La bicicletta tra le stelle

La bicicletta tra le stelledi Natale

Nel magazzino, dietro le reti di un vecchio letto accatastate al muro, impolverata e triste, una bicicletta giaceva chissà da quanto tempo. Korina, l' amò a prima vista. L'amore ti sorprende, ti afferra e non ne conosci le ragioni. Non riesci più a scacciarne il pensiero, ti tormenta con il desiderio di toccare, ti distende solo dopo averlo posseduto.


Lavorava da poco e utilizzava quel magazzino per riporre i vasi inutilizzati e vuoti. Spostò vasi e reti e se la ritrovò davanti. Sporca, ma viva, e la toccò. In Romania amava andare in bicicletta anche se pioveva.

"la pioggia è il mio canto,
le gocce sul mio volto
sono lacrime d'allegria.”

In Italia da poco, non aveva ancora avuto l'occasione di possederne una. “Se gliela chiedessi al padrone in regalo, me la negherebbe” pensò. Fiore, cuore, amore. Rime regolari e consuete, rime baciate mai dimenticate. Lei lavorando, componeva o recitava.

"Tu mi dicesti un giorno
parole così belle
che i fiori per toccarci
ci vennero vicini”

Non ricordava l'autore, ma i versi erano rimasti nel suo cuore, tenero aforisma del suo lavoro. E di nuovo innamorata, pensava di costruire l' altare al nuovo amore: la bicicletta. La pulì, la portò di sopra. Arredò la vetrina con le stelle di natale e, in mostra tra i vasi fioriti di stelle, pose la bicicletta rinnovata. Drin... drin... ogni bambino che visitava “il giardino di natale”, tra gnomi e folletti, passando vicino alla bicicletta, suonava il suo campanello. I pastori nel presepio facevano eco con le zampogne.

“ I fiori parlano al vento,
poi lanciano i colori
come fuochi d'artificio
per illuminare i cuori”

Drin... drin... e il campanello suonava.

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