The armenian loop, circuito armeno in bicicletta tra Europa ed Asia.

 

Ospitare il racconto del cicloviaggio di Carlo e Angela in Armenia onora questo sito e  mette in subbuglio le mai sopite emozioni provate a suo tempo da  Enzo e mie personali. L'Armenia lascia la sua impronta nel cuore a chiunque intende visitarla percorrendone in lentezza il territorio, e con discrezione ne approfondisce la cultura, e ne esperimenta l'ospitalità.

 

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"È con la voglia di viverlo, di capirne qualcosa in più che nella nostra testa nasce The Armenian loop, un viaggio cicloturistico ad anello, con partenza ed arrivo dalla capitale Yerevan, che ci farà attraversare le zone più caratteristiche del paese, i suoi bellissimi monasteri, i grandi passi d'alta quota, le acque turchesi del Lago Sevan, ci farà correre lungo confini purtroppo delicati, chiusi e controllati, ci porterà in vallate aride, in floridi pascoli d'alta quota, e soprattutto ci farà vivere l'accoglienza Armena, un'accoglienza calda, discreta, di un popolo rurale, dove ancora il tempo si misura in stagioni". Carlo Ghezzo e Angela.

 

La Partenza  19/09/2023

Povera Armenia, lacerata e sofferente.

Il complesso puzzle territoriale del Caucaso  dove Abkhazi, Circassi, Georgiani, Ceceni,Curdi, Azeri, Turkmeni e ovviamente gli Armeni, condividono  gli equilibri, a volte fragili, di questa fetta del mondo, decidono di mostrarsi nella loro tragicità proprio il giorno della nostra partenza. Dopo parecchi mesi nei quali l’Azerbaijan di fatto aveva messo in assedio l'enclave armena del Nagorno-Karabakh chiudendo l'unica via di accesso alla regione, con una violenta azione militare in un solo giorno attacca e annette totalmente la regione annullando di fatto l'autonomia dell'enclave armena. Morti, feriti, decine di migliaia di sfollati e tutti i voli per Yerevan cancellati. Il giorno successivo le notizie dall’Armenia, per quanto tragiche, non sembrano allarmanti. Il territorio nazionale non è interessato da violenze o scontri e la questione, purtroppo nella sua tragicità, sembra essersi risolta. Passiamo una giornata intera in aeroporto correndo dietro ad annunci che posticipano sempre un po' di più la nostra partenza. La situazione sembra sbloccarsi, quando sono ormai le 20:00 e il nostro volo si alza sopra lo spettacolo di una Venezia illuminata.

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21/09/2023 TAPPA 1 YEREVAN – GARNI  42 KM 1200D+

Yerevan, la capitale, ordinata, pulita, curata e piena di vita.

Scivoliamo felici per le vie di una maestosa Yerevan, grandi viali, edifici imponenti e vaste piazze ci danno il benvenuto nella capitale, ricordandoci con la sua architettura austera e massiccia il suo passato comunista. È con questo passato, ma con una forza nuova, giovane, che la città si propone, sorprendentemente ordinata, pulita, curata e piena di vita, di locali, di ristoranti e di gente. Ritroveremo le sue foto al termine del viaggio.

yerevan

Lasciamo il centro di Yerevan iniziamo a salire, regolarmente, la traccia creata nella comodità della nostra casa ci conduce con un inaspettato percorso pedonale fuori dal traffico della capitale. Sulle alture fuori dalla periferia, girando lo sguardo alla città veniamo rapiti dalla sua visione: tra la cappa di umidità generata dalla pianura e il cielo azzurro, spunta gigantesco, quasi fosse etereo il monte Ararat, simbolo del paese, con la sua forma conica così fanciullesca, come le montagne che disegnavo quando ero bambino. La strada percorre il bordo della gola di Garni, sale sempre costante, mai cattiva, attraversa piccoli villaggi, muore dove la valle finisce e dove sorge Geghard, patrimonio dell'UNESCO: piccolo monastero millenario in parte scavato nella roccia. Come tutti i monasteri che visiteremo, e saranno tanti. Ha un'atmosfera riservata, la sua bellezza non sta nella grandiosità del sito, ma nelle piccole peculiarità, come una pietra scolpita, un bassorilievo e dai numerosi khachkar, (stele votive o funerarie finemente decorate).

