In bicicletta da Klaipeda (Lituania) a Danzica (Polonia) attraverso Kaliningrad. Prima parte

“Quando pensi di aver visto tutto, e nulla ti ha sorpreso; quando pensi che quello che farai è prevedibile e facile, che non avrà nulla da insegnarti e pensi che non imparerai nulla di nuovo perché quello che accade  è solo tutto venale; e quando pensi ad una vicenda grandiosa e ti emozioni,

 

 ciaobici Kaliningrad Danzica prima 1 e che per tale trepidazione non vale la pena aspettare, ecco quando questo accade e tu credi che tutto sia possibile o al contrario irrealizzabile, immediatamente puoi essere coinvolto in una esperienza imprevista, inaspettata. Potrà succedere allora che, un dio o un angelo come se ti stessero seguendo, ti facciano concretizzare tutto quello che non hai visto e vissuto. Quando sarai dentro ai nuovi avvenimenti, alla fine, noterai che li stavi guardando con le guance bagnate e con la pelle d’oca. E tu pensavi che non sarebbe accaduto di nuovo. In un istante capisci di non sapere nulla. Tu non sai nulla.” (Wojciek Zawiola trad. dal polacco a cura della Redazione)

Nel descrivere l’itinerario in bicicletta del 2019, mi aiuto con la considerazione proposta da questa lettura. Nulla è certo finché non l’hai visto o sperimentato. Hai delle impressioni sul viaggio che hai organizzato da tempo, delle aspettative frutto di letture e di voci riportate e cerchi quello che pensavi esistesse. Strada facendo il tuo pensiero cambia, e quando il tempo ha sedimentato ricordi e sensazioni, tracci un bilancio. E’ ora di capire e di dire se la realtà vissuta è stata migliore della fantasia immaginata.

ciaobici Klaipeda 1 mod

Questo ciclo-viaggio non nasce partendo con o trasportando la propria bicicletta, non inizia con la bicicletta presa a noleggio sul luogo di arrivo; questo ciclo-viaggio germoglia, fiorisce e fruttifica con l’acquisto prima, l’uso poi, la vendita alla fine, del proprio mezzo di locomozione. Collaboratori esteri in Lituania BalticBike.lt Una novità che dopo tanti anni ha mutato il modo di viaggiare in bicicletta mio e dell’amico Enzo.

Consigli: Valutate nei vostri viaggi l’opportunità di acquistare una bicicletta di seconda mano quando:

- non avete più voglia di smontare e rimontare, di fare e disfare l’imballaggio della propria;

- il vostro ciclo-viaggio non è ad anello nello stesso Stato, ma attraversa più Paesi (per cui la restituzione non è possibile o non conveniente);

- avete già sperimentato i punti precedenti e, pur se ritenuti utili, non desiderate andare incontro ad altri stressanti fastidi;

- visitate Paesi organizzati secondo la logica commerciale del vostro Paese, paesi nei quali sia possibile studiare la fattibilità di acquisto e di vendita (più facile di quanto crediate);

- avrete letto questo racconto;

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Racconto prima parte

KLAIPEDA-NIDA-MARKSOG 65 KM

Volo Ryanair su Vilnius, autobus fino a Klaipeda (città sulla costa del Mare Baltico), ritiro biciclette acquistate dal noleggiatore. Ci vengono consegnate due biciclette in buonissimo stato e revisionate dopo aver pagato il saldo. Delle stesse avevamo già preso accordi con il noleggiatore Lituano  via mail dall’Italia, ricevuto foto e dettato i particolari utili per il viaggio (ruota anteriore ammortizzata, portapacchi robusto, cambio e leve di qualità, freni e pneumatici quasi nuovi) e pagato acconto. Il negozio del noleggiatore in Klaipeda gode di un posto strategico sulla ciclabile che porta al traghetto e che in pochi minuti trasporta sulla Curonian Spit, la fascia di terra sabbiosa, dove scorre la ciclabile per Nida/Neringa. Nida appare molto diversa dalla prima volta che la visitammo nel 2012; molto più urbanizzata la costa che guarda la laguna, mentre la ciclopedonale in cemento che corre lungo la laguna è stata allungata oltre la casa di Thomas Mann. Molti i turisti in ogni angolo e presso i ristoranti a gustare i tradizionali Cepelinai. (link a recensione Enzo). Link a Nida Aforismi. Per entrare nello stato di Kaliningrad si supera la frontiera pochi chilometri più avanti e il transito, sia in uscita dalla Lituania sia l’ingresso in Russia, per chi arriva in bicicletta avviene senza problemi. Personale, anche femminile in divise fiammanti, con calma, cortesia e in lingua Inglese ci danno il benvenuto e rilasciano il permesso di ingresso.  (Entrare nello stato di Kaliningrad equivale entrare in Russia a tutti gli effetti. Serve dunque visto su passaporto dellambasciata russa in Italia, assicurazione obbligatoria per i giorni di soggiorno o transito, invito di un tour operator o hotel ospitante che può essere rilasciato anche dall’ambasciata. Tutte operazioni da effettuare per tempo in Italia e che si possono fare personalmente, costo circa 120 euro).

