11 Villa Cerro Castillo - Refugio para Viajeros 65 km 850m D+

Tappa 12 Refugio para Viajeros - Puerto Rio Tranquilo 54 km 1200m D+

Tappa 13 Puerto Rio Tranquilo - Puerto Bertrand 67 km 1200m D+

Tappa 14 Puerto Bertrand - Cochrane 47 km 900m D+

Tappa 15 Cochrane - Camping el Risquero 76 km 1100m D+

Tappa 16 Camping el Risquero - Camping Maria 70 km 1100m D+

Tappa 17 Camping Maria - Villa O’Higgins 85 km 1550m D+

Leggi prima parte

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Fernando Da Re

Un cuore, due gambe e una bicicletta. In testa sempre la fresca vivacità di raccontare. Il risultato lo ritroviamo in questo sito da lui creato e portato avanti con l’entusiasmo e l’impeto dell’atleta che cerca risultati.


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