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armenian loop ciaobici.it

Una volta al suo interno però ci viene regalato un momento unico, un religioso inizia una messa cantata in lingua antica, una liturgia magica, che rimbalza nella pietra del soffitto, rimbomba sotto le pesanti volte a botte ed esce dalle strette feritoie da dove entrano fili di luce a contrastare il buio della sala. Un bellissimo campeggio gestito da una giovane signora olandese capitata in questo angolo di mondo chissà come, ci offre per dormire tende  già montate.

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22/09/2023 TAPPA 2 GARNI- AYGAVAN 70 KM 450D+

Azat, un invaso artificiale che crea una tavolozza di colori.

La tappa di oggi inizia facile facile, dal campeggio dove abbiamo pernottato scendiamo subito nel fondo della gola di Garni, entrandoci da un sito turistico chiamato “symphony of stones”, ovvero delle bellissime pareti di roccia basaltica a forma di canne d'organo, un ambiente maestoso e verticale. La strada sterrata è magnifica, costeggia la riva del fiume offrendo bellissime viste sulle pareti di roccia che ci sovrastano e in alto, sul bordo del precipizio si staglia la sagoma del tempio ellenico di Garni che sembra sfidare la forza di gravità in equilibrio sul bordo della forra. Usciamo dalla gola, quasi al suo termine con una breve ma faticosa salita, e ci emozioniamo di fronte allo spettacolo creato del lago Azat, un invaso artificiale che crea una tavolozza di colori che vanno dal blu delle sue acque, al verde dell’erba che cresce nelle sue rive al giallo arido delle montagne circostanti, veramente bellissimo.

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Ancora discesa e velocemente arriviamo al monastero di Khor Virap, uno dei simboli del paese, con le sue mura di cinta e sullo sfondo la poderosa mole del monte Ararat. Al suo interno si sta celebrando un matrimonio, servizio fotografico, colombe bianche che volano, abiti improbabili e tanta aria di festa. Dormiamo in una guesthouse nel vicino paese di Aygavan, 35/40€ per due persone, cena e colazione, prezzo più o simile per tutti gli alloggi in famiglia che troveremo durante il percorso.

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23/09/2023 TAPPA 3 AYGAVAN-ARENI 67 KM 1200D+

Il confine con l’Azerbaijan, con i suoi chilometri di filo spinato e torrette di guardia.

La strada lascia il paese di Aygavan sotto lo sguardo attento del monte Ararat che piano piano ci lascerà andare verso Sud, arrivati al paese di Yerashk facciamo il pieno di acqua e snack, da qui alla fine della tappa non dovrebbero esserci ulteriori villaggi e un passo con 1200 metri di dislivello da scalare. La strada non è tanto pendente e si lascia salire agevolmente. Pochi metri alla nostra destra corre il confine con l’Azerbaijan, impossibile non notarlo, chilometri di filo spinato, torrette di guardia, ogni 200/300 metri un bunker, postazione per l'artiglieria, insomma non un confine tranquillo. Il traffico c'è, anche qualche mezzo pesante, essendo questa l’arteria principale che da Yerevan porta verso l’Iran. Non è eccessivo e mai pericoloso, grazie ad una pseudo corsia di emergenza bella larga ed un asfalto nuovo di zecca. Le carcasse dei mezzi schiantate che dormono arrugginite nel fondo del pendio ci fanno tenere alto il livello di attenzione.

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Areni ci attende con la luce calda del tramonto che colora d'oro tutte le montagne circostanti. Areni è anche la città del vino, in una grotta vicino al paese, durante degli scavi archeologici, è stata trovata la prima testimonianza di utilizzo della viticoltura da parte dell'uomo, circa 6000 anni fa! Da buon veneto mi sento a casa.

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24/09/2023 TAPPA 4 ARENI- MONASTERO DI NORAVANK-ARENI 25 KM 750D+

Il volo dell'aquila segna il confine col cielo e le ruote delle nostre biciclette quello con la terra.

