Cicloturismo in Moldova? Possibile, ma con cautela.

Non è certamente facile parlare di cicloturismo in un Paese come la Repubblica di Moldova che si affaccia da solo da poco tempo al turismo classico e sembra non avere “passione” per la due ruote.

 

 

Eppure qualcosa si sta muovendo, e i cicloturisti o i ciclo-viaggiatori hanno la possibilità di rendere eccitante la loro esperienza. Quella che vi racconteremo, Enzo ed io, in bicicletta attraverso luoghi e incontrando persone, farà percepire suggerimenti, consigli, segreti e bellezze a chi volesse accingersi in un viaggio in bicicletta nella Repubblica di Moldova. Un invito che rivolgiamo a tutti, turisti o viaggiatori, con o senza bicicletta.

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Come muoversi in bicicletta nella Repubblica di Moldova?

I libri guida, che per altri Paesi riportano capitoli dedicati al turismo in bicicletta, per la Moldova tralasciano di parlarne. Ecco dunque alcuni nostri consigli a cui affidarvi.

Primo: una sorpresa, la bicicletta si può noleggiare sul posto. Chi sceglie l’arrivo in aereo, all’aeroporto di Chisinau è possibile farsi consegnare delle buone biciclette attraverso una qualificata agenzia di rent a bike  con preavviso di qualche mese. Riteniamo sconsigliabile l’opzione di avere le bici in aeroporto: uno, perché il costo del noleggio viene caricato di spese supplementari per il trasporto; due, perché raggiungere poi in bicicletta la capitale Chisinau non è per niente un viaggio allettante; si percorre uno stradone di 15 km a traffico elevato. Meglio quindi raggiungere la capitale con i propri bagagli al seguito (Bus n. 30 con 2 lei di spesa) e arrivare poi all’agenzia di noleggio dopo aver deposto i bagagli in hotel. Segnaliamo Velopoint  rent a bike e  hotel Masen situato a poche decine di metri dalla fermata autobus n. 30. Spartano, economico, in fase di riammodernamento, con qualche problemino di organizzazione, l’hotel è comodo a tutto il centro della città, possiede una sauna e parte del personale parla italiano.

Secondo: con bici propria. Come in ogni Paese in cui si arriva via aerea si smonta la bici, la si imballa e la si spedisce come bagaglio. (Compagnia aerea Air Moldova di ottimo livello, personale attento e preparato, sempre sorrisi e gentilezza a bordo per un viaggio di 2 ore e mezza dall’ Italia, costi accessibili). Oppure per via terra, attraverso i differenti confini di provenienza senza nessun intoppo. Abbiamo incontrato cicloturisti provenienti dagli States, entrati senza intoppi con i necessari documenti via Odessa.

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Cosa sapere delle strade?

Dopo quanto espresso sopra, ecco una relazione sulle strade. Piste ciclabili: zero o quasi. Se esistenti e segnalate su tratti di alcune vie centrali della capitale, (Boulevard dul Stefan cel Mar o presso il Lago Valea Morilor) queste vengono puntualmente scippate dalle vetture in sosta. La capitale comunque può e vale la pena di essere visitata in bicicletta. Estesa e situata su diverse alture, essa presenta una pianta con strade diritte che si rincorrono e si intrecciano a griglia. Facile orientarsi. Ma la cosa che preme dire di più è porre attenzione al suolo. I marciapiedi, pur se ampi, sono impediti da vetture in sosta.  Continui dislivelli, buche e squarci, avvallamenti e scalini, lavori in corso, rendono poco piacevole il procedere.  Ciononostante si riesce ad arrivare ai giardini (numerosi, belli e armoniosi), ai monumenti e palazzi, ai musei e ristoranti, al mercato e mercatini, alle ambasciate e alle chiese.  Il traffico non è caotico, scorre senza fretta, rispetta tutte le regole stradali compreso il fair play verso i molti pedoni e i rarissimi ciclisti.

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Come muoversi lungo le strade fuori dalle città?

Esiste una regola: molta attenzione e casco in testa. Le strade che collegano tutti i principali siti turistici, sono quasi sempre asfaltate, a tratti sconnesse, ma anche tutte con discreto traffico. Alcuni tratti hanno una stretta banchina laterale divisa dalla carreggiata da una striscia continua che delimita uno sterrato che può presentare infidi dislivelli. Le strade sono rettilinee, ma salgono e scendono, spesso e rapidamente, lasciando sulle gambe una buona dose di acido lattico e nella testa ansia e afflizione. Sconsigliabile procedere in gruppo. Alcuni autobus, più i grandi che i minibus, caricano su richiesta anche le biciclette (operazione da concordare sempre ai capolinea).

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E gli sterrati? Se non si vuole seguire l’itinerario più breve, più rapido vale a dire quello con traffico, si può scegliere alcuni percorsi alternativi. Interessanti e piacevoli, ma ahimè, duri e dolorosi per i quali è bene essere preparati non solo con il mezzo di locomozione adeguato ma anche con la testa. Nonostante le difficoltà non rinunciate a visitare la Repubblica di Moldova in bicicletta; una opportunità, perché oggi è poco visitata e quindi ancora genuina, (ubicata geograficamente al confine estremo dell’Europa, ma ignota alla maggior parte degli europei) dove quello che il Paese riserva agli ospiti resterà a lungo e colmerà il rammarico per il ritardo con il quale vi sarete dedicati a scoprire questo Paese. Lungo i 400 chilometri che abbiamo percorso in Repubblica di Moldova e in Transnitria,  (che vi descriveremo e illustreremo su queste pagine), resteranno a memoria: un popolo cordiale e ospitale, monasteri rupestri patrimonio Unesco, campi di girasoli e paesaggi bucolici di messi e di viti,  milioni di  bottiglie di vino custodite nelle cantine scavate entro rocce calcaree, una capitale, anzi due Chisinau e Tiraspol, vivaci, ben organizzate e aperte alle idee del mondo, sempre aperte al divertimento e in mutamento, villaggi poveri con abitanti curiosi di cosa c’è altrove, felici di presentarvi le piccole cose che possiedono, nuove e moderne, che stanno conquistandosi dignitosamente con lavoro duro e con le rimesse di denaro di parenti che lavorano all’estero. Una povertà talvolta estrema, che anche il cicloturismo può aiutare a consolare e riscattare. (Fernando ed Enzo)

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Fernando Da Re

Un cuore, due gambe e una bicicletta. In testa sempre la fresca vivacità di raccontare. Il risultato lo ritroviamo in questo sito da lui creato e portato avanti con l’entusiasmo e l’impeto dell’atleta che cerca risultati.


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