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Cambia lo Stato, ma non cambia il paesaggio che ci viene incontro. Si attraversa una foresta prevalente di pini e di bassi arbusti, un ambiente incontaminato dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Una striscia di terra sabbiosa di circa 100 chilometri che corre tra il Mare Baltico e la laguna. Lungo il percorso ciclabile (n.10 locale, n.13 Europeo) che corre dentro al bosco, è doveroso e risulta facile fermarsi per osservare sia il mare sia la laguna.

ciaobici Kaliningrad Danzica prima 3 Piccole aree di sosta attrezzate con porta biciclette richiamano l’attenzione; si sale sulle alte dune di sabbia bianca per ammirare la spiaggia infinita che il Baltico presenta ed offre a quanti si fermano di godere questi istanti silenziosi e quieti. Raggi di luce accendono i colori di muschi, licheni e piccoli fiori nel sottobosco, un caldo sole abbaglia le dune coperte di verdi ciuffi d’erba e di rose selvatiche colorate. L’orizzonte da sopra le dune non presenta alcun ostacolo e lo sguardo finisce col posarsi su figure, lontane e minute, sulla spiaggia bianca. Motivo per far sorgere un po’ di invidia a noi accaldati cicloturisti in osservazione. Pernottiamo al Guest House on Kurshskaya Kosa a Morskoe. C’è euforia: la prima volta in Russia.

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Marksog – Svetlogork 75 km MARKSOG-SVETLOGORK 75 KM

Procediamo di buon mattino sempre sulla striscia di terra che separa il mare dalla laguna. L’opportunità di attraversare questo lembo di territorio tra due acque, sviluppava l’idea di poter contare su qualche spazio aperto e vedere spuntare ad intervalli ora l’acqua del mare ora l’acqua della laguna: un modo insolito e speciale di procedere molto consono con la bellezza che lascia intuire la pratica di spostarsi in bicicletta. In realtà non è così. Il percorso scorre su strada normale con traffico elevato (giorno festivo per la Russia) lasciando intravedere ai lati fitte foreste di pini provvisti di sentieri sconsigliati da percorrere in bicicletta. Ricordiamo al lettore che stiamo attraversando un parco naturale per il quale è stato necessario pagare un modesto importo obbligatorio per il transito, e quindi tutti pagano creando fila di vetture alla biglietteria. Modesti i punti che meritano uno scatto, se si escludono alcune chiazze arancione che numerosi iris d’acqua formano nelle zone umide e gruppi di fusti d’albero, alti e slanciati, che colpiti dalle lame di luce che penetrano, appaiono silenziose canne d’organo.

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I suoni che invece si percepivano erano quelli dei clacson di qualche vettura che ci salutava. Un ambiente sicuramente abitato da quantità di animali selvatici che si intuiva dalle tracce di scasso sul terreno e dai cartelli che informavano del pericolo di incontrarli. Senza dubbio non era giornata per gli animali di farsi notare lungo la strada. Attraversiamo su ciclabile una cittadina ben organizzata turisticamente. Necessaria fu la sosta per fare rifornimento di acqua e frutta, visto che la colazione buona e abbondante di poche ore prima a base di porridge e creps, aveva già esaurito il suo contributo calorico. La giornata è calda e torrida, pedalare tra il verde aiuta, ma non c’è aria, la fatica si fa sentire. Di tanto in tanto saliamo sulle dune e diamo un’occhiata al mare dove un po’ di brezza è sempre disponibile. Tanta voglia di bagnarsi, ma rimandiamo a momenti futuri. Per i pernottamenti nel territorio di Kaliningrad avevamo già prenotato dall’Italia. Per questa seconda notte di viaggio, arrivati a Svetlogorsk dovevamo cercare Hotel Guest House Flamingo. Fu solo un gioco da ragazzi per Enzo. La cittadina sul mare sembrava ben organizzata nei servizi e nella ricettività. C’era molta gente in giro allegra e spensierata, la musica in alcune piazze accompagnava la cena di molti turisti seduti ai tavoli. Noi preferimmo visitare il mare, incontrare gente più silenziosa e cenare mentre il sole spegneva il suo calore coricandosi in mare, lentamente, quasi per farsi ricordare a lungo nel cuore e nei pixel delle nostre fotocamere.

Mappa percorso

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Storiella. All’arrivo all’hotel Flamingo salutiamo un giovane che era in compagnia di una signora non più giovane. Entrambi i bici. Lui bagaglio leggero, lei super caricata anteriormente e posteriormente. Rispondendo alle nostre domande apprendiamo lei essere una cicloturista statunitense in viaggio da diverso tempo nel continente europeo diretta verso San Pietroburgo e forse Capo nord, lui un vero amatore della bicicletta, attivista di una associazione della capitale e recente cicloviaggiatore. Loquace e simpatico, vive e lavora nella capitale Kaliningrad. Incontrò la signora in centro città e immediatamente si rese disponibile per accompagnarla in bicicletta fino al mare e aiutarla a cercare per lei una camera. Qui ha trovato anche noi. Dimon, questo il suo nome, oggi è diventato amico e via mail ci narra la sua storia.

 

 

Fernando Da Re

Un cuore, due gambe e una bicicletta. In testa sempre la fresca vivacità di raccontare. Il risultato lo ritroviamo in questo sito da lui creato e portato avanti con l’entusiasmo e l’impeto dell’atleta che cerca risultati.


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