Areni non è soltanto vino ma è soprattutto il monastero di Noravank, incassato in una stretta valle tra pareti verticali. Decidiamo quindi di dedicare esclusivamente la giornata alla sua visita ma sempre in sella alle nostre bici e complicando un po' il percorso. Da Areni al monastero saranno poco meno di 10 km e circa 300/350 metri di dislivello, noi invece iniziamo a salire subito le montagne che lo sovrastano seguendo una strada assolutamente senza traffico che si inerpica sinuosa in un ambiente bellissimo fatto di montagne arse dal sole, fino a che ci troviamo alti, sopra il monastero.

ciaobici it armenian loop cicloturismo quarta tappa 2

Da qui una spettacolare discesa sterrata ci porta ai suoi piedi. Il monastero è bellissimo, i suoi colori caldi si fondono con la verticalità delle pareti circostanti, rocce che i raggi di sole colorano con sfumature dorate, e di giallo, d'ocra e di rosso. Un piccolo ristorantino ci invita al pranzo, la vista sulla valle è arricchita dal profumo del montone grigliato. Anche la strada per rientrare in paese è sensazionale, la valle si stringe sempre di più, sempre di più, fino a diventare una gola larga al massimo qualche decina di metri, con pareti vertiginose. Il volo dell'aquila segna il confine col cielo e le ruote delle nostre biciclette quello con la terra.

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25/09/2023 TAPPA 5 ARENI-YEGHEGIS 53 KM 1000D+

Tra i sacri ruderi scopriamo lastre scolpite di eccezionale bellezza e khachkar minuziosamente decorati.

Seguiamo il fondovalle per circa una decina di chilometri fino alle porte del villaggio di Yeghegnadzor. Una deviazione sulla sinistra ci fa imboccare la strada che porta verso il mitico passo di Selim. In costante e regolare salita per un'altra decina di chilometri fino a prendere la deviazione che ci porta nella valle di Yeghegis, una valle laterale e chiusa, che termina nel suo punto più alto nel minuscolo villaggio di Arates, dove sorge l'omonimo monastero. Dentro la valle la salita si fa via via più impegnativa.

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Attraversiamo villaggi dallo spiccato spirito rurale, piccoli orti, qualche capo di bestiame, la raccolta delle noci e della frutta: questo è il quadro che si svela ai nostri occhi man mano che ci addentriamo nella vallata. Gli ultimi chilometri sono abbastanza duri, spesso sopra al 10%. Arriviamo al villaggio di Arates sovrastati da un cielo plumbeo, ma del monastero non c'è traccia, eppure la mappa non lascia dubbi, il monastero dovrebbe essere esattamente qua, vediamo dei ruderi…ma non sarà mica quello il monastero? Ebbene sì, buona parte del monastero è crollata, un'altra parte si regge in piedi per miracolo. Camminando in mezzo ai sacri ruderi scopriamo lastre scolpite di eccezionale bellezza e khachkar minuziosamente decorati.

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Inizia a piovere, ci rifugiamo all'interno dove alcune icone e un paio di candele ci fanno capire che gli abitanti del villaggio venerano ancora questo luogo. La pioggia smette, una luce giallastra colpisce le pietre umide, il riflesso rende il paesaggio sognante. L’immagine del monastero, della vallata sottostante, del piccolo villaggio di Arates resteranno per sempre scolpite come pietre preziose nella nostre memorie e nel nostri cuori.

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Ritorniamo indietro e brevemente arriviamo nella guesthouse prenotata, una piccola casa di campagna, gestita da una coppia anziana di una gentilezza disarmante. Resta ancora qualche ora di luce e facciamo una passeggiata per il villaggio fino al monastero di Zorats, nel tragitto una famiglia sta ristrutturando il tetto della stalla, un signore guida un paio di vacche verso casa, una signora anziana ci regala un po' di mele, un'altra ci offre delle noci appena raccolte, siamo ben accolti, siamo i benvenuti.   Fernando Da Re nel suo libro ‘Con l’Armenia nel cuore’ riporta: “L’ospitalità armena non si misura, la si pesa incontrandola. Forse in questa terra circondata da montagne altissime, quasi protetto e conservato, spontaneo e non coltivato, antico ma tradizionale, l’ospitalità è il più bel frutto che si possa gustare”.

 

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Cicloturismo armenia quarta tappa ciaobici 2

Fine prima parte

Fernando Da Re

Un cuore, due gambe e una bicicletta. In testa sempre la fresca vivacità di raccontare. Il risultato lo ritroviamo in questo sito da lui creato e portato avanti con l’entusiasmo e l’impeto dell’atleta che cerca risultati.


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